Quest'anno l'Associazione Cineforum
Bolzano festeggia i sessant'anni dalla sua fondazione avvenuta nel 1952
per mano e volontà di un prete ed un manipolo di quelli che allora
già si chiamavano "giovani di belle speranze". Quando
parliamo di cineforum, per antonomasia parliamo di rassegne di film,
di introduzione critica e di dibattito col pubblico. "No, il dibattito
no!" sentenziava un personaggio di Io Sono Un Autarchico, il primo
film di Nanni Moretti del 1976, abortendo il tentativo di dialogo col
pubblico. Invece il dibattito che animava e caratterizzava il Cine-Forum
fin dai primordi negli ultimi 15 anni ha ripreso ad appassionare il
pubblico e questo grazie soprattutto alla tenacia dei volontari dell'associazione
.
Sessanta primavere sono parecchie e seppur con qualche acciacco l'associazione
continua il proprio percorso culturale con lo spirito libero che l'ha
sempre contraddistinta, sforzandosi di offrire una proposta cinematografica
varia e articolata che sia in grado di dialogare efficacemente sia con
le aspettative del pubblico sia con la propria vocazione didattica.
L'associazione, infatti, non ha mai rinunciato alla propria ragione
sociale, alla propria "mission" come si dice in campo imprenditoriale.
Come ad es. quando decise di chiudere l'esperienza del Kinoki (proiezioni
in pellicola 7 giorni su 7) iniziata nel 2000 e conclusasi .ca due anni
dopo -sulla base di quella che veniva considerata la non sufficiente
vocazione culturale del progetto- per concentrare gli sforzi nel lanciare
il 4FilmFestival, un festival di festival cinematografici, allora basato
su Opere Nuove (nato in ambito Cineclub), Rimusicazioni (Harlock) e
Borderlands-Terre di Confine. Un festival che voleva essere vero e grande
razionalizzando la programmazione e ottimizzando le scarse risorse economiche.
Diciamo subito che il progetto si può dire sia naufragato per
motivi vari che non staremo qui ad elencare. Rimangono i frammenti di
Borderlands (ridotto da festival a rassegna con ospiti) e rimane quel
gioiellino che è Rimusicazioni in cerca di quella valorizzazione
che meriterebbe vista l'originalità della proposta.
Sempre nel 2000 naufragarono le trattative per la Casa Del Cinema che
poi sarebbe diventata la Multisala del Capitol gestita dal Filmclub.
10 anni dopo il discorso è appena stato riaperto. Gli esiti sono
incerti ma le speranze di una Casa del Cinema sono oggi rinnovate.
Però del Cineforum certamente non sbagliamo se diciamo che il
punto debole "storico" dei suoi primi sessant'anni sia stata
la mancanza di una sala cinematografica (il Filmclub, l'associazione
consorella che fa riferimento al potente assessorato alla cultura tedesca,
prima dei 25 anni di attività ha ottenuto una multisala, mentre,
nonostante i 60 anni di attività, il Cineforum ad oggi è
costretto al precariato e non gestisce neppure la saletta periferica
che porta il nome del suo stesso fondatore: Don Bruno Benedetti).
Il punto di forza invece rimane l'attitudine al dibattito trattando
l'attualità attraverso il Cinema. Questa sovente ha posto la
stessa associazione al centro del dibattito e dell'attenzione dell'opinione
pubblica per le sue iniziative e le sue scelte spesso provocatorie (come
le rassegne dedicate alla pornografia) a volte libertarie fino alle
estreme conseguenze (come le serate di dialogo con l'associazione CasaPound
o le rassegne con ospiti i Bambini di Satana). Interessante ed ironico
notare che se la pornografia scandalizzava i moralisti della destra
e faceva alzare gli scudi della sinistra in nome della libertà
di espressione, le serate con CasaPound hanno scandalizzato la sinistra
spingendo qualche zelante consigliere comunale, in nome di un mal riposto
concetto di antifascismo, a voler punire l'associazione chiedendo l'azzeramento
dei contributi pubblici. Ma l'associazione non ha mai avuto santi in
paradiso, né padroni in terra e per questo ha proseguito, soprattutto
negli ultimi anni, nel mostrare ciò che a qualche prepotente
era sgradito. Tra i tanti ricordiamo soprattutto il documentario di
denuncia antiberlusconiana Citizen Berlusconi ad oggi ancora inedito
sulle televisioni nazionali in chiaro. O ancora Panther, distribuito
clandestinamente dal Centro Sociale Leonkavallo. Poi ancora vale la
pena ricordare Submission il film "antiislamico" che costò
la vita al regista Theo van Gogh e che venne proiettato nonostante le
minacce di morte contro chiunque provasse a programmarlo. Fu invece
una splendida occasione di dialogo politico e culturale che nelle sue
diverse repliche vide incontrarsi esponenti religiosi cristiani ed islamici,
politici della Lega Nord e rappresentanti della comunità magrebina.
In un periodo in cui l'esperienza della visione cinematografica sta
perdendo la sua centralità sociale come principale dispositivo
visuale e si sta modificando radicalmente per effetto dell'accelerazione
del cambiamento tecnologico, il Cineforum Bolzano ha saputo guardare
in faccia il mutamento e affrontare le sfide che questo poneva sia sul
piano tecnologico, come testimonia l'apparato di proiezione della sala
Videodrome, sempre all'avanguardia nel suo campo, sia sul piano dell'offerta
culturale che si sforza di comprendere da vicino i fenomeni del contemporaneo
catturandoli con quella speciale lente d'ingrandimento che è
il cinema in tutte le sue forme (fiction, saggio, documentario, animazione).
Negli ultimi anni l'associazione ha dato grande impulso alla Biblioteca
del Cinema che, specialistica, oggi conta più di 5.500 film e
più di 1.000 libri sul Cinema (più di quelli del Centro
Trevi, per intendersi) ricatalogando l'intero archivio con un programma
particolarmente efficiente e accattivante nell'interfaccia grafico per
essere più appetibile alla consultazione dell'utenza.
Certo le difficoltà non sono poche e l'attuale crisi finanziaria
genera scosse che si ripercuotono anche e soprattutto su quel bene comune
che siamo soliti chiamare con il fin troppo vituperato nome di Cultura.
Soprattutto la crisi crea alibi per poter eliminare ciò che non
è conforme a disegni precisi di gestione del potere. Le pressioni
e le minacce non mancano ed anzi si moltiplicano. Di fronte a queste
difficoltà, il Cineforum Bolzano sta intraprendendo ancora una
volta un percorso per adattarsi ai mutamenti nel panorama della vita
pubblica cittadina. Dove e a cosa porterà questo percorso ancora
non siamo in grado di dirlo. Alcuni indizi fanno riferimento al Filmclub.
Altri portano a Trento dove in parte già l'anno scorso si sono
spostate alcune serate del Rimusicazioni Film Festival. Altri ancora
arrivano fino a Bruxelles e a Berlino, viva capitale di un fervente
mondo culturale e soprattutto cinematografico.
qui il documentario
KINOPOLITIK: mastro Titta passa ponte
http://www.youtube.com/watch?v=1MSaWN2r7dU&feature=youtu.be
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Bolzano, gennaio 2000

Scrivere dell'associazione Cineforum Bolzano
significa scrivere della città di Bolzano dal dopoguerra ad oggi,
perché il Cineforum ha influenzato con la sua attività
i cambiamenti e le evoluzioni della nostra città.
In primo luogo la data di nascita, il 1952 e quella d'iscrizione al
registro notarile: il1958.
Il Cineforum Bolzano nasceva, in ambito cattolico, dallo stimolo e dalla
necessità di produrre cultura in senso pedagogico, utilizzando
la più popolare delle espressioni artistiche, il cinema. Elemento
caratterizzante di questa associazione al momento della sua nascita
è la giovane età dei membri costituenti il suo consiglio
direttivo. Di tali membri citiamo i nomi e le date di nascita perché
ognuno di essi, nel proprio settore, ha lasciato un segno grande o piccolo
nella storia sociale, politica, culturale cittadina: Maria Grazia Spagnolli
(1933, studentessa), Carla Fontana (1930, casalinga), Elena Bertacchi
(1935, assistente sociale), Mario Paolucci (1930, insegnante), Valentino
Pasqualin (1930, impiegato). Nessuno di questi "ragazzi" era
nato a Bolzano ma tutti provenivano da altre regioni italiane, per chiari
motivi storici. Dallo statuto, redatto nell'ufficio del notaio Aldo
Pantozzi di Caldaro, traiamo le prime linee strutturali della "ragione
sociale" dell' associazione: "Essa non ha scopo di lucro ed
è assolutamente apolitica, si propone la diffusione della cultura
cinematografica, al lume dei principi cristiani, e dei valori estetici,
sociali, spirituali impegnati nell'opera filmica attraverso la proiezione
di Film con "Forum" o discussione metodologicamente organizzata
per l'educazione e l'orientamento dell'opinione pubblica".
Il Cineforum Bolzano nasce quindi come associazione cattolica, nello
spirito in cui il Cineforum nazionale (al quale il Cineforum Bolzano
aderiva) si stava muovendo. Sotto molti aspetti l’associazione
svolgeva "di fatto" una attività politica. Certamente
orientato verso uno specifico partito politico (alcuni membri del direttivo
in seguito ricopriranno cariche politiche anche di spicco nella DC),
il Cineforum manteneva, comunque, un genuino spirito cristiano, forse
soprattutto per il fuoco che animava Don Bruno Benedetti e per il suo
sincero anticonformismo.
L'attività dell'associazione, in questi anni, viene svolta prevalentemente
nelle sale parrocchiali, negli oratori, nelle scuole e anche in qualche
sala commerciale. Tale attività costituì un importante
servizio sociale. Chi, tra gli amanti del cinema, non ricorda la propria
"iniziazione" cinematografica nelle sale parrocchiali? O al
Druso, al Concordia, al Rainerum, all’Eden? O, d’estate,
all’aperto? Chi non ricorda le accanite discussioni di tipo politico,
sociale, religioso, estetico, tecnico che si svolgevano alla fine di
ogni proiezione? E che formavano legioni di giovani alla discussione,
al confronto, al dibattito, all’impegno?
Proseguendo a grandi linee nella storia del Cineforum Bolzano, si giunge
agli anni '70.
A livello nazionale il Sessantotto sconvolge anche la Federazione Italiana
Cineforum, che dopo lungo dibattito interno si divide: una parte maggioritaria
dei circoli rimane nella FIC, orientata sempre più a sinistra,
vicina ai Cristiani per il Socialismo, a taluni gruppi extraparlamentari,
ai cosiddetti “cani sciolti”: un’altra parte scissionista
va a formare il Cinit, Cineforum Italiano, schierato su posizioni più
conservatrici. Il Cineforum Bolzano resta con la FIC e con l’impegno
politico a sinistra, pur non rinnegando le radici cristiane.
Il 23 settembre 1970 si tiene un’assemblea straordinaria. All'ordine
del giorno "la modifica dello statuto, per adeguarlo alla norma
della legge sui circoli di cultura cinematografica del 1965". Notiamo
che il consiglio direttivo dell'associazione si è modificato,
"Erano presenti: Pasqualin rag. Valentino, Ansaloni dott. Gabriele,
Benedetti don Bruno, Tavella dott. Mario, Cumer dott. Ferruccio, Brenner
dott. Alex, Ferretti dott. Remo. “ Sono nomi che almeno ai non
più giovanissimi dicono quasi sempre qualcosa. Presidente dell'associazione
è Gabriele Ansaloni.
L'attività del Cineforum è tuttora sorretta dalla figura
carismatica, umana, irriverente, allegra di don Bruno Benedetti, instancabile
promotore di idee e attività. Il direttivo è composto
da persone di più o meno definita estrazione cattolica, certamente
ognuna con una sua specifica formazione culturale, che arricchiva e
diversificava la produzione delle attività sociali. Gli anni
'70 saranno il periodo più variegato e proficuo per l'associazione.
Le proiezioni nei cinema coinvolgono un pubblico "adulto",
senza abbandonare, però, gli spettatori più graditi, cioè
i ragazzi, e negli anni Ottanta anche i bambini, con le fortunatissime
iniziative “Giococinema” e “Cineragazzi”. In
questi anni spicca anche l'attività dell'attuale vicepresidente
del Cineforum Bolzano, Ferruccio Cumer. Indimenticabili per alcuni l'organizzazione
e la divulgazione delle sue rassegne nei cinema cittadini, con presentazione
dei film e "a seguire" dibattito. Gli anni '70 sono anche
un periodo di "sconvolgimento" nella politica sociale del
Cineforum nazionale (FIC-Federazio Italiana Cineforum). Questi anni,
carichi di fermento politico, portano, come accennato sopra, ad un radicale
cambiamento degli intenti dell'associazione, alla “svolta a sinistra":
anche la la FIC, come detto, assume una "taratura" marcatamente
politica, in una dimensione progressista e proletaria.
L'accortezza del direttivo di questo periodo fu di capire che il cinema
è un'espressione artistica che certamente ha in sé una
valenza pedagogica ma, soprattutto, è una libera espressione
della creatività dell'uomo e, come tale, non confinabile in recinti
ideologici.
Facendo un ulteriore passo in avanti giungiamo agli anni '90. Si forma
all'interno del Cineforum Bolzano una sezione giovanile, denominata
Itinerari Visivi: fondatori sono Andreas Perugini, Günther Cagol,
Max Mariz. Inizialmente questo gruppo di lavoro svolge la sua attività
all'interno della sede di un'altra associazione, il Circolo Culturale
Walter Masetti, ma, dopo meno di due anni, i legami di collaborazione
si spezzano per chiara incompatibilità culturale. Itinerari Visivi
confluisce, quindi, nel Cineforum Bolzano, trovando qui la dimensione
di libertà e il fermento culturale non riscontrati in precedenza.
Vreso il 2000, fase di incertezza e di chiarimento, con rinnovo profondo
del Direttivo, che nel 2004, dopo le ultime elezioni, risulta così
composto:
Oggi il Cineforum, supaerati i 50 anni di vita, prosegue caparbiamente
la sua attività:
le rassegne di film a tema all'interno della sala EX-IACC, ora VIDEODROME,
di via Roen 6, sala dedicata alla memoria di don Bruno Benedetti.
L'esperienza storica del Cineforum Bolzano è sicuramente legata
ad un utile servizio sociale che l'associazione ha svolto per la città
capoluogo, divulgando un'arte popolare, facilmente fruibile, e a differenza
di altre espressioni artistiche, raggiungibile da qualsiasi tipo di
portafoglio (cosa non trascurabile per un paese democratico). Il nuovo
Cineforum Bolzano ha un assetto progressista, divulga il cinema contemporaneo,
con tutti i suoi generi, cerca di raggiungere il più vasto pubblico
possibile mantenendo forti radici con il passato di quest'arte e guardandone
al futuro sviluppo. Non a caso oggi il Cineforum Bolzano, pur nelle
sue ristrettezze economiche, mantiene un occhio di riguardo per la tecnologia
applicata alle proiezioni vantando il migliore impianto audio della
città e la migliore sala di videoproiezioni. Tecnologia ed "ideologia
cinematografica" (il dibattito, la coerenza delle rassegne a tema)
sono gli elementi fondanti dell’associazione).
Il Cineforum gestisce ora anche tre festival cinematografici di rilevanza
iternazionale, in collaborazioine con il Cineclub Bolzano e l’Associazione
Harlock:
Opere nuove, il più antico e radicato, Rimusicazioni, il più
originale e inconsueto, Borderlands-Terre di confine, il più
giovane e legato al territorio locale ma anche a tutto il mondo.
Che cosa manca veramente all’associazione? Una piccola sala cinematografica
tutta sua. L’associazione gemella di lingua tedesca gestisce (con
fondi pubblici) una multisala!
F. C.