Corriere della Sera (6/15/2007)
Maurizio Porro
Un gran bel documento sul secondo tempo della vita del celebre ex Beatles,
quando l'impegno suo e della signora Yoko contro la guerra del Vietnam,
alla metà dei '60, provocò l'irritazione di Nixon e quindi
il tentativo dell'Fbi di cacciare la pericolosa, sgradita coppia dagli
Usa. Il film di Leaf e Scheinfeld ci fa tornare vivi i ricordi e ci
pare attuale, basta cambiare guerra e canzone, ma «give peace
a chance» continua ad avere un senso. Insieme a Bobby, ai film
di Moore, a quello di Spike Lee su Katrina, questo preciso revival su
un'epoca irripetibile degli States e del mondo aiuta a capire il presente
e colma lacune della memoria. Montaggio stringato, scene inedite, cortei,
i poster pacifisti in 8 capitali. Overdose di Ono parlante, le scene
del viaggio di nozze a letto, multimedial gossip di allora, in epoca
neo maccartista: e tutto iniziò quando disse che i Beatles erano
più popolari di Gesù Cristo.
la
Repubblica (6/8/2007)
Roberto Nepoti
John Lennon tifava per la pace. E una rockstar carismatica come lui,
con la quale milioni di giovani s'identificavano, non poteva non dare
seri grattacapi all'Amministrazione americana impegnata nella guerra
del Vietnam. Così Nixon lo perseguitò facendolo spiare
dall'Fbi; riuscendo a espellerlo dagli States in base a una vecchia
condanna per detenzione di marijuana. Opera di due documentaristi appassionati
di musica pop, U. S. A. contro John Lennon racconta la parabola politica
dell'ex-Beatle, datandola dall'incontro con Yoko Ono (per Angela Davis,
la conversione fu palese quando Lennon compose "Revolution").
Vediamo i famosi bed-in di John e Yoko, quando la coppia restava a letto
una settimana di fila ricevendo la stampa e parlando d'amore e di pace.
Il film riporta pareri diversi tramite interviste e materiali di repertorio:
secondo alcuni, l'impegno politico di Lennon fu il primo caso di uso
consapevole di un mito per promuovere la causa pacifista. Per altri
John si sarebbe lasciato strumentalizzare dal Black Panther Party; per
altri ancora la sua influenza sarebbe stata sopravvalutata. Attraverso
le testimonianze di nomi autorevoli - da Noam Chomsky al senatore McGovern,
dal giornalista Cronckite al regista Oliver Stone - Leaf & Scheinfeld
riportano sullo schermo un'epoca di grande fervore civile e politico.
Ma soprattutto, considerano la musica e l'azione di Lennon per la pace
opere d'arte; "forse le sue più grandi opere d'arte dopo
lo scioglimento dei Beatles".