di
Enrica Colusso (Italia / 2003 / 90')
TRAMA: “Chi non rischia non beve
champagne” racconta le storie di giovani donne che lasciano l'UKraina
per cercare la loro fortuna in Occidente. Qualcuna spera di trovare
un marito, altre sono convinte di avere un contatto per un lavoro serio,
qualcuna è disposta a tutto perché, come recita un vecchio
proverbio russo, "chi non rischia non beve champagne". Nessuna
si aspettava l'inferno che ha trovato. Chi non rischia non beve champagne
segue i viaggi di alcune donne e incontra quelle che hanno provato:
volti assenti di donne segnate da esperienze pesantissime: Anja e' finita
in un bordello polacco, Natasha si è trasformata in "trafficante
di fortuna" che adesca ragazze giovanissime per convincerle a diventare
modelle della sua improbabile agenzia, Irina ha speso tutti i suoi risparmi
per un visto di quindici giorni in Italia
"Viaggiando per l'Ukraina, la Romania, la Moldavia"
ha scritto Enrica Colusso "si incontrano soltanto donne che vogliono
andarsene, lasciare tutto e cercare fortuna altrove. Fino a pochi anni
fa a noi, donne occidentali da questa parte del Muro, le donne dell'Est
sembravano istruite e coscienti, professioniste o operaie, giovani ginnaste
impeccabili, astronaute che sorridevano confidenti accanto ai loro colleghi,
scienziate… Donne che partecipavano, con un certo orgoglio, alla
costruzione di una società. Oggi tutte sembrano inseguire un
semplice impulso: partire per partire, ad ogni costo ".
Importante per tutte era partire, e adesso tutte "hanno visto l'Occidente".
Fin troppo facile la metafora della falena attirata dal bagliore e finita
bruciata.
Sono soltanto piccole vite in cui però si racconta qualcosa di
importante che riguarda l'occidente, la civiltà nata sul valore
dell'individuo come irripetibile persona, e ormai diventata idolatria
della merce, dove chi è povero abbastanza può essere comprato,
spostato e, quando serve, rimpiazzato.
Importante per tutte era partire, e adesso tutte "hanno visto l'Occidente".
Fin troppo facile la metafora della falena attirata dal bagliore e finita
bruciata. Sono soltanto piccole vite in cui però si racconta
qualcosa di importante che riguarda l'occidente, la civiltà nata
sul valore dell'individuo come irripetibile persona, e ormai diventata
idolatria della merce, dove chi è povero abbastanza può
essere comprato, spostato e, quando serve, rimpiazzato.
Il documentario ha avuto una menzione speciale al concorso “Premio
Libero bizzarri” 2003