back Tokyo fist (V.M.18)
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Tokyo fist (V.M.18)
di Shinya Tsukamoto (Drammatico-Sperimentale/Giappone/1995/87min)
con Kahori Fujii, Shinya Tsukamoto, Kohjii Tsukamoto, Naomasa Musaka, Naoto Takenaka
www.rarovideo.com

Dopo il cyberpunk dei due Tetsuo, Tsukamoto cerca nuovi temi, conservando la sua sensibilità cronenberghiana per i lati oscuri della vita moderna e soprattutto il suo stile alogico e metaforico. Crudele fino all'assurdo, ma con una nota di humour nero più esplicita, anche se fatto apposta per spiazzare gli spettatori. Come al solito Tsukamoto fa quasi tutto, tranne la musica (di Chu Ishikawa).
(Paolo Mereghetti/Dizionario dei Film/***)


Nel 1995, esce il film che per molti rimane il suo miglior lavoro: "TOKYO FIST". La trama è la seguente: Tsuda, un agente assicurativo, e la sua donna Hizguru, conducono una vita di coppia noiosa e monotona. La loro vita sessuale è piatta, e le loro serate finiscono sempre davanti alla televisione, con Tsuda che si addormenta perché stanco dal troppo lavoro e stressato dall'esistenza condotta in una grigia metropoli. Un giorno Tsuda incontra un suo vecchio compagno di scuola, Kojima, ora boxer professionale che vive in un modestissimo appartamento. Da questo incontro la vita di Tsuda prenderà una piega diversa. Inanzitutto, Kojima cerca di sedurre la sua donna. Quando Tsuda lo viene a sapere, si dirige verso l'appartamento di Kojima per sistemarlo, ma una volta giunto lì sarà lui a beccarsi un potentissimo pugno in piena faccia. Da allora, Hizguru comincia a provare uno strano fascino per la violenza e per la mortificazione della carne, praticandosi, giorno per giorno, piercing e tatuaggi sul suo splendido corpo. Tsuda si fa sospettoso, intransigente, ed inevitabilmente il loro rapporto va a rotoli, con Hizguru che lo lascia per andare a vivere con Kojima. Per vendicarsi, Tsuda comincerà a tirare di boxe, con l'unico scopo di distruggere Kojima e riprendersi la sua donna. In "TOKYO FIST" il linguaggio delirante ed estremo di "TETSUO" viene applicato ad una storia drammatica e psicologica. I tre personaggi, Tsuda, Hizguru e Kojima, vivono in una società alienata e repressa, ed incontrandosi "esplodono", con violenza e, in una metropoli grigia ed alienante dove si è tutti stressati e lobotomizzati, sembra proprio che solo la violenza sia l'unico modo di sentire qualcosa, di provare un emozione. Un po' come il concetto espresso nel film "FIGHT CLUB" di David Fincher del 1999: il dolore è l'unico modo di sentirsi vivi. Ecco perché Hizguru comincia a "torturarsi" con i piercing e la body-art. Ecco perché Tsuda comincia a provare odio per Kojima, pensando addirittura di ucciderlo. La loro vita quotidiana e monotona, il loro "sonno" dei sensi, viene scosso dall'arrivo di un elemento violento e distruttore come Kojima, che finalmente li farà sentire vivi, liberandoli dalla loro catalessi: Hizguru da un rapporto di coppia stanco e ripetitivo, Tsuda da una vita da agente assicurativo, monotona e stressante.



"TOKYO FIST" viene prodotto, scritto, fotografato, montato ed interpretato da Tsukamoto (che interpreta Tsuda). L'ispirazione della storia gli è venuta frequentando da piccolo la palestra dove suo fratello faceva la boxe, e dove vedeva saltare denti, schizzare fiotti di sangue, nasi che si frantumavano. E anche in "TOKYO FIST" è la violenza fisica a fare da padrona. Gli scontri fisici tra i vari personaggi vengono tutti portati all'estremo, esagerando negli effetti gore e col trucco, proprio per caricare il concetto-chiave del film: tutte quelle belle facce, quelle maschere che obbligatoriamente bisogna indossare conducendo una vita in una grande metropoli, che vengono fatte a pezzi, deformate, bucate come sacchetti di plastica pieni di sangue da cui i liquidi sgorgano a fiumi. C'è poi, come in "TETSUO", l'elemento-donna che è l'elemento malvagio del film. In "TETSUO" era la donna a volere a tutti i costi un rapporto sessuale dal suo uomo difronte agli occhi di quel poveraccio che avevano appena investito, scatenando la sua vendetta "meccanica". In "TOKYO FIST" è lei che con la sua ambiguità ed il suo interesse per Kojima, mette i due uomini l'uno contro l'altro, caricandoli d'odio e lanciandoli verso l'inevitabile finale. Ed in tutti e due i film è l'uomo medio, il marito medio, a subirne fisicamente le conseguenze mentre la donna riesce comunque sempre a decidere e ad agire per se stessa (infatti in "TETSUO" la donna decide di suicidarsi facendosi penetrare dal pene-trivella, in "TOKYO FIST" si suicida infliggendosi l'ultima, tremenda tortura, che comunque decide lei di mettere in atto). Resta da dire che tutto il film è pervaso da un umorismo cinico e spietato ed è doveroso segnalare la stupenda musica di Chu Ishikawa, oltre agli effetti gore e di deformazione creati dal bravo Akira Fukaya.
(digilander.iol.it/cdvideomaniacs/tokyo_fist.htm)


SHINYA TSUKAMOTO