
di Giuseppe De Santis ( Italia/1949/105’ )
con Silvana Magnano, Vittorio Gassman, Doris Dowling, Raf Vallone
TRAMA :
Francesca, giovane cameriera d'albergo, istigata dal suo amante, Walter
(piccolo criminale senza scrupoli del nord Italia), ruba la collana
di una cliente. Fuggono entrambi, e Francesca si mescola alle mondine,
che partono in treno. Nel dormitorio delle mondariso, Francesca viene
derubata della collana, per opera di una compagna, Silvana. Sul luogo
del lavoro giunge Walter, il quale avendo appreso che Silvana e' presumibilmente
in possesso della collana, circuisce la fanciulla. Silvana non e' insensibile
alle premure del lestofante e, abbandonato un sergente, che l'ama, diviene
l'amante di Walter; mentre il sergente fa la corte a Francesca, pentita
ormai del male fatto. Walter, avendo scoperto che la collana rubata
e' falsa, decide, per rifarsi, di rubare il riso accumulato nei magazzini
come premio finale per le mondariso. Mentre le ragazze festeggiano la
fine della stagione di lavoro, Walter convince Silvana ad immettere
di nuovo l'acqua nei campi, per distrarre l'attenzione delle mondine
e degli operai. Ma ha fatto i conti senza Francesca, e il sergente,
che essendosi accorti di tutto, colgono i ladri sul fatto. Nella sparatoria
che segue Walter viene ucciso. Silvana, disperata, s'uccide.

PREMI
Nomination all'Oscar nel 1951, per il Miglior Soggetto a Giuseppe De
Santis e Carlo Lizzani
CRITICA
Appena trentaduenne, De Santis firma il suo capolavoro: un appassionante
e complesso melodramma a sfondo sociale, dove la pianura del vercellese
diventa teatro di lotte politiche e duelli personali dal sapore western.
Spettacolo e coscienza civile sono fusi con rara maestria in un racconto
di ampio respiro che può stare alla pari con i grandi affreschi
epici americani e dove "i miti e le mitologie della cultura popolare
sono resi astratti e formalizzati dalla messinscena e sono mossi dai
grandi temi dell'inconscio collettivo". Sorprendente ancora oggi
l'incipit, che nel cinema italiano rimane un contributo indispensabile
sul rapporto tra mass media e settima arte. Indimenticabile la Mangano
(in particolare nel torrido boogiewoogie) che anticipa - con eleganza
- la figura della maggiorata anni Cinquanta. Da antologia Gassman, bellissimo
mascalzone punito a dovere in un finale granguignolesco.(P.Mereghetti
"Dizionario dei film 1998")
(fonte)
