Di Icíar Bollaín (Spagna / 2003 / 106’)
Con Laia Marull, Rosa María Sardá, Luis Tosar, Candela
Peña
SCHEDA:
Te doy mis ojos
Anno : 2003
Genere : Drammatico
Durata : 106'
Uscita italiana : 23/4/2004
Origine : Spagna
Aspect Ratio : 1.85:1
Suono : Dolby Digital
Formato : 35mm Colore
Negativo : 35mm
Stampa : 35mm
Processo : -
Mdp : -
Lenti : -
Laboratori : -
Trama:
Pilar fugge di casa con il figlio Juan e una valigia mezza vuota. Antonio
senza di lei è perduto, per lui Pilar è il sole, la luce,
l'unica donna della sua vita, ma per lei l'amore e la protezione di
Antonio rappresentano il suo terrore più nero. Una storia d'amore,
di paura e di potere, in cui la passione è più forte di
ogni sofferenza.

RECENSIONE:
Pilar ama suo marito, anche se Antonio è un uomo violento, che
spesso la picchia. Una notte però, dopo l'ennesima lituga, Pilar
scappa di casa con il loro figlio e si rifugia da sua sorella. Conscio
della situazione, Antonio inizia a vedere uno psicologo per imparare
a controllare la propria ira. La sua buona volontà convince Pilar
a dargli un'altra possibilità, anche se la sorella la sconsiglia
di tornare a vivere con lui. Ma nonostante tutti gli sforzi e tutto
l'amore che ancora Pilar nutre nei suoi confronti, Antonio continua
ad essere preda di scatti d'ira violenta, e vivere con lui continua
ad essere un inferno...
"Ti do i miei occhi" è il primo dei tre lungometraggi
diretti da Iciar Bollain che raggiunge le nostre sale. Ad una discreta
attività come attrice ("Terra e Libertà" di
Ken Loach), la non ancora quarantenne Bollain affianca la regia di pellicole
sempre molto apprezzate in quel della Spagna e dei Festival di cinema
(Miglior Film della Settimana della Critica di Cannes '99 con "Flores
de otro mundo"). Stavolta mette in scena una storia ben diversa
dalle due precedenti che ha raccontato, sia come natura dei personaggi
che - soprattutto - come intensità emotiva.

Al di là del brutto titolo, "Ti do i miei occhi" può
essere tutto sommato considerato un film sulla violenza domestica come
ne abbiamo già visti diversi. Ma rispetto agli altri esempi ha
due valori aggiunti: la straordinaria costruzione dei personaggi e la
bravura degli interpreti.
Di rado capita, al cinema, di vedere un nucleo di personaggi così
solido e realistico, così completo ed efficace. Se è evidente,
guardando il film, che la sceneggiatura è opera di mani femminili,
sono le scene che vedono gli uomini riuniti nella terapia di gruppo
ad impressionare maggiormente. Ma quando Pilar torna dal marito, la
tensione in famiglia si fa palpabile, e le scene di violenza - più
o meno spinta - sono realmente sconvolgenti. E proprio grazie al modo
in cui i personaggi sono scritti, sono evidenti le ragioni delle loro
azioni, per quanto lo spettatore (la spettatrice) non possa non pensare
"io mi comporterei diversamente".
Laia Marull sarà una splendida sorpresa per il pubblico italiano,
per la convinzione e la precisione con cui dà vita ad una protagonista
a prima vista debole ma che in realtà sa ciò che vuole.
Al suo fianco, alcuni volti noti pur se non famosi. Tra tutti, Luis
Tosar (" I lunedì al sole ") è un Antonio realmente
angosciante, capace di giustificare ogni risvolto della trama che lo
riguarda con una recitazione ricca ma misurata.
Al di là del tema forte che viene affrontato, "Ti do i miei
occhi" è un film ottimamente realizzato, capace di emozionare
e far pensare. E nel cinema moderno non è certo poco.