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Tomb
Raider (Lara Croft: Tomb Raider)
di Simon
West (Avventura-Azione/Usa-Gran Bretagna/2001/100min)
con Angelina Jolie, Daniel Craig, Jon Voight, Leslie Phillips, Mark Collie
www.tombraidermovie.com 

Come le Amazzoni, come Bradamante nell´"Orlando furioso",
come la squadra di aviatrici nemiche dell´Uomo Mascherato, come
Superwoman, le Charlie´s Angels o la manesca principessa Xena del
serial televisivo prodotto da Sam Raimi, come Michelle Yeoh de "La
tigre e il dragone", Lady Lara Croft è una bella e forte ragazza
guerriera: ma in calzoncini, con gli scarponi, le armi affibbiate sulle
cosce nude, le spalle e il reggipetto imbottiti, la maglietta azzurro-notte
sbracciata, una lunga treccia ondeggiante sulla schiena. Si batte, picchia,
vince: nell'ombra di un sotterraneo lotta contro un enorme insetto elettronico
da allenamento, spara correndo, vola nell'aria, affronta una divinità
dalle molte braccia e dalle molte facce e un mostro volante, guida una
slitta trainata dai cani sulla superficie ghiacciata d'un lago in Islanda,
traversa in folle corsa su un anfibio la giungla che invade i templi e
i resti di Angkor in Cambogia, combatte con le armi delle arti marziali
e della boxe coi piedi. E´ tagliente, decisa, minacciosa.

Vive in una immensa villa inglese, con un maggiordomo devoto che come
quello di Batman provvede da solo a tutto, e con un assistente tecnico.
E´ poliglotta, viaggiatrice, fotografa di successo, appassionata
di archeologia quanto Indiana Jones ("Indiana Clones" è
il soprannome datole per la fedeltà con cui imita le imprese di
lui). Da aristocratica, ha studiato in collegio in Svizzera. E´
anche sopravvissuta a un terribile incidente aereo: di ritorno da una
trekking-vacanza sull'Himalaia, il velivolo su cui viaggiava era andato
a infrangersi contro le montagne. Senza amori, ha un'unica fragilità:
è orfana inconsolabile d'un padre aristocratico archeologo (l'interprete
del personaggio è nel film Jon Voight, il padre autentico della
protagonista Angelina Jolie); "Lost But Never Forgotten", perduto
ma mai dimenticato sta scritto sulla tomba di lui; Lara Croft ne evoca
continuamente l'immagine con straziata tenerezza e incurabile senso di
mancanza; lui la istruisce con premonitrici lettere pre-scritte che le
fa via via giungere. Bisogna riconoscerlo: ricca e avventurosa, di massima
energia fisico-atletica unita a massima sensibilità sentimentale,
Lady Lara Croft è una figura bene immaginata. La sua avventura
in "Tomb Raider" è un poco confusa ma suggestiva: prevede
astronomia (un allineamento dei nove pianeti culminante in una eclissi
di sole, evento che si verifica ogni cinquemila anni), oggetti mitologici
(un triangolo magico spezzato in due che, ricomposto, dà il potere
straordinario di controllare il tempo; un vecchio orologio che ricomincia
d'improvviso a ticchettare), luoghi enigmatici (la Tomba della Luce Danzante).
L'eroina vittoriosa si trova a difendere il Triangolo del Tempo dalla
setta degli Illuminati con sede a Venezia, avidi di potere divino, di
possedere il mondo e di renderne schiavi gli abitanti. Il film, si sa,
è ricavato da un videogioco della inglese Core Design che, dal
suo primo apparire nel 1996, ha venduto 21 milioni di pezzi, diventando
un fenomeno di costume oltre a segnare un record commerciale: è
naturale che tutto risulti chiassoso e puerile, però anche veloce,
dinamico, esagerato, divertente. Produttivamente il film è ben
fatto, il montaggio in particolare è impeccabile, e la protagonista
Angelina Jolie ha qualcosa di miracoloso: la bella faccia sensuale dall'espressione
dura, il portamento, il passo e l'allenamento atletico bastano a far dimenticare
che è piccola, con la testa troppo grande e le gambe troppo corte,
senza neppure un sospetto di stile da aristocratica né da donna
cattiva.
(Lietta Tornabuoni/La Stampa/14.12.01/***)
Simon West 
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