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  inizio La Cosa (The Thing)
di John Carpenter (Fantascienza-Horror/Usa/1982/109min)
con Kurt Russell, Wilford Brimley, T.K. Carter, David Clennon, Keith David, Richard A. Dysart, Charles Hallahan, Peter Maloney, Richard Masur, Donald Moffat, Joel Polis, Thomas G. Waites, Norbert Weisser, Larry J. Franco, Nate Irwin
Musiche di Ennio Morricone

http://homepage.powerup.com.au/~vampire/thing/thing.htm



Con La Cosa del 1982 Carpenter firma quello che da molti è considerato il manifesto ufficiale del genere "splatter". Remake del mediocre b-movie di Howard Hawks, lontanamente ispirato al classico racconto di Don A. Stuart (al secolo John Campbell) "Who Goes There?", il film è sicuramente una delle migliori opere dell'autore, soprattutto per la sapiente regia in grado di coniugare virtuosismi tecnici e colpi bassi senza mai scadere nel volgare o nel superficiale (cosa quanto mai difficile per un film all'insegna dell'eccesso). Per il ruolo di protagonista venne contattato Clint Eastwood (attore che incarna perfettamente l'ideale fisico di eroe carpenteriano ma che, disgraziamente, non ha mai lavorato con il regista) e, in seguito alla sua defezione, la scelta ricadde sul già collaudato Kurt Russell. Ogni singola parte de "La Cosa" meriterebbe un'attenta analisi ma qui, per non tediare il lettore, ci preme ricordare lo splendido finale "aperto" in cui i due unici superstiti si fronteggiano studiandosi cautamente al fine di capire se fidarsi o meno l'uno dell'altro. Un gioco metafilmico di grande impatto che coinvolge lo spettatore avvolgendolo in un'atmosfera di parossistica tensione, con le ottime musiche di Ennio Morricone che incalzano in sottofondo a fare da contrappunto all'atmosfera di dubbio che si è creata.
(Luigi De Angelis & Tempi Moderni/ www.fantahorror.com/*****)

Più che un remake della Cosa da un altro mondo, il film di Carpenter è una rilettura (più fedele) del racconto di Campbell dal quale anche il primo aveva tratto ispirazione. A 30 anni di distanza l'una dall'altra, le due pellicole riflettono non soltanto (come è naturale) linguaggi cinematografici diversi, ma rimandano a due concezioni della vita diametralmente opposte. Il film del 1951, con il gruppo di uomini che esposti ad un pericolo comune scoprono una ritrovata unità, offriva una soluzione rassicurante dicendo che il buon senso, sfrondato da ogni intellettualismo, è l'arma vincente dell'uomo americano, saldo, integro e vigile di fronte ai pericoli che provengono dall'esterno. Carpenter, al contrario, frantuma ogni ottimismo portando nella sua fantascienza la personale convinzione di una società disgregata da fughe centrifughe, nella quale ciascun individuo è il nemico indecifrabile. La cosa di Carpenter al contrario dell'identificabile "uomo-carota" di Nyby ed Hawks, è di per sé l'indescrivibile, l'irrazionale, qualcosa di simile ad una montante follia contagiosa, e i suoi protagonisti nella loro intercambiabilità sono cose essi stessi, strumenti di un meccanismo che sfugge a qualsiasi definizione.
Il film fu un clamoroso insuccesso commerciale, tanto da indurre la Universal a revocare a Carpenter il progetto per la realizzazione di Fenomeni paranormali incontrollabili, diretto poi da Mark Lester. Gli ottimi effetti speciali, il trucco di Rob Bottin ed un largo impiego di risorse finanziarie, risultarono perdenti di fronte ad E.T. l'extraterrestre, il cui messaggio pacifista e consolatorio rispondeva in maniera più accessibile alle ansie di sentimento e domestica sicurezza del pubblico.
(www.fantafilm.it/***)


Questo film è il remake di un B-movie girato da uno dei numi tutelari di Carpenter, Howard Hawks, che però è infedele al romanzo che lo ha ispirato ("WHO GOES THERE?" di Don Stuart alias John Campbell). Carpenter sente l'esigenza di trarre dal romanzo un secondo film, che rispecchi quel tipo di letteratura che coniuga fantascienza ed horror. La storia è ambientata fra i ghiacci dell'Antartide. Un cane raggiunge una base americana nella quale dodici uomini sono divorati dalla noia e dalla solitudine. Due norvegesi stanno inseguendo il cane e dopo aver cercato di ucciderlo prima di raggiungere gli americani, muoiono tragicamente. Dopo un'indagine nella loro base, disabitata e distrutta da un incendio, gli americani portano al loro accampamento una salma che ha ben poco di umano e delle videocassette contenenti la misteriosa scoperta che i norvegesi hanno fatto: il ritrovamento di un'antica astronave. Infatti è il corpo del cane giunto da loro il primo a mostrare una tremenda e allucinante trasformazione organica. Probabilmente insieme a quell'astronave è stata liberata una creatura aliena che assimila i corpi delle sue vittime cercando di prenderne le sembianze. Un clima di terrore e di sospetto si instaura nella base americana ma la contaminazione è ormai in atto. Purtroppo "LA COSA" esce in un momento in cui un alieno buono si sta accattivando il pubblico ("E.T." di Steven Spielberg), ed il film segue le triste sorte di "FUGA DA NEW YORK", e cioè un clamoroso fiasco nonostante abbia tutte le caratteristiche innovative e tecniche per essere un successo. I costi di produzione sono stati altissimi, più di quanto Carpenter abbia mai avuto per qualsiasi altro suo film. Tutto questo scoraggia John Carpenter che ora pensa solo a girare un film dal successo assicurato (sarà "CHRISTINE LA MACCHINA INFERNALE" del '83). In "LA COSA" la produzione avrebbe voluto nel cast Clint Eastwood, che però Carpenter rimpiazza col suo attore feticcio Kurt Russel, che affronta il personaggio di Mc Ready con grinta e in modo molto convincente. La musica è del grande Ennio Morricone (a differenza degli altri film precedenti di cui Carpenter elabora ed esegue anche le colonne sonore). Gli effetti gore e di trasformazione organica veramente molto convincenti e ben realizzati sono di Rob Bottin (che in futuro curerà gli strabilianti effetti di "TOTAL RECALL" di Paul Verhoeven). Un altro punto di forza di "LA COSA" sono il paesaggio e le scenografie che avvolgono i protagonisti: spoglie, fredde, spartane, desolate. Rispecchiano profondamente le inquietudini e la disperazione dei membri del gruppo scientifico americano, che sospettano l'uno dell'altro, e che ad uno ad uno vengono fagocitati dalla Cosa, che riprende per molti versi l'alieno di "ALIEN" di Ridley Scott. Era forse prevedibile che la gente avesse preferito andare a vedere l'alieno fiabesco e rassicurante creato da Carlo Rambaldi per Spielberg, molto diverso dalla creatura feroce e inquietante di Carpenter che conferisce agli extraterrestri un'immagine torbida e angosciosa. E come nel libro il finale è ambiguo e senza speranza. E' un vero peccato che questa pellicola sia uscita in un momento sbagliato, perché ha tutte le carte in regola per essere considerato un capolavoro del cinema fanta-horror. E' così è stato, infatti sono milioni gli aficionados che ritengono questa pellicola maledetta e sfortunata commercialmente, un vero e proprio gioiello da vedere e rivedere.
(http://digilander.iol.it/cdvideomaniacs/*****)

Remake del film di Christian Nyby La cosa da un altro mondo del '51, non si presenta come un vampire-movie nel senso classico ma è una forma di vampirismo più elaborato, da fanta-horror. La cosa riprende uno dei temi più cari a Carpenter, l'esilio dalla società moderna (Dark Star, Fuga da New York, sono i primi che mi vengono in mente), gode della maestria di Rob Bottin agli effetti speciali e delle musiche di Ennio Morricone. Anche se la critica non è mai stata buona con questo film, per me rimane uno dei miti di celluloide degli anni '80. Impagabile.
(Massimiliano Medici/www.clubghost.it/*****)

Superlativo remake del classico della fantascienza La cosa da un altro mondo di Howard Hawks del 1951. John Carpenter firma un capolavoro fanta-horror che verrà ricordato per sempre nella storia del cinema horror. Gli straordinari effetti speciali di Rob Bottin (make-up) e Albert Whitlock (visivi) valgono da soli la visione del film, ma la storia ne fa buon uso e Carpenter riesce a trascinare lo spettatore in un'atmosfera da incubo che cresce passo dopo passo. Le allucinanti sequenze di trasformazioni e mutazioni, le bellissime musiche di Ennio Morricone, la credibile recitazione degli attori e una sceneggiatura perfetta fanno de La Cosa uno dei migliori film in assoluto realizzati negli anni '80. Attenzione alla versione trasmessa in TV con intere sequenze vergognosamente amputate ridotte all'osso.
(Massimo Ferrara/www.clubghost.it/*****)