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SETTE ANIME Un film di Gabriele Muccino. Con Will Smith, Rosario Dawson, Woody Harrelson, Barry Pepper, Michael Ealy. durata 125 min. - USA 2008.
Dopo aver affrontato con La ricerca della felicità il dramma a sfondo sociale e a lieto fine, e prima di aver Girato Baciami ancora, attualmente nelle sale, Gabriele Muccino gira un film sulla "donazione" che ha fatto molto discutere in America e altrettanto farà discutere nella cattolicissima Italia. Riconfermato come attore protagonista, Will Smith sembra idealmente restituire, o meglio, ridistribuire un po' della happiness inseguita con tanto accanimento e dopo tante (rin)corse nel precedente film mucciniano.
Film, a nostro avviso ingiustamente criticato come orami secondo tradizione per ogni film di Muccino, per noi rappresenta un'ottima produzione internazionale, capace di trattare un tema importante in modo poetico e commovente.
L’idea alla base della sceneggiatura di Sette Anime è semplice e complicata allo stesso tempo. Mostrare un personaggio emotivamente multisfaccettato alle prese con una sorta di mistico viaggio di redenzione della propria anima. Sembra di trovarsi dinnanzi al prosieguo ideale di Alla Ricerca della Felicità: Chris Garden inseguiva l’idea di successo, per lui rinchiusa dentro le possibilità di riuscita economica di un uomo che combatteva incessanmente in maniera compulsiva, ma senza mai oltrepassare i limiti del giusto. Raggiunta la propria meta, sembra trasformarsi in Ben Thomas che sente invece la necessità di cadere, di abbandonare la posizione conquistata con tanta fatica e conquistarsi una ubicazione sociale che lo renda insignificante. Dopo aver raggiunto la vetta di una montagna, si deve inevitabilmente cominciare la ripida discesa. Il protagonista di questo secondo film americano di Gabriele Muccino sembra quasi voler insegnare questo, al di la di tutte le buone intenzioni che si immagina possano essere alla base delle azioni del personaggio e delle decisioni del regista.
Seven Pounds, titolo originale del lavoro, sottolineava la missione da intraprendere: rifacendosi in maniera piuttosto esplicita al Mercante di Venezia di Shakespeare, l’attenzione veniva focalizzata sulla carne, o meglio, sulle libbre di carne, in questo caso sette (con un ovvio riferimento al dramma di cui è colpevole Ben), che venivano chieste al protagonista per poter estinguere il proprio debito. Il titolo italiano contribuisce invece a deviare lo spettatore, non traducendo il senso intimo del film, e spostando l’attenzione dal debitore ai creditori, le sette anime da salvare.