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Di Margerethe von Trotta (Germania 1983 105)
con Hanna Schygulla e Angela Winkler.

Nel 1983 quando il film venne presentato a Berlino la critica maschile
lo stroncò completamente. Infatti, gli uomini in questo film fanno
una pessima figura. Ma non è soltanto unaccusa femminista
al mondo maschile. Il film è molto più complesso.
In primo luogo la regista voleva parlare della psicologia, della sensibilità
femminile e dellamicizia fra donne. Lei stessa ha detto che come
cè qualcosa di mistico nellamicizia fra gli uomini,
come tanti racconti ci narrano, ci deve essere anche fra due donne qualcosa
di mistico, un modo di comunicare al di sopra delle parole, unintesa
emotiva. Il film è lesaltazione di questa amicizia come medicina
risanatrice per i problemi di Ruth.
Ruth e Olga sono completamente diverse. Olga è bionda, sempre vestita
di bianco, ha una casa illuminata, ama la vita, è realista e razionale.
Ruth, invece, è bruna, indossa abiti scuri, è solitaria
perché ha paura della gente ed è malinconica. Ha una percezione
fantastica della realtà, insegue tutto ciò che è
occulto ed i suoi disegni sono tutti in bianco e nero. Sono due persone
complementari, la prima forte e desiderosa di donare fiducia allaltra;
la seconda bisognosa di unamicizia sincera, che laiuti ad
uscire dalla nevrosi, dalle angosce causate dalloppressione del
marito e dal ricordo di suo fratello che si era suicidato.
Olga e Ruth si conoscono quando Olga con un gesto spontaneo salva Ruth
da un tentativo di suicidio. Poi la aiuta a liberarsi dalla forte oppressione
del marito dominante.
Non è però soltanto lesaltazione di unamicizia
fra donne ciò su cui si sofferma il film. La von Trotta ha fatto
unanalisi molto profonda sui rapporti interpersonali come rapporti
di contrapposizione di cui la relazione donna-uomo è un caso particolare
e neanche quello fondamentale. Ruth non è soltanto schiacciata
dal marito ma anche dalla stessa Olga, nella quale ha riposto la propria
fiducia, finendo così per dipendere dal suo giudizio. Allinizio
Ruth aveva bisogno di comprensione e solidarietà da parte dellaltra
donna per prendere coscienza di sé e trasformare le sue tendenze
autodistruttive in aggressività liberatoria. Cè quasi
un rapporto di madre e figlia: viene evidenziato nellimmagine simbolica
dove Olga conduce Ruth fuori dal tunnel. Alla fine Ruth uccide suo marito
e la sua dedizione ad Olga diventa totale. Olga le impedisce di agire
liberamente e riuscire da sola a ribellarsi al marito. Ciò significa
che Ruth forse non è ancora riuscita a raggiungere un equilibrio
stabile o non si riconciliata con la vita. Forse per questo il finale
risulta aperto. La von Trotta si limita a suggerire delle ipotesi:
1. con luccisione del marito, girata in bianco e nero, come tutte
le visioni di Ruth, questa risulta definitivamente guarita dalla sua nevrosi,
oppure
2. considerando linizio del film come la fine, Ruth finisce in clinica
psichiatrica?
Il film potrebbe anche prestarsi ad essere letto tutto in chiave onirica,
e cioè come un sogno originato dal desiderio di Ruth. Ma questo
non fa parte della poetica dei film della regista.
Il suo film è unanalisi del reale sentimento dellamicizia
femminile e dei rapporti interpersonali. La difficoltà di stabilire
rapporti umani equilibrati che non siano di prevaricazione del più
forte sul più debole è un tema universale. Chi è
forte cerca istintivamente di autoaffermarsi mediante il dominio sullaltro,
mentre chi è debole non trova il coraggio e la motivazione per
reagire, anzi, si sente ancora più attratto dal dominatore. In
questo film però Olga giunge alla consapevolezza di aver bisogno
degli altri perché nessuno è autosufficiente. È lei
lunica in tutto il film che alla fine piange dicendo a suo figlio:
Ho bisogno di tè.
Ogni donna è un po Olga e un po Ruth. Non solo, anche
Olga può diventare Ruth, come Ruth può o potrebbe trasformarsi
in Olga. Infatti, colei che salva, che offre appoggio e comprensione
si trova un giorno a vivere labbandono, a chiedere conforto.
La regista è andata molto a fondo nellesplorazione del pianeta
donna. Il film è un bellissimo studio introspettivo condotto con
sensibilità e profonda intuizione, che si traduce anche sul piano
costruttivo, nella descrizione dei primi piani. Il film si avvale della
loro forza espressiva, dellinterpretazione magistrale delle due
protagoniste. Luna esprime sicurezza vitale e sensibilità
nello sconforto che la porta alla forte reazione nella lucida visione
di una realtà opprimente; laltra esprime fragilità,
nella paura, nella follia di un dramma esistenziale.
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