
di Mario Bava - (Italia/1960/84min)
Nella Moldavia del Seicento la principessa Asa è condannata e
giustiziata per stregoneria col suo amante e sepolta nella tomba di
famiglia. Due secoli dopo due medici russi in viaggio la riportano casualmente
in vita. La strega cerca di impossessarsi di Katia, una sua discendente
che le somiglia come una gemella. Vagamente ispirato al racconto Il
vij dell'ucraino Nikolaj V. Gogol', è l'esordio nella regia di
M. Bava (1914-80), grande direttore della fotografia e geniale mago
di trucchi, che qui, appoggiandosi a un suggestivo apparato scenografico,
esaltato da una fotografia virtuosistica che determina l'atmosfera,
gli spazi, le emozioni, si cimenta in un esercizio di delirante necrofilia,
imperniata sul "tema della sessualità femminile ... torna
a sfidare l'ordine e la repressione" (Renato Venturelli). Grande
successo internazionale, il film contribuì al lancio di B. Steele.
Rifatto per la TV a colori da Lamberto Bava, figlio di Mario.
Crediti
Anno: 1960
Nazione: Italia
Durata: 85'
Regia: Mario Bava
Cast
John Richardson
Ivo Garrani
Arturo Dominici
Clara Bindi
Barbara Steele
Andrea Checchi

Film di altissimo valore storico ed artistico che segna
il definitivo "inizio" dell'horror italiano, nato ufficialmente
quattro anni prima con I vampiri di Freda (film al quale aveva comunque
collaborato anche il giovane Mario Bava) ma "consacrato" all'estero
da questa celebratissima pellicola. Interpretato splendidamente da una
satanica Barbara Steele, questo film è considerato ancora oggi
da molti critici uno dei cinque più belli nel suo genere, anche
se, per "l'ottusità" dei direttori dei palinsesti televisivi
(i quali di notte si ostinano a preferire sit-com americane degli anni
settanta o repliche di Non è la Rai piuttosto che film che hanno
reso celebre il cinema italiano nel mondo...) sono decenni che non viene
più trasmesso sul piccolo schermo... In effetti è meglio
trasmettere un bel film di Pierino o dei Vanzina......
Due scienziati russi stanno attraversando una foresta in pieno ottocento
e, dopo un incidente alla loro carrozza, trovano in una cappella abbandonata
il corpo di una strega uccisa secoli prima. Tolta dal suo volto la spaventosa
maschera che teneva intrappolato il suo spirito, la strega riesce quindi
a liberarsi ed inizia la sua terribile vendetta...
Voto: 7,5
http://show.supereva.it/horrorgiorgio/tutti.htm?p
La strega Asa viene riportata in vita, per errore, da un professore
e dal suo assistente, casualmente incappati nella sua tomba: tenterà
di impossessarsi del corpo della sua discendente Katia.
Il prologo del film, con il supplizio della maschera del demonio inflitto
a Barbara Steele prepara il terreno per la materia a venire: Bava costruisce
un'atmosfera che cuce insieme le percezioni difficili del sogno e della
nebbia. Nonostante le parole che escono dalla bocca dei personaggi siano
di rara idiozia, in qualche modo, tra loro, riescono a comprendersi
e dunque a far precipitare l'insieme verso una fine. Di fatto l'intreccio
è quanto di meno interessante si possa immaginare, continua iterazione
dei medesimi trucchetti orrorifici, ma lo sguardo di Bava, al suo primo
lungometraggio, riconoscibile da subito: le inquadrature pulite
ma dense, gli ambienti coperti di decadenza. Stando ai titoli di testa
"La maschera del Demonio" sarebbe tratto da "Il vij"
di N. Gogol, ma questo non impedisce alla sceneggiatura di fare acqua
ad ogni -stupendo- fotogramma, i dialoghi messi in bocca ad attori ridicoli
spiccano per demenzialità ma il film, evitando i luoghi comuni
vampirici, con la continua capacità inventiva del regista -anche
responsabile degli effetti speciali, artigianali ma stupefacenti - è
un caposaldo del cinema fantastico.
Voto: 7
Luigi Garella
http://www.spietati.it/in-primo-piano/TorinoFilmFestival2001/torino19_europa.htm#europa6