
di Darren Aronofsky
(Drammatico-Fantascienza, Usa, 1998, 84')
con Sean Gullette, Mark Margolis, Ben Shenkman

Più cyber di
Matrix, più ambientale di Blade Runner, più ossessivo
di Tetsuo (di cui peraltro si riconosce una certa influenza) Pi Greco
è un film pieno, perfettamente definito, magicamente messo in
insieme tra splendide recitazioni, una magica regia e ipnotiche musiche;
peccato che il film sia nei recessi di qualche distributore…
(www.skipintro.org)

Numeri. Numeri primi e formule matematiche. Figure geometriche
e corpi solidi. "Il Cubo" e "Pi greco". All'ingresso
del nuovo millennio sembra che siano rimaste ormai poche certezze. Da
sempre ci raccontano che la matematica è una scienza esatta.
Che due più due dà sempre come risultato quattro. Vero,
ma questa certezza preconcetta non basta più a lenire le angosce
dell'uomo contemporaneo. Importante è scoprire cosa si cela dietro
i semplici tratti grafici delle cifre, cosa rappresentano i numeri,
che relazione esiste fra di essi. Il procedimento soppianta il risultato.
Max Cohen (Sean Gullette) è un giovane genio matematico. Vive
rinchiuso notte e giorno nel suo misero appartamento di Chinatown. All'interno
della sua abitazione "vive" e prospera un enorme super computer
che lo stesso Max ha costruito. Scopo dichiarato della sua esistenza:
scoprire il valore trascendente di Pi greco. Ogni movimento nella sua
vita quotidiana è focalizzato alla scoperta di questo valore
mistico. Le leggi che regolano la sua esistenza sono molto semplici:
1. La matematica è il linguaggio della natura. 2. Ogni cosa attorno
a noi può essere rappresentata e spiegata attraverso i numeri.
3. Ottenendo numeri semplici dalla scomposizione di ogni sistema complesso
è possibile fare emergere dei modelli. Perciò ovunque
in natura esistono dei modelli.
L'unico contatto che Max ha con il mondo esterno è attraverso
il suo precettore, e vecchio insegnante, Sol. Per il resto tutto quello
che accade a Max avviene quasi esclusivamente nella sua mente, nella
sua stanza iper tecnologica. La scarsa dimestichezza con il mondo reale
porta il protagonista a pensare all'ambiente esterno come ad un elemento
fortemente ostile. Quando, in seguito alla sua straordinaria scoperta
(la formula che regola il mercato globale? Il vero nome e la vera essenza
di Dio? Le leggi che regolano lo sviluppo del mondo naturale?), Max
sarà costretto a scontrarsi violentemente con la realtà,
la sua stessa incolumità fisica sarà messa in grave pericolo.
Il reale valore di Pi greco diventerà questione di vita o di
morte.
Film strano e straripante Pi Greco. Girato in piena economia ed in un
B/N fortemente sgranato, il film di esordio del regista newyorchese
Darren Aronofsky è uno sguardo al tempo stesso lucido ed allucinato
sullo stato mentale del genere umano alla vigilia di una "nuova
era". La capacità di accostare gli opposti, mantenendone
inalterate le proprie caratteristiche peculiari, è il segno distintivo
del film. Genio e follia, razionale ed irrazionale, scienza e religione
sembrano sempre sul punto di annullarsi l'una all'interno dell'altra.
L'uomo (Max) e la macchina (il suo computer) vivono in una simbiosi
perfetta, ciascuno sfruttando appieno le caratteristiche peculiari dell'altro.
Ciascuno traendo vantaggio dalle differenze che li separano. La parabola
di Max rappresenta alla perfezione questa capacità di avvicinare
gli opposti senza che questi si annullino in un'unica materia priva
di identità. Mentre il protagonista cerca in tutti i modi di
allargare lo spazio tra organico ed inorganico, tra ciò che e
vivo e ciò che è meccanico, il risultato finale è
in realtà proprio quello di ridurre tale spazio ai minimi termini.
Tutto il film vive su questo strano e complesso equilibrio.
La struttura stessa del film, in apparenza caotica vista la mancanza
di una trama vera e propria, è in realtà una nitida e
particolareggiata riproposizione della struttura mentale del protagonista.
Solo nel momento in cui tutto il mondo attorno a Max (rabbini, strani
agenti di borsa, matematici pentiti.....) sembra essere sull'orlo di
un completo collasso, il giovane riconquista la sua sanità mentale.
Nel momento della massima espressione della confusione si arriva ad
intravedere una regola, un modello. Modello facilmente individuabile
nella ripetizione e dalla duplicazione. Analizzato attraverso una lente
microscopica il film si rivela essere una infinita riproposizione della
medesima sequenza, solo leggermente modificata. Sequenza scandita dai
terribili attacchi di emicrania che affliggono il giovane matematico.
Per assurdo è il rompersi di questo cerchio (con la morte improvvisa
del mentore Sol), di questa alienante routine, a fornire le basi della
sopravvivenza per Max. La rottura del modello è la vita per il
protagonista e la "logica" conclusione per il film.
Arrendendosi alla logica del caos Max, e per estensione tutta l'opera
cinematografica, acquistano una perfetta logicità. Una paradossale
logicità caotica che fornisce una delle possibili chiavi di lettura
del lungometraggio. Ancora una volta due opposti, ordine e caos, si
sfiorano. Dal loro movimento a spirale, fatto di continui avvicinamenti
e momentanei allontanamenti, scaturisce l'idea e la realizzazione di
un film come Pi Greco.
© 1999 reVision, Fabrizio Pirovano
(fonte)