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Produzione: © 1999
Mamoru Oshii/ Bandai Visual/ Production I.G
Durata: 95 minuti
Genere: Azione/Spionaggio
Pubblico: Consigliato ad un pubblico maturo
Soggetto: Mamoru Oshii
Regia: Hiroyuki Okiura
Sceneggiatura: Mamoru Oshii
Character Design: Tetsuya Nishio
Animazioni: Production IG
Musica: Hajime Mizoguchi
Effettivamente
vi abbiamo fatto aspettare un po' troppo per recensire questo capolavoro
di fine secolo e il motivo non ha un perché ben preciso... rientra
nel marasma cosmico della nostra folle redazione, che ogni tanto rinsavisce
e si ricorda di capolavori di cui non ha ancora parlato e che se non meritano
la copertina poco ci manca. Sta di fatto, però, che la Production
I.G negli ultimi anni ci sta abituando forse troppo bene, sfornando a
ritmi frenetici capolavori ad altissima qualità: Blood, questo
Jin-Roh, lo stesso Stand Alone Complex, serie tv di Ghost in the Shell,
e di fronte a cotanta abbondanza non possiamo far altro che chinarci e
ringraziare.
Una cosa è da dire... nell'ultimo anno gli anime hanno subito un'impennata
qualitativa non indifferente, recuperando anche in storie che a dirla
tutta per tre anni hanno ristagnato in emuli più o meno fatti male
di Evangelion o Escaflowne.
Fortunatamente il trend è cambiato e sebbene in alcuni casi si
torni a plot che garantiscono il successo (vedi la nuova serie di Saint
Seiya o il secondo film di Ghost in the Shell) non si lesina la qualità
né il cast eccezionale.
E tutto ciò mi serve per introdurre questo lungometraggio che presenta
una sceneggiatura e un soggetto scritto di pugno da Mamoru Oshii (il regista
del film di Ghost in the Shell tanto per intenderci) di uno spessore indubbiamente
tra i più elevati che mi sia capitato di vedere. E' inutile accennarvi
il fatto che vi ritroverete a rivedere il film più e più
volte, per scoprire tutte le tracce seminate da Oshii per farvi comprendere
il plot e ogni fotogramma, ogni flashback, avrà un suo significato
che si raccorderà in un unico filo verso gli ultimi intensissimi
dieci minuti del film. La sceneggiatura ha poi la particolarità
di prensentarsi con una condotta "concava" per quanto riguarda
il tema dell'azione.
Mi spiego meglio. All'inizio del film dopo una breve spiegazione dei fatti
che introducono l'MSP (un'apparato poliziesco sui generis atto a preservare
l'ordine pubblico anche con metodi poco ortodossi) verrete gettati nel
mezzo dell'azione pura... una rivolta nel centro di Tokyo (che ricorda
molto Akira) a suon di molotov e bombe a mano verso i poliziotti... superati
questi 10 minuti di pura azione e violenza verrà introdotto però
il tema principale della storia e cioè Fuse e la sua connotazione
psicologica; ci ritroveremo dentro di lui, dentro i suoi incubi, dentro
le sue frustrazioni. La sceneggiatura piano piano però poi ci riporterà
all'azione culminando nell'epopea finale straordinaria e completamente
inattesa. Vi ho messo un po' di acquolina in bocca nevvero? Per questo
motivo mi sembra completamente inutile parlare di una trama, visto che
il film potrebbe essere narrato in 4 o 5 modi diversi... in ogni caso
il background è quanto segue: siamo negli anni 60 in un Giappone
che piano piano sta riacquistando la normalità e la ricchezza,
dopo la crisi seguente la sconfitta nella guerra mondiale. Il boom economico
dovuto alla ricostruzione sta per sgonfiarsi e i primi attriti sociali
si cominciano a sentire alimentati dall'accentuarsi di sperequazioni di
reddito tra i giapponesi e dagli odori socialisti che si respirano per
tutta l'Asia.
Per fare in modo che l'ordine venga mantenuto nel Giappone, viene istituito
un corpo di Polizia speciale e armato in maniera esagerata, con l'unico
scopo di sedare le rivolte anche nelle maniere più spicciole come
l'eliminazione fisica dei rivoltosi: tutto questo è l'MSP, l'unità
Panzer.
Fuse è uno dei poliziotti, o meglio soldati, che ne fa parte e
in una sua missione si ritrova davanti una delle tante ragazzine che vengono
utilizzate dalla "Setta" (il movimento antigovernativo che propone
un nuovo ordine) come fattorini di bombe.
Quand'è che... Che succede? Vi lascio così? Meglio non dirvi
altro... gustatevi il film. Parliamo un po' dell'aspetto tecnico... o
meglio della qualità tecnica.
Come dicevo, le animazioni sono affidate alla Production I.G e questo,
ormai lo saprete, è "sinonimo di genuinità" come
diceva il buon vecchio Funari con la mortadella in bocca. Aldilà
delle facezie, quello che vi colpirà sarà la cura maniacale
nei dettagli, la pioggia che cade nelle pozzanghere, le alitate dei personaggi
che formano la classica nuvoletta per il freddo, il fumo delle sigarette,
le fiamme delle esplosioni il vento che fa muovere i capelli, senza contare
la riproduzione delle automobili (per un amatore 'sto film è una
manna), il tutto con una fluidità dei movimenti da urlo.
La regia che è affidata Hiroyuki Okiura presenta alcune finezze
che mi hanno lasciato con la mascella mezza aperta (l'altra mezza aveva
subito una paresi): mi riferisco in particolare alla telecamera in movimento
ad imitare la corsa di un individuo (gli amanti degli sparatutto in soggettiva
credo che abbiano capito quello a cui mi riferisco), nonché la
telecamera ad infrarossi che viene introdotta in una esercitazione....
da rivolo di bava (lo so... godo con poco!).
Il Chara design di Tetsuya Nishio è particolare, stilizza molto
i tratti somatici dei personaggi rendendoli abbastanza orientali, ma dà
il meglio di se nelle espressioni, in particolare nello stupore e nel
terrore. Vi farà commuovere lo sguardo di Fuse alla fine del film.
In ultima analisi la colonna sonora affidata ad Hajime Mizoguchi che avevo
recensito un po' di tempo fa e che trovate nell'archivio della sezione
musicale. L'esaltazione mistica nell'ascoltare alcuni brani è esagerata.
Ogni nota si innesta perfettamente con l'ambientazione e l'azione, che
scorre sul vostro schermo. Dà quel tocco in più ad un film
già grande di suo.
Che altro ancora? Da quanto si sa, la Yamato Video dovrebbe aver acquistato
i diritti di questo film (ormai il trailer gira da più di un anno
sui DVD della Yamato... NdVultus) per una edizione doppiata in italiano
già da un pezzo ed è da un pezzo che noi lo attendiamo.
Che facciamo, attendiamo ancora, oppure dobbiamo fare come la Setta nei
primi minuti di questo anime?
A buon intenditor...
Massimo Valenghi
mailto:maxx@wangazine.it
WangaZINE anime - Recensione JinRoh
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