
di
Peter Jakson (Nuova Zelanda,1995, 53’)
con Peter Jackson, Johnny Morris, Costa Botes
Trama:
In questo documentario realizzato per la televisione neozelandese, Peter
Jackson, famoso per essere l’autore della saga de Il Signore degli
Anelli ripercorre la vita del l compatriota Colin McKenzie che avrebbe
ideato il linguaggio cinematografico nei primi del '900, anticipando
in qualche modo anche i fratelli Lumière. Pioniere maledetto
perseguitato dalla sfortuna, costruì con le proprie mani la cinepresa
montandola su di una bicicletta inventando inconsapevolmente la prima
carrellata della storia del cinema. Un incredibile contributo “alla
scoperta della verità” , uno straordinario esempio di “mockumentary”.

Verosimilmente falso e falsamente verosimile
Nel 1995 andò in onda sulla televisione neozelandese un documentario
che destabilizzò l’intero paese. Peter Jackson introdusse
e accompagnò i telespettatori, per tutta la durata dell’incredibile
testimonianza, alla scoperta di un loro connazionale che fu il primo
al mondo ad inventare le tecniche e le basi del linguaggio cinematografico.
Il suo nome: Colin McKenzie . La sua vocazione: pioniere maledetto del
cinema. Un documento che avrebbe spodestato dagli archivi storiografici
i fratelli Lumière e costretto a riconsiderare le posizioni di
rilievo occupate dai primi veri cineasti quali David W. Griffith ed
Orson Welles . Ma se chi legge non sa assolutamente niente di questa
storia, beh, una ragione c’è.
Il film comincia con Jackson che ci spiega come sia entrato in possesso
di vecchie pellicole girate nei primi anni del ‘900. Un’amica
di famiglia, una certa Hannah McKenzie , gli chiese se era interessato
alle bobine ritrovate in qualche dimenticata soffitta del suo defunto
marito. Visionandole, Jackson ed il coregista Costa Botes , si resero
conto di trovarsi di fronte a qualcosa di sbalorditivo. Insieme alla
moglie riuscirono a ricostruire la vita di Colin McKenzie (1888-1937).
Egli progettò a dodici anni la prima macchina da presa e fabbricò
la pellicola utilizzando foglie di lino e spropositate quantità
d’albume d’uovo. Un trafiletto del giornale dell’epoca
mette in evidenza un atroce furto di duemila dozzine d’uova in
un pollaio. Questa vicenda fece infuriare il padre che mise al rogo
tutto il materiale cinematografico, esclusa la cinepresa prontamente
nascosta dalla madre. Nel 1908 girò il suo primo lungometraggio
creando addirittura un sistema di sincronizzazione tra suono e immagini.
Non fu apprezzato poiché gli interpreti erano cinesi e nessuno
capì cosa dicessero.
Nel 1911, grazie ad un’intuizione ingegnosa, McKenzie creò
un composto che permise alla pellicola di reagire alle diverse intensità
della luce catturandone i colori. Dovette spostarsi a Tahiti per recuperare
l’ingrediente segreto della mistura. Riprese le verdi foreste,
i villaggi e le donne del posto. Ritornato in patria, convinto di aver
fatto la scoperta del secolo, fu arrestato per aver immortalato selvagge
a seno nudo e condannato per oscenità. Il ritrovamento di altro
materiale spinse i registi ad organizzare una spedizione nell’entroterra
della Nuova Zelanda, riuscendo a scovare le scenografie nascoste dalla
vegetazione della Gerusalemme ricostruita per il kolossal Salomé
, prodotto dai russi e da una cosca di mafiosi. Rimase purtroppo la
sua opera incompiuta.
Il punto è questo: Colin McKenzie non è mai esistito.
Tutte le immagini del documentario, inclusi i vecchi film, sono stati
realizzati da Peter Jackson che ha voluto festeggiare con questa geniale
farsa il centenario del cinema. E tutti gli attori, produttori, critici
come Harvey Weinstein eSam Neill che intervengono con commenti spassionati
sono stati al gioco, tanto da garantire la necessaria attendibilità
del documento. Quando la burla venne rivelata tutti i neozelandesi che
non digerirono la presa in giro accusarono la New Zealand Film Commission
di sperperare i fondi pubblici per soddisfare i capricci di un sintetico
intellettuale come Peter Jackson, oggi meglio conosciuto come il signore
degli anelli. Avranno cambiato opinione probabilmente.
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