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Di Jane Campion (Francia, Nuova Zelanda, 1993-115)
con Holly Hunter, Harvey Keitel, Sam Neill, col, min,

Sono la passione e listinto femminili i moventi principali del film,
quelli che fanno sentire ed agire Ada, una giovane donna scozzese, che
viene mandata in Nuova Zelanda da suo padre, che ha combinato un matrimonio
per lei.
Ada è muta dalleta di sei anni. È il suo modo
di ritirarsi dal mondo in cui vive, dominato dalle regole vittoriane di
quel tempo. Ma non si autoreprime anzi, trova un altro modo di comunicare
col mondo: attraverso il suo pianoforte. È un modo non convenzionale
di esprimersi, e per questo un linguaggio più autentico, per conservare
la propria identità. Le espressioni dellanimo di Ada sono
pure, non filtrate dai giochi verbali della seduzione e da regole di comportamento.
La comunicazione intensissima tra Ada e sua figlia è mediata dagli
occhi, dalla tenerezza dei gesti e dallalfabeto muto delle mani.
La più grande intesa si dovrebbe instaurare tra Steward, Ada e
la figlia Flora, dato che provengono dalla stessa cultura e sono simili
nelle movenze e negli abiti. Ma la vera intesa si stabilisce tra chi non
parla o parla altre lingue, tra chi nel gioco di sguardi e di silenzio
intuisce ciò che le parole nasconderebbero. È Baines, non
suo marito Steward che le restituisce il piano e perciò il corpo
della sua voce e anima, salvandola e liberandole la sua passione. Ed è
il grande coraggio e la forte volontà di Ada che le permettono
di seguire listinto ed il suo desiderio rischiando il furore di
suo marito, che rappresenta le regole vittoriane. E qui la storia tocca
un grande argomento del romanticismo: il conflitto tra la natura e la
cultura, tra lessere ed il dover essere, il primitivismo e la civilizzazione
e tra listinto e la sensazione.
Tutto il film la Campion ce lo presenta in chiave romantica. Ma è
un romanticismo reinterpretato da lei. Si è ispirata a Cime tempestose
di E. Brontê .Il romanticismo è stato mal compreso dalla
nostra epoca ed in particolare dal cinema. È diventato qualcosa
di grazioso e di amabile. Ci si è dimenticati della sua violenza,
del suo lato oscuro, il selvaggio, linquietudine, che vengono rispecchiati
dal bosco neozelandese, fitto, pericoloso e selvaggio, il bush, limmagine
metafora perfetta del tumulto romantico e della conflittualità
dellanimo, che ci rivela una dimensione magica.
Un altro aspetto del film che le è riuscito a meraviglia è
il rovesciamento dei ruoli nella relazione tra uomo e donna. Non è
più la donna loggetto del desiderio, ma luomo. Ada
non cerca di instaurare un affetto emotivo con suo marito, è soltanto
laspetto sessuale che la interessa. Non lo vuole baciare, ma solo
toccare, sondando il proprio desiderio sul corpo maschile. Luomo
si trova in una situazione in cui si è trovata la donna in questi
ultimi secoli. Gli uomini non sono attivi, captano soltanto loscuro
messaggio femminile e rispondono, ma non di più. Ada li fa agire,
li unisce e li divide; non è più la donna che soffre per
luomo, ma è lui che si ammala per amore.
Limmagine più forte di questo rovesciamento di ruoli è
il momento in cui Baines gira nudo intorno al pianoforte mostrando allo
spettatore anche il lato intimo del suo corpo, quello tenero, debole quasi
molle. Le presenze maschili del film non vengono messe in luce negativa
come in tanti altri film della nostra rassegna. La Campion restituisce
agli uomini un altro elemento che lidentità maschile dovrebbe
rivalutare.
Alla fine del film veniamo posti di fronte unultima volta ad un
conflitto romantico: quello tra la vita e la morte. Ada per sua volontà
col suo pianoforte si lascia buttare in mare, ma molto vicino alla morte,
nel silenzio del mare, in una dimensione interiore lontana dal mondo;
la sua volontà ed il suo desiderio scelgono la vita. È una
risurrezzione, una nuova nascita che segna il passaggio tra ciò
che era e ciò che deciderà di essere.
Potrebbe sembrare un classico lieto fine, viene reso però più
sfaccettato dallinquadratura finale, che ci mostra uno spazio completamente
mentale, reale corrispettivo visivo dellinteriorità espressa
dalla voce narrante.
Il corpo di Ada in fondo al mare, sospeso sopra il piano, non è
per lei un incubo, ma una parte di sé, forse la più profonda,
la più intima.
Là sotto tutto è così fermo
silenzioso,
che mi concilia il sonno. È una strana ninna nanna, ma è
così, ed è mia.
Concetti come normalità e diversità
stereotipi come bellezza e bruttezza, codici come
natura e cultura, femminile e maschile,
non si pongono più come dicotomie irrisolvibili, assunti separati,
opposti inconciliabili: si mescolano, ribaltano, integrano e di nuovo
ribaltano per dar vita ad una visione altra dei fenomeni, dei sentimenti,
delle relazioni.
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