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di Lucio Pellegrini (Italia, 110')
con Luca Bizzarri, Paolo Kessisoglu, Maddalena Maggi, Fabrizia Sacchi
In una Torino rumorosa e vivace, si consumano i nevrotici patemi d'amore
del musicista Luca e della fuoricorso Camilla, complicati da quelli dei
loro rispettivi psicologi-terapeuti. Indecisa tra il ritratto generazionale
e la commedia degli equivoci, la storia fatica spesso a trovare respiro
e credibilità, mentre scenografie, immagini e musiche rivelano
una non comune e sofisticata ricerca di modernità.
TRAMA
Luca e Camilla, sposati da sette anni, decidono di ricorrere alla terapia
per risolvere i problemi che stanno mettendo a serio rischio la loro convivenza;
capitano così nelle mani degli "specialisti" Pietro e
Blanda, marito e moglie. La crisi mette a dura prova anche questa coppia
e le motivazioni sono le stesse: non sono in grado di stare insieme, ma
non possono vivere lontani. Ecco che il tandem rappresenta la metafora
della vita di coppia: per raggiungere un equilibrio nella pedalata è
fondamentale essere capaci, prima, di andare in bicicletta da soli, solo
così si può ottenere una perfetta sincronia.
La Stampa (13/11/2000)
Lietta Tornabuoni
Tandem vuol dire muoversi sullo stesso veicolo, avanzare con ritmo simultaneo,
imprimere la medesima forza: insomma procedere insieme, non poter procedere
se non insieme. Lucio Pellegrini e il gruppo di "E allora mambo"
dedicano una commedia al tormento amoroso di "non con te né
senza di te posso vivere", attraverso due coppie coniugali sui trent'anni:
un musicista e una ex ragazza rangée; uno psicologo teorico della
coltivazione del SuperEgo, della non-dipendenza dagli altri, della forza
di volontà, e una psicologa terapeuta attraverso l'amore. La prima
coppia, in crisi dopo sette anni di convivenza ma ancora profondamente
legata, si rivolge alla seconda (uomo con uomo, donna con donna) per curare
il disamore: disavventure, equivoci e pastrocchi porteranno a risultati
inattesi. Nella commedia lepida, analisi dei perenni giovani contemporanei
e del loro orrore della maturità, alla efficacia dell'impostazione
della vicenda non segue una evoluzione sufficientemente nutrita. Tre cose
particolari. Prima, la Torino meno conosciuta dei Murazzi di notte, dei
lungofiume malinconici, dei quartieri senza palazzi né monumenti
né portici ma non senza bellezza. Seconda, il clima sempre litigioso
che non dà fastidio ma vitalità. Terza, l'interpretazione
di Paolo Kessisoglu, con la testa rasata e la voce emessa in scoppi energici,
con gli occhi spesso sbarrati e un sorriso tra astuto e sciocco: espedienti
da caratterista usati in modo da fare quasi un protagonista comico. Gli
altri attori, Maddalena Maggi, Fabrizia Sacchi, Luca Bizzarri, sono facce
comuni, simpatiche: personaggi che si limitano ad essere, come i prigionieri
del Grande Fratello.
Film TV (14/11/2000)
Aldo Fittante
Squadra che vince non
si cambia, ma "Tandem" non vale "E allora mambo".
Alla premiata ditta Pellegrini (regista) & Bonifaci (sceneggiatore)
piace il gioco d'accumulazione: nel primo film un matrimonio raddoppiava,
grazie a soldi imprevisti; qui si quadruplica, con due coppie scoppiate
che si alternano in scene, mischiandosi alla bisogna, percorrendo le storie
diagonalmente. Al centro dell'ironia, queste volta, c'è il logorio
dell'amore moderno e le filosofie che hanno trasformato la psicologia
in un terno al lotto. La partenza é sprint, ma il fiato corto arriva
neanche a metà strada. Gli interpreti sono bravi (con Maddalena
Maggi prima fila), ma l'atmosfera a solo "cariiina" e il film
non morde come (forse) gli autori ambivano. Camei-sorprese di Catherine
Spaak e del cantautore Samuele Bersani, quest'ultimo nei titoli di coda,
quasi la cose migliore, non se la prendano quelli di testa.
la Repubblica (12/11/2000)
Roberto Nepoti
Dopo sette anni, Luca
(Luca Bizzarri) e Camilla (Maddalena Maggi) non riescono più a
stare assieme; ma, afflitti da sindrome della "signora della porta
accanto" (ricordate l'omonimo film di Truffaut? "né con
te, né senza di te"), non sanno nemmeno vivere separati. In
seguito all'ennesimo litigio, lui va dallo psicologo: Pietro (Paolo Kessisoglu),
terapeuta di scuola robbinsiana quella che insegna ad acquisire aggressività
e fiducia in sé tramite passeggiate sui carboni ardenti. Anche
Camilla chiede aiuto a una specialista, Blanda (Fabrizia Sacchi), senza
sapere che si tratta proprio della moglie del medico di Luca. Una coppia
perfetta di strizzacervelli? Niente affatto: anche loro sono in crisi;
e non solo perché Blanda, di fede new age, applica metodi opposti
a quelli del marito. Chi curerà i dottori? Dopo un bel po' di prendersi
e lasciarsi fra tutti e quattro, Camilla e Pietro cominciano a vivere
insieme. Frattanto, la dottoressa è oggetto delle attenzioni di
Papandreu, un paziente greco ossessivamente innamorato di lei. Per quanto
abusata sia la formula "squadra che vince non si cambia", difficilmente
si troverebbe un film cui calzi meglio che a Tandem (il titolo si riferisce
a una pratica ciclistica di coppia, che Pietro ritiene in grado di riattizzare
il desiderio sessuale). L'anno scorso E allora mambo! dell'esordiente
Lucio Pellegrini, fece un piccolo sconquasso al botteghino. Ora la squadra
torna al completo con una commedia su un tema attuale come la crisi della
coppia. Saggiamente il film non ha pretese di diagnosi, né tantomeno
di terapia: quel che si propone è una satira amichevole, che ci
faccia sorridere delle nevrosi e dei tic di un'epoca che forse non sa
di cosa parla quando parla d'amore. Visto che il risultato è divertente,
lo scopo può considerarsi raggiunto; ma con un'amichevole riserva.
Se Tandem ha un limite, sta nel voler coniugare due varianti di commedia
- la commedia sentimentale e la commedia stralunata - che faticano a far
coppia. Che il nocciolo sia da commedia sentimentale lo mostra soprattutto
l'happy end finale. Però il tono della rappresentazione (a partire
dalla scelta del narratore, convinto che la moglie abbia una relazione
con Bill Clinton, fino ai siparietti con la poliziotta Luciana Littizzetto)
è esagitato, grottesco, modellato su un comico espressionista che
immerge tutto recitazione, scenografie, colore in una specie di vago delirio.
Ciak (1/12/2000)
Massimo Lastrucci
Come nel piacevolissimo
"E allora mambo!", il regista Lucio Pellegrini, lo sceneggiatore
Fabio Bonifacci, i protagonisti Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, non
si discostano dal tema "come è difficile diventare adulti".
In una Torino rumorosa e vivace, si consumano i nevrotici patemi d'amore
del musicista Luca (Bizzarri) e della fuoricorso Camilla (Maddalena Matti),
complicati da quelli dei loro rispettivi psicologi-terapeuti, Pietro (Kessisoglu)
e Blanda (Fabrizia Sacchi). Indecisa tra il ritratto generazionale e la
commedia degli equivoci (che devia inevitabilmente sull'improbabile e
il surreale), la storia fatica spesso a trovare respiro e credibilità
(troppo artefatti, ancorché simpatici, i personaggi), mentre scenografie,
immagini e musiche rivelano una non comune e sofisticata ricerca di modernità.
Ogni tanto si ridacchia, ma forse il film puntava più in alto.
Il Giorno (11/11/2000)
Silvio Danese
La seconda volta di Lucio
Pellegrini. La prima era la commedia affaristico-familiare "E allora
mambo", caso cinematografico della scorsa stagione (basso budget,
tanto successo). Questa è la commedia della sindrome da dipendenza
o della coppia in crisi, per trovare un argomento nuovo (alto budget,
bassi risultati). La convivenza di Luca e Camilla (Luca Bizzarri, Maddalena
Maggi), personaggi flebili come certi amorini dei film di Fabrizi e Totò,
s'incrocia e si sovrappone alla relazione tra i loro psicanalisti (Paolo
Kessisoglu e Fabrizia Sacchi). Per dare fiducia a Pietro, secondo il metodo
Robbins, l'analista lo fa camminare sui carboni ardenti. Camilla è
invece introdotta a una terapia New Age che ricorda la tv delle ragazze.
L'equivoco della doppia coppia (alla Feydeau) è burlesco, i personaggi
sono parodistici (sembrano medici e pazienti degli sketch con Walter Chiari),
l'incrocio tra analisti impossibile, mentre il film ha l'ambizione della
commedia sociale. Un vero pasticcio. Il cast invece ha una verve maniacale
che protegge la debolezza della sceneggiatura. Morale: se il matrimonio
non funziona, provate con lunghe pedalate in tandem.
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