
di Michael Haneke (Germania 2009.145')
con: Christian Friedel, Ernst Jacobi, Leonie Benesch, Ulrich Tukur,
Ursina Lardi, Fion Mutert, Michael Kranz, Burghart Klaußner, Steffi
Kühnert, Maria-victoria Dragus, Leonard Proxauf, Thibault Sérié,
Josef Bierbichler, Levin Henning, Johanna Busse.
Trailer

Germania del Nord, 1913-14. In un villaggio protestante alcuni studenti,
componenti di un coro diretto da uno degli insegnati, sono testimoni
con le loro famiglie di una serie di strani incidenti che ben presto
iniziano ad apparire come vere e proprie punizioni. ll primo fatto accade
quando il medico del villaggio sta tornando a casa dopo una giornata
di lavoro con il suo cavallo e questo inciampa su un filo che qualcuno
ha legato sulla strada, ferendolo gravemente.
Riconoscimenti:
- PALMA D'ORO AL 62. FESTIVAL DI CANNES (2009), DOVE HA RICEVUTO
ANCHE LA MENZIONE SPECIALE DELLA GIURIA ECUMENICA.
- GOLDEN GLOBE 2010 COME MIGLIOR FILM STRANIERO.
- CANDIDATO ALL'OSCAR 2010 PER: MIGLIOR FILM STRANIERO, FOTOGRAFIA.
Un villaggio protestante nel nord della Germania. Anni 1913-1914. La
vita si presenta con i ritmi delle stagioni e con la sua monotona ripetitività.
Fino a quando accade un fatto inspiegabile: il medico si frattura gravemente
una spalla in seguito a una caduta da cavallo dovuta a un filo solido
ma invisibile teso sul suo percorso. A raccontare gli avvenimenti è
la voce di un anziano: all'epoca dei fatti era l'istitutore arrivato
in loco da un paese non troppo lontano. L'attentato al medico però
non resta isolato. Altri eventi si susseguiranno sotto lo sguardo attento
e misterioso dei bambini delle varie famiglie.
Haneke continua lucidamente e implacabilmente la sua analisi delle relazioni
tra gli esseri umani decidendo, in questa occasione, di incentrare la
sua attenzione su un microcosmo che assurge a laboratorio del futuro
della Germania. Grazie a un bianco e nero bergmaniano il regista austriaco
costruisce un clima di opprimente attesa. Ciò che gli interessa
non è la detection (scoprire chi sta all'origine degli inattesi
episodi di violenza) quanto piuttosto riflettere su una società
che sta ponendo a dimora i semi che il nazismo, dopo la Prima Guerra
Mondiale, farà fruttificare.
Le relazioni tra gli adulti e tra questi e i bambini sono quanto di
più algido e privo di un senso di umanità vera si possa
concepire. Nei personaggi del Medico, del Pastore e del Barone si concretizzano
tre modi di esercitare l'autorità e il sopruso (in particolare
nei confronti della donna) che forniscono un modello da amare/odiare
per i più piccoli. I quali finiscono con l'introiettare la violenza
che domina la società, per quanto apparentemente celata dalle
convenzioni. Il nastro bianco che il Pastore impone ai figli più
grandi dovrebbe simboleggiare la necessità, per loro, di raggiungere
una purezza che dovrebbe coincidere con l'acquisita maturità.
Di fatto in quel piccolo mondo, in cui solo l'istitutore e la sua timida
e consapevole innamorata, sembrano credere nella positività della
vita il disprezzo domina. Non passeranno molti anni e quei nastri bianchi
si trasformeranno in stelle di Davide. Ad appuntarli sul petto delle
nuove vittime saranno proprio quegli ex bambini.
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