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Un film di Laurent Tirard.
Con Valérie Lemercier, Kad Mérad, Sandrine Kiberlain, François-Xavier
Demaison, Michel Duchaussoy.
durata 91 min. - Francia 2009.
Trailer

Amato
in famiglia, benvoluto dai propri compagni di scuola, il piccolo Nicolas
vive una vita felice. Ma un giorno una conversazione tra i suoi genitori,
lo induce a pensare che sia in arrivo un altro fratellino e il timore
di seguire le sorti di Pollicino, di essere abbandonato nel mezzo di un
bosco, lo assale...
Nato dalla penna di René Goscinny, co-autore di Asterix e di Lucky
Luke, e dal talento di Jean Jacques Sempé, nel marzo 1959 appare
su "Soud Ouest Dimanche", il primo episodio della serie di racconti
umoristici illustrati, che ha per protagonista un bambino che racconta
in prima persona le proprie avventure. Qualche mese dopo Le petit Nicolas,
fa la sua comparsa sul celebre periodico di fumetti d'oltralpe, "Pilote"
e ben presto entra nella storia della letteratura moderna per l'infanzia.
A cinquant'anni dalla nascita del personaggio, Laurent Tirard propone
un adattamento della serie per il grande schermo. Uscito a fine settembre
2009 in Francia, Il piccolo Nicolas e i suoi genitori ha già registrato
un record di incassi, ripetendo quel piccolo miracolo di diverso tempo
prima.

Il segreto della pellicola, come del resto della fortunata saga, consiste
nel raccontare un universo filtrato dalla sensibilità e dalla fervida
immaginazione infantile di uno scolaro e dei propri compagni. Nel dare
corpo alla fantasia di Nicolas, il regista mette in scena una Francia
degli anni Cinquanta stilizzata, sospesa nel tempo, irreale, dove non
esistono criminalità, violenza, indigenza, dove tutt'al più
qualche marachella non ha tuttavia gravi conseguenze. Un mondo che sorride
delle incomprensioni tra grandi e piccini, che pone sullo stesso piano,
le bravate dei ragazzini e le ansie di prestazione dei grandi, dove il
caos creativo irrompe benevolmente in un universo fin troppo ordinato.
Bravi gli attori nel dare vita ai piccoli eroi. Nicolas, è interpretato
dal giovane Maxime Godart, la madre è l'attrice e regista Valéria
Lemercier. Kad Merad è il padre, dell'intero cast è certamente
il volto più noto anche per il pubblico italiano (è il protagonista
di Giù al Nord ).
Se sono ovvi i debiti letterari, non da meno la pellicola rimanda, sul
piano cinematografico, a certa tradizione e a un immaginario, made in
France, che trova in Zero in condotta di Vigo, nel truffautiano I 400
colpi , e più ancora, forse, ne La guerra dei bottoni di Yves Robert,
alcuni tra i suoi più illustri predecessori.

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