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Tigerland
di Joel
Schumacher (Guerra-Drammatico/Usa/2000/100min)
con Colin Farrell, Clifton Collins Jr., Matthew Davis, Shea Whigham, Tom
Guiry, Cole Hauser, Russell Richardson
www.tigerlandmovie.com 

In un campo 17 reclute sono addestrate da un autoritario sergente (Lee
Ermey) a diventare veri marine e "killer" prima di andare in
Vietnam e scoprire la atrocità della guerra. Ma alla fine impareranno
a non avere paura. Con mezzi limitati (pochi soldi, 16 millimetri, macchina
a mano, nessun interprete noto), Joel Schumacher ha realizzato con "Tigerland"
un'opera molto interessante. Non un film di guerra, ma un film sulla guerra:
sulla aggressività che consente e nutre i conflitti bellici, sulla
violenza e la de-umanizzazione organizzate in un esercito, sulla volontà
di annullare gli avversari anche quando sono soltanto contestatori interni,
sulla vanità declamatoria dei patriottismi. La regìa semplice
e scabra, la fotografia e l'illuminazione naturalistiche di Matthew Libatique,
il soggetto e la sceneggiatura di Ross Klavan che scrive di fatti sperimentati
personalmente, rendono il film per qualche verso simile a "Streamers"
di Bob Altman, quasi una messa in scena anti-kolossal sul palcoscenico
dell'atrocità.

Nel 1971 la guerra in Vietnam durava da anni, il cessate il fuoco sarebbe
arrivato nel 1973. Il clima di sfiducia, rivolta e scoraggiamento era
avvertibile anche nell'esercito americano. Al campo d'addestramento militare
specializzato nel preparare ai combattimenti nella giungla detto Tigerland,
a Fort Polk in Louisiana, ultima tappa per i soldati prima di venir spediti
al fronte, arriva un richiamato del Texas che protesta come protestavano
in nome dell'antimilitarismo e contro la guerra migliaia di ragazzi americani,
che si fa portatore del No di fronte alle troppe pretese dissennate dell'esercito:
e che verrà distrutto fisicamente, psicologicamente, emotivamente,
pagando un terribile prezzo per la sua disobbedienza. Si capisce che,
in fatto di corsi d'addestramento militare, al massimo livello rimane
"Full Metal Jacket" di Stanley Kubrick: ma "Tigerland"
ha una grande efficacia.

Sembra persino singolare come opera del suo regista: Joel Schumacher,
newyorkese, 62 anni, cominciò a lavorare come disegnatore di moda
(prima da Henri Bendel poi in una propria boutique e più tardi
da Revlon), entrò nel cinema come costumista, diventò regista
di film destinati agli spettatori giovani ("St. Elmo' s Fire",
"Linea mortale") o al grande mercato ("Il cliente",
"Batman Forever", "Flawless"): per lui "Tigerland"
è un'esperienza nuova e una ottima riuscita, per gli spettatori
contemporanei è una convincente lezione anti-guerra.
(Lietta Tornabuoni/La Stampa/04.11.01/****)
Joel
Schumacher 
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