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Sessant'anni di Cineforum: dal 1952 verso il futuro 2012

Quest'anno l'Associazione Cineforum Bolzano festeggia i sessant'anni dalla sua fondazione avvenuta nel 1952 per mano e volontà di un prete ed un manipolo di quelli che allora già si chiamavano "giovani di belle speranze". Quando parliamo di cineforum, per antonomasia parliamo di rassegne di film, di introduzione critica e di dibattito col pubblico. "No, il dibattito no!" sentenziava un personaggio di Io Sono Un Autarchico, il primo film di Nanni Moretti del 1976, abortendo il tentativo di dialogo col pubblico. Invece il dibattito che animava e caratterizzava il Cine-Forum fin dai primordi negli ultimi 15 anni ha ripreso ad appassionare il pubblico e questo grazie soprattutto alla tenacia dei volontari dell'associazionecorsa.
Sessanta primavere sono parecchie e seppur con qualche acciacco l'associazione continua il proprio percorso culturale con lo spirito libero che l'ha sempre contraddistinta, sforzandosi di offrire una proposta cinematografica varia e articolata che sia in grado di dialogare efficacemente sia con le aspettative del pubblico sia con la propria vocazione didattica. L'associazione, infatti, non ha mai rinunciato alla propria ragione sociale, alla propria "mission" come si dice in campo imprenditoriale. Come ad es. quando decise di chiudere l'esperienza del Kinoki (proiezioni in pellicola 7 giorni su 7) iniziata nel 2000 e conclusasi .ca due anni dopo -sulla base di quella che veniva considerata la non sufficiente vocazione culturale del progetto- per concentrare gli sforzi nel lanciare il 4FilmFestival, un festival di festival cinematografici, allora basato su Opere Nuove (nato in ambito Cineclub), Rimusicazioni (Harlock) e Borderlands-Terre di Confine. Un festival che voleva essere vero e grande razionalizzando la programmazione e ottimizzando le scarse risorse economiche. Diciamo subito che il progetto si può dire sia naufragato per motivi vari che non staremo qui ad elencare. Rimangono i frammenti di Borderlands (ridotto da festival a rassegna con ospiti) e rimane quel gioiellino che è Rimusicazioni in cerca di quella valorizzazione che meriterebbe vista l'originalità della proposta.
Sempre nel 2000 naufragarono le trattative per la Casa Del Cinema che poi sarebbe diventata la Multisala del Capitol gestita dal Filmclub. 10 anni dopo il discorso è appena stato riaperto. Gli esiti sono incerti ma le speranze di una Casa del Cinema sono oggi rinnovate.
Però del Cineforum certamente non sbagliamo se diciamo che il punto debole "storico" dei suoi primi sessant'anni sia stata la mancanza di una sala cinematografica (il Filmclub, l'associazione consorella che fa riferimento al potente assessorato alla cultura tedesca, prima dei 25 anni di attività ha ottenuto una multisala, mentre, nonostante i 60 anni di attività, il Cineforum ad oggi è costretto al precariato e non gestisce neppure la saletta periferica che porta il nome del suo stesso fondatore: Don Bruno Benedetti).
Il punto di forza invece rimane l'attitudine al dibattito trattando l'attualità attraverso il Cinema. Questa sovente ha posto la stessa associazione al centro del dibattito e dell'attenzione dell'opinione pubblica per le sue iniziative e le sue scelte spesso provocatorie (come le rassegne dedicate alla pornografia) a volte libertarie fino alle estreme conseguenze (come le serate di dialogo con l'associazione CasaPound o le rassegne con ospiti i Bambini di Satana). Interessante ed ironico notare che se la pornografia scandalizzava i moralisti della destra e faceva alzare gli scudi della sinistra in nome della libertà di espressione, le serate con CasaPound hanno scandalizzato la sinistra spingendo qualche zelante consigliere comunale, in nome di un mal riposto concetto di antifascismo, a voler punire l'associazione chiedendo l'azzeramento dei contributi pubblici. Ma l'associazione non ha mai avuto santi in paradiso, né padroni in terra e per questo ha proseguito, soprattutto negli ultimi anni, nel mostrare ciò che a qualche prepotente era sgradito. Tra i tanti ricordiamo soprattutto il documentario di denuncia antiberlusconiana Citizen Berlusconi ad oggi ancora inedito sulle televisioni nazionali in chiaro. O ancora Panther, distribuito clandestinamente dal Centro Sociale Leonkavallo. Poi ancora vale la pena ricordare Submission il film "antiislamico" che costò la vita al regista Theo van Gogh e che venne proiettato nonostante le minacce di morte contro chiunque provasse a programmarlo. Fu invece una splendida occasione di dialogo politico e culturale che nelle sue diverse repliche vide incontrarsi esponenti religiosi cristiani ed islamici, politici della Lega Nord e rappresentanti della comunità magrebina.
In un periodo in cui l'esperienza della visione cinematografica sta perdendo la sua centralità sociale come principale dispositivo visuale e si sta modificando radicalmente per effetto dell'accelerazione del cambiamento tecnologico, il Cineforum Bolzano ha saputo guardare in faccia il mutamento e affrontare le sfide che questo poneva sia sul piano tecnologico, come testimonia l'apparato di proiezione della sala Videodrome, sempre all'avanguardia nel suo campo, sia sul piano dell'offerta culturale che si sforza di comprendere da vicino i fenomeni del contemporaneo catturandoli con quella speciale lente d'ingrandimento che è il cinema in tutte le sue forme (fiction, saggio, documentario, animazione). Negli ultimi anni l'associazione ha dato grande impulso alla Biblioteca del Cinema che, specialistica, oggi conta più di 5.500 film e più di 1.000 libri sul Cinema (più di quelli del Centro Trevi, per intendersi) ricatalogando l'intero archivio con un programma particolarmente efficiente e accattivante nell'interfaccia grafico per essere più appetibile alla consultazione dell'utenza.
Certo le difficoltà non sono poche e l'attuale crisi finanziaria genera scosse che si ripercuotono anche e soprattutto su quel bene comune che siamo soliti chiamare con il fin troppo vituperato nome di Cultura. Soprattutto la crisi crea alibi per poter eliminare ciò che non è conforme a disegni precisi di gestione del potere. Le pressioni e le minacce non mancano ed anzi si moltiplicano. Di fronte a queste difficoltà, il Cineforum Bolzano sta intraprendendo ancora una volta un percorso per adattarsi ai mutamenti nel panorama della vita pubblica cittadina. Dove e a cosa porterà questo percorso ancora non siamo in grado di dirlo. Alcuni indizi fanno riferimento al Filmclub. Altri portano a Trento dove in parte già l'anno scorso si sono spostate alcune serate del Rimusicazioni Film Festival. Altri ancora arrivano fino a Bruxelles e a Berlino, viva capitale di un fervente mondo culturale e soprattutto cinematografico.

qui il documentario
KINOPOLITIK: mastro Titta passa ponte
http://www.youtube.com/watch?v=1MSaWN2r7dU&feature=youtu.be


 

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Bolzano, gennaio 2000

corsa
Scrivere dell'associazione Cineforum Bolzano significa scrivere della città di Bolzano dal dopoguerra ad oggi, perché il Cineforum ha influenzato con la sua attività i cambiamenti e le evoluzioni della nostra città.
In primo luogo la data di nascita, il 1952 e quella d'iscrizione al registro notarile: il1958.
Il Cineforum Bolzano nasceva, in ambito cattolico, dallo stimolo e dalla necessità di produrre cultura in senso pedagogico, utilizzando la più popolare delle espressioni artistiche, il cinema. Elemento caratterizzante di questa associazione al momento della sua nascita è la giovane età dei membri costituenti il suo consiglio direttivo. Di tali membri citiamo i nomi e le date di nascita perché ognuno di essi, nel proprio settore, ha lasciato un segno grande o piccolo nella storia sociale, politica, culturale cittadina: Maria Grazia Spagnolli (1933, studentessa), Carla Fontana (1930, casalinga), Elena Bertacchi (1935, assistente sociale), Mario Paolucci (1930, insegnante), Valentino Pasqualin (1930, impiegato). Nessuno di questi "ragazzi" era nato a Bolzano ma tutti provenivano da altre regioni italiane, per chiari motivi storici. Dallo statuto, redatto nell'ufficio del notaio Aldo Pantozzi di Caldaro, traiamo le prime linee strutturali della "ragione sociale" dell' associazione: "Essa non ha scopo di lucro ed è assolutamente apolitica, si propone la diffusione della cultura cinematografica, al lume dei principi cristiani, e dei valori estetici, sociali, spirituali impegnati nell'opera filmica attraverso la proiezione di Film con "Forum" o discussione metodologicamente organizzata per l'educazione e l'orientamento dell'opinione pubblica".
Il Cineforum Bolzano nasce quindi come associazione cattolica, nello spirito in cui il Cineforum nazionale (al quale il Cineforum Bolzano aderiva) si stava muovendo. Sotto molti aspetti l’associazione svolgeva "di fatto" una attività politica. Certamente orientato verso uno specifico partito politico (alcuni membri del direttivo in seguito ricopriranno cariche politiche anche di spicco nella DC), il Cineforum manteneva, comunque, un genuino spirito cristiano, forse soprattutto per il fuoco che animava Don Bruno Benedetti e per il suo sincero anticonformismo.
L'attività dell'associazione, in questi anni, viene svolta prevalentemente nelle sale parrocchiali, negli oratori, nelle scuole e anche in qualche sala commerciale. Tale attività costituì un importante servizio sociale. Chi, tra gli amanti del cinema, non ricorda la propria "iniziazione" cinematografica nelle sale parrocchiali? O al Druso, al Concordia, al Rainerum, all’Eden? O, d’estate, all’aperto? Chi non ricorda le accanite discussioni di tipo politico, sociale, religioso, estetico, tecnico che si svolgevano alla fine di ogni proiezione? E che formavano legioni di giovani alla discussione, al confronto, al dibattito, all’impegno?
Proseguendo a grandi linee nella storia del Cineforum Bolzano, si giunge agli anni '70.
A livello nazionale il Sessantotto sconvolge anche la Federazione Italiana Cineforum, che dopo lungo dibattito interno si divide: una parte maggioritaria dei circoli rimane nella FIC, orientata sempre più a sinistra, vicina ai Cristiani per il Socialismo, a taluni gruppi extraparlamentari, ai cosiddetti “cani sciolti”: un’altra parte scissionista va a formare il Cinit, Cineforum Italiano, schierato su posizioni più conservatrici. Il Cineforum Bolzano resta con la FIC e con l’impegno politico a sinistra, pur non rinnegando le radici cristiane.
Il 23 settembre 1970 si tiene un’assemblea straordinaria. All'ordine del giorno "la modifica dello statuto, per adeguarlo alla norma della legge sui circoli di cultura cinematografica del 1965". Notiamo che il consiglio direttivo dell'associazione si è modificato, "Erano presenti: Pasqualin rag. Valentino, Ansaloni dott. Gabriele, Benedetti don Bruno, Tavella dott. Mario, Cumer dott. Ferruccio, Brenner dott. Alex, Ferretti dott. Remo. “ Sono nomi che almeno ai non più giovanissimi dicono quasi sempre qualcosa. Presidente dell'associazione è Gabriele Ansaloni.
L'attività del Cineforum è tuttora sorretta dalla figura carismatica, umana, irriverente, allegra di don Bruno Benedetti, instancabile promotore di idee e attività. Il direttivo è composto da persone di più o meno definita estrazione cattolica, certamente ognuna con una sua specifica formazione culturale, che arricchiva e diversificava la produzione delle attività sociali. Gli anni '70 saranno il periodo più variegato e proficuo per l'associazione. Le proiezioni nei cinema coinvolgono un pubblico "adulto", senza abbandonare, però, gli spettatori più graditi, cioè i ragazzi, e negli anni Ottanta anche i bambini, con le fortunatissime iniziative “Giococinema” e “Cineragazzi”. In questi anni spicca anche l'attività dell'attuale vicepresidente del Cineforum Bolzano, Ferruccio Cumer. Indimenticabili per alcuni l'organizzazione e la divulgazione delle sue rassegne nei cinema cittadini, con presentazione dei film e "a seguire" dibattito. Gli anni '70 sono anche un periodo di "sconvolgimento" nella politica sociale del Cineforum nazionale (FIC-Federazio Italiana Cineforum). Questi anni, carichi di fermento politico, portano, come accennato sopra, ad un radicale cambiamento degli intenti dell'associazione, alla “svolta a sinistra": anche la la FIC, come detto, assume una "taratura" marcatamente politica, in una dimensione progressista e proletaria.
L'accortezza del direttivo di questo periodo fu di capire che il cinema è un'espressione artistica che certamente ha in sé una valenza pedagogica ma, soprattutto, è una libera espressione della creatività dell'uomo e, come tale, non confinabile in recinti ideologici.
Facendo un ulteriore passo in avanti giungiamo agli anni '90. Si forma all'interno del Cineforum Bolzano una sezione giovanile, denominata Itinerari Visivi: fondatori sono Andreas Perugini, Günther Cagol, Max Mariz. Inizialmente questo gruppo di lavoro svolge la sua attività all'interno della sede di un'altra associazione, il Circolo Culturale Walter Masetti, ma, dopo meno di due anni, i legami di collaborazione si spezzano per chiara incompatibilità culturale. Itinerari Visivi confluisce, quindi, nel Cineforum Bolzano, trovando qui la dimensione di libertà e il fermento culturale non riscontrati in precedenza.
Vreso il 2000, fase di incertezza e di chiarimento, con rinnovo profondo del Direttivo, che nel 2004, dopo le ultime elezioni, risulta così composto:
Oggi il Cineforum, supaerati i 50 anni di vita, prosegue caparbiamente la sua attività:
le rassegne di film a tema all'interno della sala EX-IACC, ora VIDEODROME, di via Roen 6, sala dedicata alla memoria di don Bruno Benedetti.
L'esperienza storica del Cineforum Bolzano è sicuramente legata ad un utile servizio sociale che l'associazione ha svolto per la città capoluogo, divulgando un'arte popolare, facilmente fruibile, e a differenza di altre espressioni artistiche, raggiungibile da qualsiasi tipo di portafoglio (cosa non trascurabile per un paese democratico). Il nuovo Cineforum Bolzano ha un assetto progressista, divulga il cinema contemporaneo, con tutti i suoi generi, cerca di raggiungere il più vasto pubblico possibile mantenendo forti radici con il passato di quest'arte e guardandone al futuro sviluppo. Non a caso oggi il Cineforum Bolzano, pur nelle sue ristrettezze economiche, mantiene un occhio di riguardo per la tecnologia applicata alle proiezioni vantando il migliore impianto audio della città e la migliore sala di videoproiezioni. Tecnologia ed "ideologia cinematografica" (il dibattito, la coerenza delle rassegne a tema) sono gli elementi fondanti dell’associazione).
Il Cineforum gestisce ora anche tre festival cinematografici di rilevanza iternazionale, in collaborazioine con il Cineclub Bolzano e l’Associazione Harlock:
Opere nuove, il più antico e radicato, Rimusicazioni, il più originale e inconsueto, Borderlands-Terre di confine, il più giovane e legato al territorio locale ma anche a tutto il mondo.
Che cosa manca veramente all’associazione? Una piccola sala cinematografica tutta sua. L’associazione gemella di lingua tedesca gestisce (con fondi pubblici) una multisala!
F. C.