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Eraserhead - La mente che cancella di David Lynch (Drammatico/Usa/1977/90min) con John Nance, Charlotte Stewart, Jeanne Bates, Judith Anna Roberts, Jack Fisk, Laurel Near Raccontare la trama di Eraserhead è impresa ardua soprattutto perché il film non è, per sua natura, raccontabile. L'insieme surreale e caotico di gesti, suoni, corpi, immagini che costituiscono l'opera richiede di essere vissuto, e più volte verificato, dallo spettatore al fine di ricavarne una logica successione. Eraserhead verrà ultimato nella completa indigenza economica del regista che al film sacrificherà la propria vita privata nell'ossessione di terminarlo.
Un uomo, stralunato e praticamente minorato psichicamente,
e la sua compagna hanno un figlio. La creatura è mostruosa ma
l'uomo cerca di allevarla. L'allucinante trama è di fatto indescrivibile:
quel che conta, in quest'opera prima di Lynch, sono le scene surreali
e gli incubi, che si inseguono senza soluzione di continuità
con una realtà possibile. Le figure di contorno (memorabile l'uomo
dei polli meccanici) aggiungono, se possibile, ancor più angoscia.
Lynch, che ha girato in forma semiamatoriale e in un bellissimo e molto
contrastato bianco e nero, lascia intravedere le doti di grande regista
che confermerà nelle opere successive. Definito dal regista (cui costò 4 anni di
lavoro e poche migliaia di dollari) "un sogno di cose oscure e
inquietanti". Un incubo popolato di incubi: il giovane Henry dai
capelli ritti a presbitero; l'epilettica Mary che partorisce un mostriciattolo
con la testa di un coniglio scuoiato; un teatrino tra gli elementi di
un radiatore; la testa di Henry che si stacca dal corpo ed è
portata in una fabbrica per farne gommini per cancellare; la testa del
neonato che galleggia nell'aria... In bilico tra espressionismo e surrealismo,
è un microcosmo formale autonomo sotto il segno della sterilità
e della corruzione che evita simbolismi, allegorie, interpretazioni
psicoanalitiche e ispira una sorta di angoscia metafisica e di paura
ripugnante. Il linguaggio è classico, ma Lynch ne fa un uso aberrante
nella dilatazione dei tempi e dei suoni. Straordinario, ingombrante,
intollerabile, divenne un film di culto nei cinema di mezzanotte. |
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