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Uno degli sceneggiatori fa di cognome Quinlan, come il
William Hurt del film. La storia è, quindi, la rielaborazione
delle sue vicende vissute come cronista di settimanali rosa statunitensi.
Il "Daily Mirror" vive di successi legati alla credulità
della gente, servizi scandalistici e simili, come ogni buon settimanale
del settore. Il direttore, cinico e arrogante, spedisce i due redattori
protagonisti, entrambi con l'aria un po' sfigata, accompagnati da una
graziosa giornalista, assunta per ragioni per altro misteriose, a verificare
e a narrare l'esistenza di un vero e proprio angelo abitante nello Iowa.
Michael - si tratta in sostanza del biblico arcangelo Michele - anche
se ha un bel paio d'ali, non corrisponde proprio all'immagine che di
lui i tre si erano fatta: fuma, mangia come un porco, non da' l'impressione
di lavarsi granché, rimorchia veramente molto e balla appena
può perché in fondo si chama John Travolta. Ciò
non toglie che sia a tutti gli effetti un angelo, anzi come dicevamo
un arcangelo guerriero, di quelli un tempo impegnati in spaventose guerre
con le truppe di Satana. Ora ha compiti diversi, sembra impegnato soltanto
a far innamorare Dorothy e Frank. In più, a satireggiare, c'è
un cane piuttosto piccolo, e che però rappresenta l'attrazione
principale del giornale! Nora Ephron l'abbiamo già conosciuta
come sceneggiatrice di "Harry, ti presento Sally" e autrice
anche della regia di "Insonnia d'amore": non ci sbagliamo
di certo a considerare la commedia romantica il suo terreno prediletto.
Questa è abbastanza divertente anche se corre sempre sul filo
del dolciastro, con un Travolta ancora in stato di grazia leggero quanto
è leggero il film. A tratti poi sembra un road-movie bucolico
ondeggiante tra il gomitolo e la padella antiaderente più grandi
del mondo, ovvero, probabilmente, in un'America dalle proporzioni così
goffamente sproporzionate, tali da rendere un angelo degno solo della
considerazione di uno scandalo.
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