Soggetto:
David Atkins;
sceneggiatura: David Atkins e Emir Kusturica;
fotografia: Vilko Filac;
musica: Goran Bregovic, canzoni scritte da Bregovic e interpretate da
Iggy Pop;
montaggio: Andrija Zafranovic;
effetti speciali: Peerless Camera Co. Ltd.;
interpreti: Johnny Depp, Jerry Lewis, Faye Dunaway, Lili Taylor, Vincent
Gallo, Paulina Porizkova, Candyce Mason, Alexia Rane, Polly Noonan, Ann
Schulman...;
produzione: Claudie Ossard per Constellation/UGC/Hachette/Première con
la partecipazione di Canal + e del Ministero francese della cultura (CNC).
Orso d'argento e Premio Speciale della Giuria al Festival di Berlino,
1993. |
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Chiamato in Arizona dallo zio Leo (Lewis), desideroso
di convertirlo al sogno americano - Cadillac, successo e una moglie giovane
- Axel (Depp) frequenta invece una serie di irregolari: Elaine (Dunaway),
che ha ucciso il marito e sogna di volare su trabiccoli; la figlia Grace
(Taylor), gelosa dei successi erotici della madre e con propensione al
suicidio; e Paul (Gallo), che conosce a memoria Il padrino e Toro scatenato,
ma di cui nessuno apprezza il talento. Kusturica ama i suoi personaggi
e li segue nei loro tragitti folli e senza meta, in un mondo nel quale
il fantastico è sempre dietro l'angolo, e dove il racconto è ritmato da
sogni in cui compare il pesce volante del titolo italiano. Uno sguardo
sugli USA (la produzione è comunque francese) miracolosamente capace di
meravigliarsi senza appigliarsi a stereotipi, e un amore per il cinema
senza intellettualismi da primo della classe. La sequenza in cui Paul,
nell'ora del dilettante, mima la scena dell'aereo di Intrigo internazionale
- tempi morti compresi - rimarrà negli annali dell'umorismo surreale.
Spesso si ha l'impressione che qualche taglio avrebbe giovato - ma meglio
peccare per eccesso. Un cast diretto con grande intelligenza, nel quale
spiccano le rivelazioni Taylor e Gallo. (Paolo Mereghetti, Dizionario
dei film 1996, cit.) Congelato per sei anni dalla burocrazia della distribuzione,
esce nelle sale il sogno americano di Kusturica. Nel lontano '92, quando
il film è apparso, il regista non era stato ancora consacrato dalla palma
d'oro a Cannes per Underground, anche se Il Tempo Dei Gitani aveva già
conquistato, nello stesso festival, il premio per la regia. Il suo cinema
anarchico, costruito su una visionarietà pura, molto personale, è ben
lontano dai canoni della produzione media hollywoodiana e ha sconcertato
la Warner, che si è anche preoccupata di tagliarne una parte per il pubblico
americano, di circa 20 primi, onde raggiungere i più confortevoli 119
minuti. Ma il film è poi scomparso, la sua uscita rimandata a data da
destinarsi e dal '92 ad oggi è stato visto solo in particolari occasioni
quali festival o piccoli circuiti d'essai. Arizona Dream (conosciuto in
Italia anche come Il Valzer Del Pesce Freccia) è un'opera che si può amare
o odiare, ma che difficilmente può lasciare indifferenti per la sua originalità.
Johnny Depp è un talento straordinario, può permettersi di fare qualunque
cosa sulla scena. Interpreta Axel un ragazzo di 23 anni che è già disilluso
sulla vita, lavora con i pesci di cui ascolta i sogni perché essi sanno
già tutto del mondo, dato che possono fare a meno dell'intelligenza. Suo
zio Leo Sweeetie (Jerry Lewis) è il classico self-made-man, un venditore
di cadillac, "ultimo dinosauro che odora di acqua di colonia scadente
e crede nel sogno americano come un bambino di 10 anni". È pronto a sposare
la giovane Millie (Paulina Porizkova), coetanea del nipote e vorrebbe
che Axel venda auto come lui per il resto della vita. Elaine Stalker (Faye
Dunaway) è una bellissima signora, la cui maturità non adombra il magnetico
fascino. Vedova di un ricco proprietario di miniera, è ossessionata dal
volo e cerca con ostinazione di ricostruire un velivolo per solcare i
cieli della fattoria che ha ereditato. La sua figliastra, Grace (Lili
Taylor), è invidiosa del sex appeal della matrigna, è innamorata a tratti
della vita ("la vita è bellissima"), ma oscuramente affascinata dal suicidio
(desidera reincarnarsi in una tartaruga). Entrambe conquisteranno il giovane
Depp. Poi c'è un cugino un po' suonato, Paul Leger (Vincent Gallo), che
stravede per il cinema, sogna il mestiere d'attore, anzi già lo fa, recitando
benissimo intere sequenze da Il Padrino, Toro Scatenato e Intrigo Internazionale.
L'atipicità dei personaggi si fonde con il ritmo irrazionale, con immagini
surreali: il pesce "freccia" del titolo italiano che a più riprese svolazza
da una parte all'altra; l'ambulanza che vola verso la luna; gli eschimesi
(Axel e Leo) che si chiedono se è meglio avere gli occhi da un solo lato
del corpo (no, è solo diverso); le tartarughe che invadono le pietanze
disposte sul tavolo da pranzo; la banda musicale di mariachi che accompagna
molte scene. Le peculiarità del cinema di Kusturica ci sono tutte: un
senso particolare del ritmo musicale come la ripetizione ossessiva dello
stesso brano (Besame Mucho); la fusione sensuale dei corpi in un erotismo
gioioso e selvaggio, lontano dagli abituali cliscè; una evidente propensione
all'ipertrofia scenica. Kusturica assembla decine e decine di elementi.
Li fa ruotare, interagire. Nello stesso ambiente più azioni si svolgono
contemporaneamente, i corpi animati e non si muovono, qualche volta levitano,
in una confusione fantastica dall'impatto devastante, mentre i dialoghi
girano a vuoto contro ogni logica narrativa. È questo il pregio-limite
di Kusturica: comunicare a livello epidermico, sensoriale, pittorico con
uno stile che può essere scambiato per superficialità e inconsistenza.
© 1998 reVision, Andrea Caramanna
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