
il valore dello shock: john waters
Nonostante l'approdo ad Hollywood, nonostante le sue collaborazioni
con attori tutt'altro che sconosciuti, il nome di John Waters è
ancora poco considerato dal mondo ufficiale del cinema, in particolare
da noi.
Cominciamo dalle sue (pen)ultime produzioni: sono già approdati
sul piccolo schermo titoli come
Grasso è bello (Hairspray) oppure La signora ammazzatutti (Serial
Mom) o ancora Cry-Baby, rispettivamente con interpreti quali Deborah
Harry (aka Blondie), Kathleen Turner e Johnny Depp.
Risalgono al periodo a cavallo tra la fine degli '80 e la prima metà
dei '90 e sono solo la punta dell'"iceberg Waters", un iceberg
fatto di cattivo gusto, bassi istinti e ribaltamento dei valori comuni.
Certo chi conosce il regista di Baltimora per la sua ultima produzione,
non può fare a meno, se già non lo ha fatto, di andare
a recuperare le sue opere più 'antiche', nelle quali ruota una
serie di personaggi interpretati quasi sempre dagli stessi attori, primo
fra tutti Divine, monumentale travestito e attore feticcio di Waters;
per il pubblico abituato più che altro alla TV nostrana, una
sorta di Platinette ante-litteram (e oltreoceano).
La carriera del regista statunitense inizia nel '64, ma il suo nome
si fa largo nell'America underground a cavallo tra i '60 e i primi '70,
tra gli 'Yippies', ovvero gli hippies politicizzati e non esattamente
non-violenti. E' in quegli anni che nasce la 'Dreamland', la sua factory,
il suo entourage di lavoranti, attori e non, che lo seguiranno per molti
anni.
Waters ritrae la violenza amorevolmente, con cura e sembra rilassarsi,
traendo spunto dalla violenza stessa che pervade la vita di tutti i
giorni. Va a cercare e scovare le aberrazioni che ci sono all'interno
del classico nucleo familiare americano (occidentale) e lo sviscera
dissacrandolo. Per lui, cattivo gusto e divertimento coincidono. In
Female Trouble (1974), c'è un concentrato delle tematiche suddette:
Divine è una figlia della middle-class statunitense che se ne
va di casa la sera di Natale scaraventando l'albero in testa a sua madre
perché non le ha regalato le scarpe col tacco da cha cha cha.
Da quel momento un susseguirsi irreale e vorticoso di eventi, per lo
più violenti, la porterà ad una carriera da criminale
che culminerà alla morte sulla sedia elettrica (da lei gradita
perché considerata al pari di un Oscar nella professione del
crimine). Ma parlare di Female Trouble implica anche il citare altri
titoli cult di Waters quali Pink Flamingos (due 'famiglie' che si contendono
il titolo della 'gente più schifosa che esista'), Desperate Living
(ambientato a 'Mortville', città fantastica dove i criminali
esistono solo se sottomessi alle condizioni di vita umilianti della
regina Carlotta) o ancora Multiple Maniacs (un freak show ambulante
pieno di tossici e pervertiti).
A questo punto, attendiamo con ansia Cecil B. DeMented, il suo ultimo
film presentato all'ultima edizione di Cannes.
Per chi ne vuole sapere di più www.dreamlandnews.com oppure,
per restare alla carta stampata, 'Shock', l'autobiografia di Waters
finalmente tradotta in italiano, a cura di Vito Zagarrio, edita da Lindau.
E che il cattivo gusto sia con voi….
Cpt. B 8 SETTEMBRE 2000
http://www.dinamo2000.it/articoli.asp?id_art=94
