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di Vittorio De Sica (Italia 1948, '90)
con Lamberto Maggiorani, Enzo Staiola, Laiella Carel, Vittorio Antonucci,
Elena Altieri,Ida Bracci Dorati.
Accolto al suo apparire con
scarso entusiasmo da critica e pubblico nostrani, in ossequio a preconcetti
ipocritamente antirealistici, il film riscosse invece un largo successo
all'estero, ottenendo numerosi riconoscimenti la cui eco non tardò
a rimbalzare in Italia, facendone il film più popolare di De Sica
ed (oggi anche una pietra miliare del Neorealismo), anche se, forse, non
il più significativo. Interpretato da attori non professionisti,
mostra uno squarcio di vita popolare in una delle borgate che circondano
Roma.
Il film vinse sei Nastri d'argento e l'Oscar.
TRAMA
La disoccupazione e l'angoscioso dramma della solitudine di un uomo di
fronte alle avversità, visti nel contesto generale della difficile
situazione italiana del dopoguerra.
Antonio Ricci è un operaio disoccupato che vive a Roma con la moglie
ed il figlio in un povero appartamento di una casa popolare.
Un giorno gli si presenta un'insperata occasione: un lavoro da attacchino
municipale, purché possieda una bicicletta. Poiché la sua
bicicletta è impegnata al Monte di Pietà, per ritirarla,
impegna le lenzuola di casa.
Finalmente può lavorare e porta a casa un po' di soldi, ma, mentre
sta attaccando un manifesto del film Gilda con Rita Hayworth, un giovane
gli ruba la bicicletta.
Al Commissariato di Polizia gli fanno intendere che furti di questo genere
ne avvengono in continuazione a Roma e che loro non possono occuparsi
di fatti di così poco conto.

Ha inizio la sua odissea alla ricerca dell'unico mezzo di sostentamento
che possiede. Suo figlio Bruno ed un amico netturbino lo aiutano a cercarla
al mercato di porte Portese, notoriamente ricettacolo di oggetti rubati.
La bicicletta non c'è, ma Antonio crede di riconoscere il ladro
e, mentre inizia a piovere, lo insegue vanamente. Sfoga la propria tensione
nervosa prendendo a schiaffi il figlio impaurito; poi si riconcilia con
lui e lo porta a mangiare in una trattoria, dove vengono serviti cibi
al mercato nero. Dopo essersi recato da una veggente, Antonio scorge il
ladro sulla sua bicicletta e lo insegue fino a raggiungerlo nelle vicinanze
di una casa di tolleranza.
Gli abitanti del rione prendono le difese del ladro. Antonio si rende
conto che esistono dei poveri che vivono ancor peggio di lui e ritira
l'accusa verso il ragazzo.
Svanita ogni possibilità di tornare in possesso della sua bicicletta,
impossibilitato a comprarne un'altra, di conseguenza, nuovamente disoccupato,
ad Antonio non rimane altro che tentare di rubarne a sua volta una.
Il posteggio dello stadio, mentre è in corso la partita, è
il luogo ideale per passare inosservato, ma Antonio è inesperto,
impacciato, la partita finisce, il proprietario della bicicletta rubata
da Antonio lo vede e richiama l'attenzione di altra gente che immobilizza
il malcapitato ladro.
Volano parole dure e pesanti ed Antonio rischia l'arresto, ma la presenza
del figlio commuove e rabbonisce il derubato che preferisce lasciarlo
andare.
Il bambino prende per mano il padre ed assieme si perdono tra la folla.
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