back Luis Trenker
 
Luis Trenker



Andreas Vent'anni fa, il 12 aprile del 1990 moriva a 98 anni Alois Franz Trenker, meglio noto come Luis Trenker. Personaggio poliedrico, fu guida alpina, maestro di sci, scalatore, architetto, attore, regista, scrittore, ma anche faccendiere, violinista, pittore.
È il più importante regista italiano degli anni '30, l'unico regista altoatesino che la storia ricordi, ma intorno a lui in Alto Adige ancora aleggia un'aura di tabù.
Dopo avere iniziato la carriera cinematografica come attore nei film di Arnold Fanck, regista pioniere e maestro del Bergfilm, riesce, in breve tempo, ad approdare alla regia.
Il suo film forse più famoso, Il Figliol Prodigo, sintesi assoluta della poetica trenkeriana, nel 1935, presentato al festival del cinema di Venezia, vince il Premio del Ministero della stampa e propaganda. La pellicola era destinata a vincere il primo premio assoluto ma, come poi dichiarato dal direttore dell'Ente Cinematografico Italiano di allora, gli americani, presenti con Greta Garbo in Anna Karenina, minacciarono di ritirarsi assieme a tutti i loro film se uno di essi non avesse occupato il gradino più alto del podio.
Il Figliol Prodigo entra di diritto nella storia del cinema e nell'immaginario collettivo per la celeberrima dissolvenza incrociata delle Dolomiti con i grattacieli di New York, con cui brillantemente Trenker riassume il viaggio del montanaro protagonista del film verso la realizzazione del sogno americano.
È evidente che l'aura di tabù sedimentatasi attorno all'autore e dovuta ai suoi travagliati rapporti prima con la Germania nazista e poi con l’Italia fascista, soprattutto nel periodo delle Opzioni, e che lo rese per motivi opposti inviso sia agli optanti per il Reich che ai loro oppositori, i Dableiber, è oggi da dissipare.
Trenker fu figura che, nonostante una certa propensione alla retorica della Heimat (la piccola patria) e un irrefrenabile bisogno di emergere che lo portò a volte al compromesso, nelle sue pellicole non cessò mai di esaltare lo spirito di ribellione (a volte quasi anarchico) nei confronti della prepotenza e della sopraffazione, non rinunciò ai suoi ideali di fratellanza e comprensione fra le genti di montagna di qualunque etnia, oltre a non cedere mai alle proposte di girare film smaccatamente propagandistici e razzisti per Hitler o per Mussolini. Qui sta, ad esempio,la differenza fra Trenker e la Riefenstahl.
Odiatissimo da Goebbels, che progettò la sua eliminazione (e già questo ne segnala l’importanza e la scarsa simpatia – contraccambiata - per il Nazismo), cercò semplicemente di continuare la sua opera di regista fra gli anni Venti e gli anni Quaranta. Un tempo noto in tutto il mondo per film come Il ribelle della montagna, Lettere d’amore dall’Engadina, Montagne in fiamme, Condottieri-Giovanni dalle bande nere, L’imperatore della California, Il figliol prodigo, girati come regista e attore in Germania, Italia, Austria, Svizzera, Stati Uniti, nei quali spiccano, in mezzo a talune ingenuità, momenti e sequenze indimenticabili per le soluzioni registiche, tecniche, tematiche e per la capacità di precorrere movimenti e correnti (in taluni passaggi, perfino il Neorealismo). Rimane ancora oggi è uno dei personaggi altoatesini più conosciuti al mondo.
Come il figliol prodigo protagonista della parabola biblica e del suo film più emblematico, Trenker ha bisogno di tornare nei cuori e nelle menti della gente della sua terra: gli vengano, finalmente, dedicate quelle vie e piazze che nella sua provincia vengono spesso titolate ai più oscuri personaggi locali.
Di recente il Cineforum Bolzano ha avviato il recupero della sua figura dedicandogli un nuovissimo sito internet (www.luis-trenker.it, con ricchissimi materiali fra cui alcune sequenze originali in streaming video) e intitolandogli anche il premio del festival Borderlands - Terre di Confine. Trenker ha operato in Alto Adige-Südtirol muovendosi sul filo del rasoio dei due regimi: quello fascista e quello nazista. Quale personaggio potrebbe meglio di lui rappresentare lo spirito del festival?
Quest'anno anche i Bozner Filmtage del Filmclub nell'ambito del festival ed in occasione del ventennale della morte presenteranno il documentario Auf schmalem Grat-der steile Weg des Luis Trenker (D-2009, 45 min) firmato da Steffi Illinger. Il sottoscritto stesso nel 2006 ha firmato il documentario Luis Trenker: Figliol Prodigo prodotto dallo studioZEM e dal Centro Audiovisivi Bolzano. Insomma, il mondo della cultura celebra ciò che il mondo della politica continua ottusamente ad avversare.