storia
 
inizio
Bolzano, gennaio 2000
corsa
Scrivere dell'associazione Cineforum Bolzano significa scrivere della città di Bolzano dal dopoguerra ad oggi, perché il Cineforum ha influenzato con la sua attività i cambiamenti e le evoluzioni della nostra città.
In primo luogo la data di nascita, il 1952 e quella d'iscrizione al registro notarile: il1958.
Il Cineforum Bolzano nasceva, in ambito cattolico, dallo stimolo e dalla necessità di produrre cultura in senso pedagogico, utilizzando la più popolare delle espressioni artistiche, il cinema. Elemento caratterizzante di questa associazione al momento della sua nascita è la giovane età dei membri costituenti il suo consiglio direttivo. Di tali membri citiamo i nomi e le date di nascita perché ognuno di essi, nel proprio settore, ha lasciato un segno grande o piccolo nella storia sociale, politica, culturale cittadina: Maria Grazia Spagnolli (1933, studentessa), Carla Fontana (1930, casalinga), Elena Bertacchi (1935, assistente sociale), Mario Paolucci (1930, insegnante), Valentino Pasqualin (1930, impiegato). Nessuno di questi "ragazzi" era nato a Bolzano ma tutti provenivano da altre regioni italiane, per chiari motivi storici. Dallo statuto, redatto nell'ufficio del notaio Aldo Pantozzi di Caldaro, traiamo le prime linee strutturali della "ragione sociale" dell' associazione: "Essa non ha scopo di lucro ed è assolutamente apolitica, si propone la diffusione della cultura cinematografica, al lume dei principi cristiani, e dei valori estetici, sociali, spirituali impegnati nell'opera filmica attraverso la proiezione di Film con "Forum" o discussione metodologicamente organizzata per l'educazione e l'orientamento dell'opinione pubblica".
Il Cineforum Bolzano nasce quindi come associazione cattolica, nello spirito in cui il Cineforum nazionale (al quale il Cineforum Bolzano aderiva) si stava muovendo. Sotto molti aspetti l’associazione svolgeva "di fatto" una attività politica. Certamente orientato verso uno specifico partito politico (alcuni membri del direttivo in seguito ricopriranno cariche politiche anche di spicco nella DC), il Cineforum manteneva, comunque, un genuino spirito cristiano, forse soprattutto per il fuoco che animava Don Bruno Benedetti e per il suo sincero anticonformismo.
L'attività dell'associazione, in questi anni, viene svolta prevalentemente nelle sale parrocchiali, negli oratori, nelle scuole e anche in qualche sala commerciale. Tale attività costituì un importante servizio sociale. Chi, tra gli amanti del cinema, non ricorda la propria "iniziazione" cinematografica nelle sale parrocchiali? O al Druso, al Concordia, al Rainerum, all’Eden? O, d’estate, all’aperto? Chi non ricorda le accanite discussioni di tipo politico, sociale, religioso, estetico, tecnico che si svolgevano alla fine di ogni proiezione? E che formavano legioni di giovani alla discussione, al confronto, al dibattito, all’impegno?
Proseguendo a grandi linee nella storia del Cineforum Bolzano, si giunge agli anni '70.
A livello nazionale il Sessantotto sconvolge anche la Federazione Italiana Cineforum, che dopo lungo dibattito interno si divide: una parte maggioritaria dei circoli rimane nella FIC, orientata sempre più a sinistra, vicina ai Cristiani per il Socialismo, a taluni gruppi extraparlamentari, ai cosiddetti “cani sciolti”: un’altra parte scissionista va a formare il Cinit, Cineforum Italiano, schierato su posizioni più conservatrici. Il Cineforum Bolzano resta con la FIC e con l’impegno politico a sinistra, pur non rinnegando le radici cristiane.
Il 23 settembre 1970 si tiene un’assemblea straordinaria. All'ordine del giorno "la modifica dello statuto, per adeguarlo alla norma della legge sui circoli di cultura cinematografica del 1965". Notiamo che il consiglio direttivo dell'associazione si è modificato, "Erano presenti: Pasqualin rag. Valentino, Ansaloni dott. Gabriele, Benedetti don Bruno, Tavella dott. Mario, Cumer dott. Ferruccio, Brenner dott. Alex, Ferretti dott. Remo. “ Sono nomi che almeno ai non più giovanissimi dicono quasi sempre qualcosa. Presidente dell'associazione è Gabriele Ansaloni.
L'attività del Cineforum è tuttora sorretta dalla figura carismatica, umana, irriverente, allegra di don Bruno Benedetti, instancabile promotore di idee e attività. Il direttivo è composto da persone di più o meno definita estrazione cattolica, certamente ognuna con una sua specifica formazione culturale, che arricchiva e diversificava la produzione delle attività sociali. Gli anni '70 saranno il periodo più variegato e proficuo per l'associazione. Le proiezioni nei cinema coinvolgono un pubblico "adulto", senza abbandonare, però, gli spettatori più graditi, cioè i ragazzi, e negli anni Ottanta anche i bambini, con le fortunatissime iniziative “Giococinema” e “Cineragazzi”. In questi anni spicca anche l'attività dell'attuale vicepresidente del Cineforum Bolzano, Ferruccio Cumer. Indimenticabili per alcuni l'organizzazione e la divulgazione delle sue rassegne nei cinema cittadini, con presentazione dei film e "a seguire" dibattito. Gli anni '70 sono anche un periodo di "sconvolgimento" nella politica sociale del Cineforum nazionale (FIC-Federazio Italiana Cineforum). Questi anni, carichi di fermento politico, portano, come accennato sopra, ad un radicale cambiamento degli intenti dell'associazione, alla “svolta a sinistra": anche la la FIC, come detto, assume una "taratura" marcatamente politica, in una dimensione progressista e proletaria.
L'accortezza del direttivo di questo periodo fu di capire che il cinema è un'espressione artistica che certamente ha in sé una valenza pedagogica ma, soprattutto, è una libera espressione della creatività dell'uomo e, come tale, non confinabile in recinti ideologici.
Facendo un ulteriore passo in avanti giungiamo agli anni '90. Si forma all'interno del Cineforum Bolzano una sezione giovanile, denominata Itinerari Visivi: fondatori sono Andreas Perugini, Günther Cagol, Max Mariz. Inizialmente questo gruppo di lavoro svolge la sua attività all'interno della sede di un'altra associazione, il Circolo Culturale Walter Masetti, ma, dopo meno di due anni, i legami di collaborazione si spezzano per chiara incompatibilità culturale. Itinerari Visivi confluisce, quindi, nel Cineforum Bolzano, trovando qui la dimensione di libertà e il fermento culturale non riscontrati in precedenza.
Vreso il 2000, fase di incertezza e di chiarimento, con rinnovo profondo del Direttivo, che nel 2004, dopo le ultime elezioni, risulta così composto:
Oggi il Cineforum, supaerati i 50 anni di vita, prosegue caparbiamente la sua attività:
le rassegne di film a tema all'interno della sala EX-IACC, ora VIDEODROME, di via Roen 6, sala dedicata alla memoria di don Bruno Benedetti.
L'esperienza storica del Cineforum Bolzano è sicuramente legata ad un utile servizio sociale che l'associazione ha svolto per la città capoluogo, divulgando un'arte popolare, facilmente fruibile, e a differenza di altre espressioni artistiche, raggiungibile da qualsiasi tipo di portafoglio (cosa non trascurabile per un paese democratico). Il nuovo Cineforum Bolzano ha un assetto progressista, divulga il cinema contemporaneo, con tutti i suoi generi, cerca di raggiungere il più vasto pubblico possibile mantenendo forti radici con il passato di quest'arte e guardandone al futuro sviluppo. Non a caso oggi il Cineforum Bolzano, pur nelle sue ristrettezze economiche, mantiene un occhio di riguardo per la tecnologia applicata alle proiezioni vantando il migliore impianto audio della città e la migliore sala di videoproiezioni. Tecnologia ed "ideologia cinematografica" (il dibattito, la coerenza delle rassegne a tema) sono gli elementi fondanti dell’associazione).
Il Cineforum gestisce ora anche tre festival cinematografici di rilevanza iternazionale, in collaborazioine con il Cineclub Bolzano e l’Associazione Harlock:
Opere nuove, il più antico e radicato, Rimusicazioni, il più originale e inconsueto, Borderlands-Terre di confine, il più giovane e legato al territorio locale ma anche a tutto il mondo.
Che cosa manca veramente all’associazione? Una piccola sala cinematografica tutta sua. L’associazione gemella di lingua tedesca gestisce (con fondi pubblici) una multisala!
F. C.