
Birthday Girl (From Russia with Love)
di Jez
Butterworth (Commedia/Gran Bretagna/2001/93min)
con Vincent Cassel, Ben Chaplin, Mathieu Kassovitz, Nicole Kidman

Jez Butterworth, commediografo inglese prestato al cinema (è
quello di Soho), è molto più furbo di quello che sembra.
Dietro una commediola romantica nasconde un film che, oltre a qualche
sana risata, mostra più di quanto dice. Il sogno erotico e inconscio
del protagonista (una donna-solo-corpo, non dotata di parola ma di grande
libertà sessuale) si fa carne e realtà per il tramite
di internet, il più virtuale dei mercati, quello in cui si compra
senza toccare la merce, e da immagine fredda e mentale si trasforma
in corpo caldo e presente, mentre la sua privata perversione (il bondage)
nasconde in realtà il suo bisogno di un legame profondo.
La storia d'amore fra John e Nadia invece nasce come compensazione di
due individualità menomate: se a lei manca la parola, a lui manca
la capacità di "vedere" come stanno le cose, e il binocolo,
lo specchietto retrovisore, il vocabolario e gli altri simboli non sono
buttati lì a caso. Ma la riconquista di una pienezza dei sensi
trasforma in altro da sé: nel finale del film entrambi si imbarcheranno
su un aereo con un'identità diversa da quella iniziale; in pratica:
recuperando il senso mancante, evolvono e possono scoprirsi innamorati.
In tutto questo, poi, c'è Nicole (anche Ben Chaplin però,
e soprattutto la coppia di amici russi, Kassovitz-Cassel, se non li
brutalizzano nel doppiaggio, funzionano bene). Qui, mora e slava(ta),
e pure terribilmente carnale, si carica addosso un immaginario erotico
assolutamente contemporaneo (e Kubrick l'aveva già capito): la
sua algida sensualità è vero ghiaccio bollente. Profuma
come la pelle che i pixel non hanno, tanto che lei (nella vita vera)
è la madre perfetta dei bimbi che non ha mai partorito.
(Federico Calamante/Duel/01.02.02/****)

Gli occhi azzurri arrossati, il mascara che scende sul viso, una sbavatura
di rossetto che si confonde con una leggera ferita sulle labbra: anche
così Nicole Kidman sa essere irresistibile. Il trucco si chiama
ambiguità. Nadia-Sofia, la "ragazza del compleanno"
dalla doppia identità che rovina (forse) la vita a un incauto
bancario inglese, potrebbe essere sia una donnaccia venuta dall'Est
che la vittima d'un amante manesco. Il film del britannico Jez Butterworth
lascia aperta ogni opzione morale fino in fondo, quando dal tocco vagamente
trasgressivo si passa alla negazione della morale stessa. Se non altro,
la storia ambientata nella provincia inglese ha qualcosa dioriginale
e poche tinte di riferimento: anche il giallo-rosa non basta, se si
pensa a una cravatta - status symbol dei bancari - che tra le mani di
Nadia diventa un oggetto sado-maso, e ai colleghi del candido John (Ben
Chaplin) tratteggiati con il segno grottesco. Nicole Kidman si veste
e si sveste di fascino slavo a suo immenso piacere, proprio perché
il senso del racconto è tutto nella vita agra del protagonista
maschile, John Buckingham, che all'agenzia matrimoniale on line "Dalla
Russia con amore" ha chiesto un'alternativa alle pornocassette.
In un primo momento, lui vorrebbe rispedire al mittente la futura moglie
presa nella rete: è bella, ma non conosce una parola d'inglese,
e i patti erano altri. Prima di confessargli di chiamarsi in realtà
Sofia, lei saprà irretirlo per davvero nella trama sottile del
sesso e in quella un pò inquietante delle bugie. Gli farà
credere di essere amica (o cuginetta) d'un compatriota arrivato all'improvviso
nell'Hertfordshire in compagnia del sanguigno Yuri (Vincent Cassel)
per festeggiare il suo compleanno. Si tratta in realtà di complici,
dediti ad estorsioni in serie. Tanti guai in vista. Ma per guardare
il mondo in un'ottica differente, il bancario John aveva proprio bisogno
di qualcosa di travolgente.
(Alfredo Boccioletti/Il Resto del Carlino/27.01.02/***)
Jez
Butterworth 