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Titolo originale: Memento. Nazione: Usa. Anno: 2000. Genere: Thriller.
Durata: 113'. Regia: Christopher Nolan.
Cast: Guy Pearce, Carrie-Anne Moss, Joe Pantoliano. Produzione: NewMarket, Team Todd


Trama:
Leonard Shelby Ë ossessionato dall'idea di vendicarsi dell'assassino di sua
moglie; egli soffre perÚ di una rara forma di amnesia che gli impedisce di
ricordare cosa gli Ë successo 15 minuti prima, dove si trova, dove sta
andando o perchÈ, mentre ricorda i momenti felici passati con sua moglie. Il
soggetto È tratto da un racconto di Jonathan Nolan, fratello del regista.


Il regista:
Christopher Nolan nasce a Londra il 30 giugno del 1970 e poco più che
ragazzino inizia già a realizzare brevi film amatoriali con la super 8 del
padre. Dopo aver trascorso tre anni a Chicago con la famiglia, Christopher
torna in Inghilterra per frequentare l'University College di Londra ed Ë
proprio in questo periodo (la metà degli anni Novanta) che inizia a muovere
i primi passi nel mondo del cinema.
Realizza infatti due cortometraggi molto interessanti, Lanceny e Doodlebug,
e poi debutta nel lungometraggio con Following (1999), inquietante noir che
cattura immediatamente l'interesse del pubblico e della critica, e di cui
Nolan firma, oltre che la regia, anche la sceneggiatura, la fotografia e il
montaggio. Nel 2000 il regista ottiene un discreto successo grazie a
Memento, film dall'originale costruzione a ritroso, che ottiene diversi
riconoscimenti, nonché una nomination all'Oscar per la migliore
sceneggiatura originale. Due anni dopo il successo di Memento, Nolan torna
dietro la macchina da presa con il thriller Insomnia, remake dell'omonimo
film norvegese diretto da Erik Skjoldberg, con Al Pacino e Robin Williams
nei ruoli principali.



Recensioni:
Ambizioso, intellettuale, "Memento" sfrutta una narrazione che ricorda il
tipico passo all'indietro del gambero. ll protagonista è Leonard, un
trentenne che soffre di una rara malattia che non gli consente di trattenere
i ricordi in un breve lasso di tempo. L'uomo è alla ricerca dell'assassino
della moglie e ogni giorno deve ricostruire quanto è avvenuto o ha scoperto
durante il precedente. Foto Polaroid, appunti, tatuaggi, sono i mezzi
attraverso cui tenta di costruire una griglia di ricordi, resistente
all'ambiguità dell'indagine e alla volatilità della malattia, che gli
consenta, forse, di arrivare a una qualche verità. I fratelli Nolan si
divertono a colorare di nero un celebre racconto di Oliver Sacks,
costringendo lo spettatore a non mollare mai l'attenzione su una costruzione
barocca, ricca di flashback e flashforward, di repentini passaggi dal colore
al bianco e nero, e a non perdere il senso profondo del noir: chi fa cosa e
a chi! - Fabrizio Liberti (Film Tv) -

Noir dal soggetto affascinante, interamente imperniato su un caso clinico
affine alla "sindrome di Korsakov" descritto, tra gli altri, da Oliver
Sacks. Il giovane Leonard Shelby (Guy Pearce) soffre di perdita della
memoria recente: dopo una manciata di minuti dimentica tutto ciÚ che gli Ë
accaduto. Per ricordare usa vari stratagemmi, dalle foto Polaroid con
annotazioni sul loro significato ai tatuaggi sparsi per tutto il corpo. Le
amnesie sono il risultato di un colpo che l'uomo ha ricevuto mentre tentava
di portare soccorso alla moglie, violentata e uccisa da uno sconosciuto.
L'handicap è tanto più terribile perchè Shelby, sospettato di omicidio,
vuole scoprire ad ogni costo il vero assassino. Due sole persone sembrano
volerlo aiutare, la bella Natalie (CarrieAnn Moss) e l'ambiguo Teddy (Joe
Pantoliano); ma forse sono proprio loro i suoi peggiori nemici. La
narrazione a flashback ha sempre trovato un terreno privilegiato nel film
noir, e per motivi facilmente intuibili: evoca il modo di procedere di chi
conduce un'indagine, cercando di ricostruire con la razionalità fatti
avvenuti in sua assenza. Da questo punto di vista, Memento si presta
all'applicazione del procedimento meglio di qualsiasi altro film; salvo che
si lascia tanto prendere dal piacere di esplorare tutte le piste possibili
da dimenticare, alla fine (con immaginabile delusione dell'appassionato di
gialli), di fornirci la soluzione del "caso". Alla prima regia americana, il
britannico Christopher Nolan sceglie uno stile alla David Lynch che lascia
ammirati e perplessi. Per un bel po' la struttura complessa, a salti
indietro/avanti nel tempo, passaggi dal colore al bianco e nero,
reiterazione degli stessi episodi afferra la tua attenzione e la tiene ben
stretta. Però, una volta capito il meccanismo, le continue ripetizioni
cominciano a risultare faticose e l'eccesso di autocompiacimento diventa un
po' irritante. - Roberto Nepoti (Repubblica) -