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| Essi
vivono (They live) di John Carpenter (Fantascienza/Usa/1988/93min) con Roddy Piper, Keith David, Meg Foster, George 'Buck' Flower, Peter Jason, Raymond St. Jacques, Jason Robards III, John Lawrence, Susan Barnes, Sy Richardson, Wendy Brainard, Lucille Meredith, Susan Blanchard, Norman Alden, Dana Bratton http://www.toptown.com/dorms/creedstonegate/they/they.htm
Venuto in possesso di strani occhiali neri, un operaio disoccupato
di Los Angeles scopre che molti esseri umani sono, in realtà,
extraterrestri che cercano di condizionare l'umanità con messaggi
subliminali. Aiutato da un compagno nero, affronta gli invasori. Ritornato
al basso costo, Carpenter fa il suo film fantastico più scopertamente
politico, impregnato di succhi libertari. Contrariamente ai film di
SF degli anni '50, gli alieni non sono più comunisti, ma yuppies
reaganiani, liberali e affaristi. E la riscossa viene dalla classe operaia. Capolavoro dei capolavori di quel grande genio che risponde al nome
di John Carpenter, un film terribilmente no global, contro i media,
la tivvù, i giornali, la pubblicità sui muri e in televisione. Il film più cattivo, povero, sarcastico ed anarchico di Carpenter,
regista che forse pecca in fatto di purismo stilistico, ma che sa come
si fa a raccontare una storia. Ed in questo film la storia è
a dir poco geniale. In certi momenti si riconosce lo stile ruvido di
Distretto 13 e si ritrovano gli ambienti claustrofobici comuni a tutte
le pellicole di Carpenter, da Halloween a Fog, da La Cosa a Il Signore
del Male, dal Seme della Follia a Vampiri. Essi Vivono esce nel 1988 e rappresenta, a parere di chi scrive, il
capolavoro del regista. Per la prima volta, infatti, Carpenter riesce
appieno nel suo intento: quello di fare del cinema "intelligente",
capace di sopportare una lettura critica a piu livelli, senza dover
per questo trascurare l'intrattenimento puro e i doverosi omaggi al
cinema di genere minore, ossessione tipica dell'autore. L'atmosfera
del b-movie fantascientifico anni '50 è la dominante di questo
film ma, grazie al talento narrativo del regista, la "sospensione
dell'incredulità" è attuata senza forzature e lo
spettatore viene irrimediabilmente coinvolto nella storia. La trama
narra di un'invasione della terra su larga scala da parte degli alieni,
esseri ripugnanti dalle fattezze putrescenti, che riescono ad intrufolarsi
nella vita sociale degli esseri umani grazie al dominio delle menti
attraverso sofisticate apparecchiature ad effetto subliminale. Una resistenza
scarsamente organizzata mette però a punto delle speciali lenti
che, se indossate, permettono di vedere la vera realtà delle
cose e di combattere di conseguenza gli invasori. Vera delizia per il
palato del critico che può facilmente districarsi tra i vari
livelli dell'osservabile, dell'intuibile e del reale, "Essi vivono"
ribalta anche la concezione ideologica degli antichi film cui apertamente
si ispira. Dove allora (gli anni '50) la minaccia invisibile e strisciante
dell'alieno era sempre vista con significati dichiaratamente esterofobi
e maccartisti, nel film di Carpenter è la società conservatrice
ad essere messa sotto accusa, arrivando persino a mostrare un presidente
degli Stati Uniti dalla faccia da morto e con subdoli intenti di controllo.
Il film è un vero disastro negli States, viene mal distribuito
e quasi subito ritirato dalle sale, mentre i suoi sostenitori accusano
l'allora presidente Reagan di averne boicottato la proiezione per essersi
riconosciuto nella figura del presidente del film. L'originalità di Essi Vivono (1988) non è nella messa
in scena dell'ennesima distopia (in questo Brazil è sicuramente
superiore), bensì nella sua 'contemporaneità'. L'espropriazione
aliena del nostro mondo non avviene infatti nel futuro, nè in
un presente alternativo, bensì in questo presente, in questa
realtà. L'orrore politico del film è quello di un disvelamento
Dickiano: la realtà come gli altri la vedono è solo l'ombra
sul muro della caverna, l'illusione proiettata da Altri per conservare
le apparenze necessarie al controllo assoluto. Quello che fa di Essi
Vivono un film eccezionale è l'assoluta evidenza che le immagini
hanno in quanto disvelatrici. Nessun articolo di MacLuan o di Barthes
sulla pubblicità avrà mai l'agghiacciante esplicicità
dell' inquadratura nella quale una formosa donnina ritratta in un cartellone
si trasforma nel gelido ordine alieno: Sposati e Riproduciti. Mai come
in questo film è chiaro come vedere la realtà vera, percepire
il male, vuol dire non solo cambiare per sempre, ma anche essere capaci
di cambiare gli altri, di farli a loro volta "vedere". La
figura del "messaggero della visione" è fondamentale
non solo in questo film, ma in tutto il cinema Carpenteriano. Questo
ruolo non è mai portavoce di ideali positivi, bensì solo
di una visione distabilizzante, fondamentalmente anarchica rispetto
alla realtà sociale a cui appartiene. Nonostante le apparenze
in questo film gli alieni non costituiscono il centro narrativo; piuttosto
fungono da catalizzatori per un discorso sull'accettazione passiva del
male. I veri protagonisti restano soprattutto gli uomini, divisi tra
Ribelli, Ignari e Collaborazionisti. Se infatti è vero che la
natura del male è estranea all'uomo, è anche vero che
sono tanti gli uomini che per interesse o indifferenza avallano tale
natura. La difficoltà del protagonista non è quindi solo
di percepirla, ma anche quello di dividere questa percezione con gli
altri. La celebre scazzottata trash (dura ben otto minuti !!) in Essi
Vivono tra Roddy Piper, Messaggero della Visione, e il suo amico nero,
è tutta in funzione di questa difficoltà: che non sempre,
non tutti, vogliono vedere. Durante un passaggio in auto che Meg Foster dà a Roddy Piper,
se fate caso alla sicura dello sportello del passeggero, questa si alza
e si abbassa da sola dopo ogni stacco. |
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