
Un film di Daniele Luchetti. Con Riccardo Scamarcio,
Elio Germano, Angela Finocchiaro, Massimo Popolizio, Luca Zingaretti,
Diane Fleri,Alba Rohrwacher, Anna Bonaiuto, Ascanio Celestini, Claudio
Botosso, Ninni Bruschetta. Genere Commedia, colore 100 minuti. - Produzione
Italia, Francia 2007. - Distribuzione Warner Bros Italia

Un tempestoso amore fraterno lega Accio e Manrico Benassi, di una famiglia
operaia di Latina, che passano dall'adolescenza alla giovinezza tra
l'inizio dei '60 e la metà dei '70. Seminarista mancato, Accio
è un ribelle istintivo e un accanito lettore, un ragazzo “contro”
per natura, che fa il fascista anche per contrapporsi al fratello maggiore
comunista, amato da tutti, specialmente dalle ragazze: bello, seduttivo,
ruffiano nel surf sulla retorica marxista-comunista. Crescono su binari
paralleli in rissa continua, amano la stessa donna, diversi ma solo
fino a un certo punto. Base dell'8° film – il migliore? –
di D. Luchetti è il folto romanzo Il fasciocomunista (ripubblicato
nel 2003) di Antonio Pennacchi, sceneggiato con il regista dalla rodata
coppia Petraglia-Rulli. È un film recitato bene da tutti, specialmente
da uno straordinario e duttile E. Germano e dall'intensa A. Finocchiaro,
attendibile madre proletaria, (entrambi premiati col David di Donatello)
ma anche da A. Bonaiuto, R. Scamarcio, divo trainante dell'operazione
per il pubblico giovanile, con un Manrico che sembra scritto su misura
per lui, come in Romanzo criminale, e da L. Zingaretti, fascista sanguigno.
Si sente una profonda empatia tra regia e interpreti. Per gli spettatori
maturi, è un insolito e divertente ripasso degli stereotipi che
in quell'agitata stagione nutrirono – nutrono ancora – la
destra neofascista sebbene, per programmare una conclusione tragicamente
ottimistica, la sceneggiatura fatichi non poco, nella seconda parte,
a evitare luoghi comuni, schemini, semplificazioni e a tenere insieme
i personaggi minori un po' sparpagliati. Montaggio: Mirko Garrone. Scene:
Francesco Frigeri. Produce Cattleya, distribuisce Warner Bros Italia
che dimostra di avere occhio nella scelta dei film nazionali. Il titolo
è quello di una canzone di Rino Gaetano. Altri 3 David: sceneggiatura,
montaggio (M. Garrone), presa diretta (B. Pupparo).
