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di Jim Jarmusch (USA 1984, 90')
con John Lune, Eszter Bauni, Richard Edson, Cecilia Stark, Danny Rosen,
Tom DiCillo

Visi scarni, affilati, occhiaie e barbe lunghe come in una striscia di
Feiffer. Profli allampanati contro un orizzonte grigio e sempre uguale.
Stanze in affitto e letti sfatti, un tavolo imbrattato, vaschette con
cibi precotti e, in giro, qualche bottiglia di birra, nella migliore tradizione
del dirty americano. "Ossa rotte, bottiglie rotte, ideali infranti"
Nel vedere questo film si prova soprattutto un senso diffuso di disagio,
uno stato di solitudine cronica, esistenziale: l'umanità di Jamusch
è sradicata, senza pace.
TARMA
Il nuovo mondo. Willie, un giovane ungherese, vive a New York da dieci
anni. Una sua cugina di sedici anni, Eva, arriva dall'ungheria per iniziare
una nuova vita. A malincuore, Willie la ospita per una decina di giorni,
fino alla sua partenza per Cleveland, dalla zia Lottie.
Un anno dopo: Willie e un suo amico, Eddie, partono per Cleveland dopo
una vincita a poker. Qui i due osservano la squallida vita che Eva conduce.
Il paradiso. Mentre stanno lasciando Cleveland Willie e Eddie decidono
di tornare indietro per "rapire" Eva. Direzione Miami il paradiso.
Le cose non vanno come dovrebbero. Eva decide di lasciare l'America. I
due, dopo aver di nuovo vinto del denaro, cercano di bloccare Eva dirigendosi
all'aeroporto. Non si incontreranno. Eva non è partita: aspetta
inutilmente i due nella loro abitazione.
Visi scarni, affilati, occhiaie e barbe lunghe come in una striscia di
Feiffer. Profli allampanati contro un orizzonte grigio e sempre uguale.
Stanze in affitto e letti sfatti, un tavolo imbrattato, vaschette con
cibi precotti e, in giro, qualche bottiglia di birra, nella migliore tradizione
del dirty americano. "Ossa rotte, bottiglie rotte, ideali infranti"
recitava Robert Mitchum al culmine del proprio dramma scespiriano in Il
temerario (The Lusty Man, 1952) di Nick Ray. New York bianca&nera,
nuda e un po' desolata come la prima Monument Valley di Ford, qualche
grattacielo come una montagna della preistoria a picco sui marciapiedi.
Interni da immigrati con la poltrona "buona" a patchwork, fiori
sgargianti sulle tende, la cugina Eva che vende hot-dogs in un fast-food
semi deserto, la zia Lottie che si ostina a parlare in ungherese. E poi
le strade d'America, punti di fuga verso il "Paradise", svincoli
e raccordi alla Paris Thxas, che conducono nel deserto o nell'Oceano.
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