

È un film che produce un impatto decisamente violento
sugli spettatori, amplificato anche dal fatto di raccontare una storia
vera, quella di Teena Brandon/Brandon Teena.
La protagonista, magistralmente interpretata da
., vive un profondo
conflitto di genere, che la porta a vestirsi da uomo e, giocando sul
fatto di avere un cognome uguale ad un nome proprio maschile, a proporsi
per tale.
Accettata dalla sua compagna, la sua reale identità viene scoperta
da un gruppo di suoi coetanei, che decidono di fargliela pagare cara,
nel modo più spregevole possibile: stuprandola e malmenandola
fino alla morte.
Su questo film si è giustamente parlato molto, anche perché
evidenzia senza pudori moltissimi aspetti coi quali dobbiamo necessariamente
confrontarci: da un lato l'abominio di una società maschilista,
che rifiuta l'omosessualità femminile, vivendola come una negazione
della mascolinità dei suoi membri (qualcuna di noi è forse
riuscita ad evitare la frase "Si vede che non hai trovato l'uomo
giusto
" nella sua vita?) e "punendo" questo comportamento
con lo stupro; dall'altro, l'esistenza di Teena/Brandon rappresenta
l'essenza del labile confine dell'identità di genere, spezzando
senza appello il fragile dualismo uomo/donna (così come quello
omosessualità/eterosessualità), che rischia di ingabbiare
l'individuo in schemi preconcetti, uscendo dai quali la "nostra"
società identifica la devianza, la perversione e chi più
ne ha più ne metta. Teena/Brandon è diventata un'icona
dei transessuali FtM (da donna a uomo, from Female to Male), ma allo
stesso tempo è diventata un'eroina del mondo lesbico. È
difficile dire chi fosse Teena/Brandon in realtà: la sua esistenza
è stata troppo breve per darci delle risposte, ma abbastanza
lunga da presentarci un lungo elenco di domande sulle quali riflettere.
Il film, interpretato in maniera davvero sublime, appartiene alla categoria
dei film assolutamente da non perdere.