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di Gerardo Vera (Spagna 1999 ,110')
con Javier Bardem, Ariadna Gil, Jordi Mollá, Cecilia Roth

Vincitore del festival Gay di Torino è una sentita incursione nel
delicato mondo dell'amore omosessuale.
TRAMA
Diego è un medico in carriera che s'innamora perdutamente di un
altro uomo, Alberto, un giovane ingegnere aeronautico sposato e con un
figlio. La storia tra i due uomini cambierà profondamente le loro
vite, e soprattutto quella di Elena, la moglie di Alberto, che vede nella
nuova situazione l'inizio di una nuova fase della sua vita.
Film TV (11/10/2000)
Fabrizio Liberti
La ricevuta di un hotel, dimenticata in una giacca, un telefonino
col suo carico di messaggi in segreteria lasciato incustodito, sono tessere
di un puzzle del tradimento che Elena non fatica a mettere insieme. ll
suo matrimonio con Alberto è in crisi e un figlio molto amato da
entrambi non basta a tenerlo insieme. Ma quando Elena scopre che la sua
rivale è un uomo, la donna subisce un colpo doppio. Alberto, ingegnere
aeronautico, ha una storia d'amore con Diego, un chirurgo stimato, ma
ama anche la moglie e, pur di non scegliere, costruisce attorno a sé
un insostenibile mondo di bugie senza futuro. Segunda Piel è un
film che trasmette il dolore di un uomo fragile, che non riesce a tenere
insieme sentimenti ed emozioni contrastanti. Con quella faccia un po'
così, Javier Bardem sembra l'attore preferito dai registi per ruoli
omosessuali e conferma in pieno il merito della Coppa Volpi, ma anche
il resto del cast (Jordi Mollà, Ariadna Gil e Cecilia Roth), contribuisce
a fare della storia una sentita incursione nel delicato mondo dell'amore.
Unico appunto per il regista e la sua messa in scena "laccata".
la Repubblica (1/10/2000)
Irene Bignardi
Un tempo gli attori stavano attentissimi a non gettare ombre o sospetti
ambigui sulla propria immagine virile. Ora - consideriamolo un buon segno
dell'apertura dei tempi - il vigoroso, testosteronico Javier Bardem ha
appena finito di incarnare in Prima che scenda la notte il poeta omosessuale
cubano Reynaldo Arena, che lo ritroviamo in Segunda Piel, dello spagnolo
Gerardo Vera, nei panni di un medico gay molto innamorato di un ingegnere
aeronautico (Jordi Molla): grande passione. Peccato che quest'ultimo sia
sposato con una donna carinissima (Ariadna Gil) e abbia un carinissimo
bambino, e che l'ingegnere non sappia bene da che parte stare quando la
cara consorte lo mette di fronte alle sue bugie (a proposito, attenti
a non dimenticare nelle tasche della giacca il conto degli alberghi compiacenti).
Il lancio pubblicitario del film annuncia: cosa fareste se scopriste che
vostro marito vi tradisce... con un altro uomo? La risposta del film è:
nulla di speciale. Gerardo Vera non è, purtroppo, Almodovar, e
Segunda Piel (la prima pelle, quella dell'apparenza, la seconda quella
della segreta identità erotica dei personaggi) resta un dramma
dell'adulterio borghese. Tanto che se al posto del prestante Bardem ci
fosse una signora, le cose, le situazioni, le reazioni in questo triangolo
non sarebbero diverse. Potrebbe sembrare un approccio originale e spregiudicato
al problema, preludere a qualche conclusione inedita. Invece è
solo un bizzarro déjà vu: elegante, patinato, hard in misura
giusta, Segunda Piel, senza mai indagare la "differenza" della
ferita inferta con l'adulterio omosessuale, trascina con discrezione noiosa
le pene d'amor perdute dei matrimoni annoiati, delle gelosie, delle separazioni,
delle ripicche, dei ritorni a casa, dei fiori momentanei, del disordine
amoroso, fino a un finale drammatico ampiamente annunciato. A compensarci
della prevedibilità ci fa reincontrare, tra il bravo e un po' troppo
civettuolo Bardem e il fosco Jordi Molla, la faccia speciale di Ariadna
Gil, che fa ombra per bravura e per grazia anche a Cecilia Roth, la bravissima
protagonista di Tutto su mia madre. Qui, nel ruolo di Eva l'amarognola,
dura amica di Bardem, è solo una qualsiasi brava attrice bionda.
(Ma nel film c'è anche una delle più belle battute recenti:
quando un'annunciatrice televisiva, elencando i grandi "mostri"
del XX secolo, dopo quello di Lochness cita la cellulite...).
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