
A CLOCKWORK ORANGE (Gran Bretagna 1971)
(ARANCIA MECCANICA)
Soggetto: dal romanzo omonimo di Anthony Burgess(trad.
it. Un'Arancia a Orologeria)
Regia: Stanley Kubrick
Sceneggiatura: Stanley Kubrick,
Direttore della fotografia: John Alcott
Scenografia: John Barry, Russel Hagg, Peter Shields
Dipinti e sculture: Herman Makkink, Liz Moore, Christiane Kubrick
Musica elettronica:Walter Carlos
Musica:
"Musica per i funerali della Regina Mary" di Henry Purcell
"Ouverture" del "Guglielmo Tell" di Gioacchino Rossini
"Time Steos" di Walter Carlos
"Beethoviana" di Walter Carlos su motivi di Henry Purcell
e Ludwig Van Beethoven
"Molly Malone" di James Yorkston
"La Gazza Ladra" di Gioacchino Rossini
"Singing in the Rain" di Arthur Freed e Nacio Herb Brown,
cantata da Gene Kelly
"Pomp of Circumstance Marches" n.1 e n.4 di Edward Elgar
"Sheherazade" di Rimsky Korsakoff
"Overture to the Sun" di Terry Tucker
"I Want to Marry a Lighthouse Keeper" di Erika Eigen
Nona sinfonia di Beethoven arrangiata da Wandy Carlos
Montaggio: Bill Butler
Montaggio del suono: Brian Blamey, Gary Shepherd, Peter Burgess, David
Beesley
Missaggio del suono: Bill Rowe, Eddie Haben
Registrazione del suono: John Jordan
Consulenza tecnica: John Marshall
Costumi: Milena Canonero
Trucco e acconciature: Leonard di Londra
Assistente alla regia: Derek Cracknell
Stuntman: Roy Scammel
Interpreti:
Malcolm McDowell (Alex)
Patrick Magee (Mr. Alexander, lo scrittore)
Michael Bates (guardiano capo)
Warren Clark (Dim)
John Clive (attore della prova di guarigione)
Adrienne Corri (Mrs. Alexander, la moglie dello scrittore)
Carl Duering (Dr. Brodsky)
Paul Farrel (il vagabondo)
Clive Francis (Joe, il giovane a pensione dai genitori di Alex)
Michael Gover (governatore della prigione)
Miriam Karlin (Miss Weber, la signora dei gatti)
James Marcus (Georgie)
Aubrey Morris (Mr. P.R. Deltoid)
Godfrey Quigley (cappellano della prigione)
Sheila Raynour (madre di Alex)
Madge Ryan (Dr. Branom)
John Savident (oppositore del governo)
Anthony Sharp (Ministro dell'Interno)
Philip Stone (padre di Alex)
Pauline Taylor (Dottoressa Taylor, psichiatra)
Margaret Tyzack (oppositrice del governo)
Steven Berkoff (poliziotto)
Lindsay Campbell (ispettore)
Michael Tarn (Pete)
David Prowse (Julian)
Jan Adair, Vivienne Chandler, Prudence Drage (schiave del sogno), John
J. Carney (uomo del CID), Richard Connaught (Billyboy), Carol Drinkwater
(infermiera Feeley), Cheryl Grunwald (ragazza stuprata da Billyboy),
Gillian Hills (Sonietta), Barbara Scott (Marty), Virginia Wetherell
(attrice della prova di guarigione), Katya Wyeth (una ragazza), Barrie
Cookson, Gaye Brown, Peter Burton, Lee Fox, Craig Hunter, Shirley Jaffe,
Neil Wilson
Produttore: Stanley Kubrick
Produttore associato: Bernard Williams
Produzione: Warner Bros e Hawk Films, Polaris Productions
Distribuzione: Warner Brothers-P.I.C.
Durata: 137 minuti
Colore

TRAMA
Inghilterra, in un futuro imprecisato. Alex, capo di una banda giovanile,
si dedica alla violenza e allo stupro, nonché all'ascolto maniacale
della musica di Beethoven. Dopo aver aggredito un barbone e attaccato
una banda rivale, il giovane violenta la moglie di uno scrittore e uccide
un'altra donna. Tradito dai compagni, viene arrestato. In carcere accetta
di sottoporsi ad una terapia di rieducazione che associa a immagini
violente sensazioni dolorose e spiacevoli. La cura elimina in lui qualsiasi
desiderio di violenza. Riacquistata la libertà, Alex si trova
indifeso di fronte alla vendetta delle sue ex vittime e dei suoi stessi
compagni di banda, ora divenuti poliziotti. Terrorizzato, finisce per
rifugiarsi casualmente proprio dallo scrittore di cui aveva violentato
la moglie. Questi, per vendetta, lo spinge al suicidio. Scampato per
miracolo alla morte, Alex diventa eroe nazionale e gli viene offerto
di impiegare la ritrovata vocazione alla violenza per scopi istituzionali.

DIZIONARIO DEI FILM ( MORANDINI )
Dei tre film di Kubrick che si possono considerare fantascientifici
è il più violento e quello in cui parla più del
presente, appena caricato di connotazioni future. Come gli altri due,
è una favola filosofica che illustra con geniale lucidità
il suo discorso sulla violenza e sul rapporto tra istinto e società
anche se nemmeno lui, pur nel suo palese sforzo di stilizzazione grottesca,
si è sottratto ai rischi che si corrono al cinema nell'illustrazione
della violenza.

DIZIONARIO DEI FILM ( MEREGHETTI )
Dal romanzo di Anthony Burgess ' Un'arancia a orologeria ', Kubrick
trae una specie di pamphlet antiutopico sul nostro futuro prossimo,
dove dominano violenza e frustrazione sessuale frutti del disorientamento
e dell'impossibilità di realizzare i propri desideri. Al centro,
il problema della libertà di scelta raccontato senza falsi moralismi.
Per questo le scene di violenza (di una brutalità cruda ai limiti
della sopportabilità ma ironicamente commentate dalla musica
) sono necessarie e non gratuite. La straordinaria forza emotiva del
film nasce dalla somma di molti elementi: i materiali della cultura
alta volgarizzati da quella di massa (l'arte moderna del Korova Milk
Bar e la casa dell'amica dei gatti; le arie di Rossini e di Beethoven),
il linguaggio gergalizzato, la sistematica distruzione dell'illusione
di realtà (accelerazioni, ralenti, grandangoli), la colonna sonora
(elaborata elettronicamente da Walter Carlos). Nel 1971fu uno shock,
oggi è ancora un salutare pugno nello stomaco.

NUOVO DIZIONARIO UNIVERSALE DEL CINEMA (DI GIAMMATTEO)
Allegoria politica, da un romanzo parzialmente autobiografico di
Anthony Burgess (ma i titoli omettevano la referenza). Uno dei film
più noti di Kubrick e, con ogni probabilità, uno fra i
più controversi degli anni '70. La polemica - la società
è più violenta del teppista Alex, ma organizzata in modo
efficiente - si manifesta attraverso un uso vistoso e suggestivo dei
simboli contemporanei, che esercitò influenze anche sul costume.
Notevole dal punto di vista cinematografico per ricerca di immagine,
colore e suono (un accurato mixage di brani del repertorio beethoveniano,
Rossini, ' Singin in the Rain ', musiche originali). Il film include
numerose scene di brutalità repulsiva, tanto che, dopo la prima
circolazione, l'autore dovette rimontarlo per renderlo meno violento.
Prodotto - scritto - diretto da Kubrick, ' Arancia meccanica 'fu candidato
agli Oscar 1971 per miglior film, regia, sceneggiatura. La critica americana
fu arcigna o appena condiscendente: vide soprattutto la noia generata
dalla ripetitività delle scene di violenza. La critica europea
fu assai più favorevole, anche se non unanime nel giudizio positivo
(occorre ricordare che le buone accoglienze furono tutte di intellettuali,
mentre il pubblico non mostrò soverchio interesse ). Nocque,
certo, al film la veemenza incontrollata, spesso sopra le righe, con
cui del resto volutamente si esprimeva. Forse gli nocque anche una struttura
narrativa non sempre chiara ed equilibrata (di fatto, a sequenze efficaci
come lo stupro iniziale e la proiezione di orribili immagini di violenza
a un Alex cui si impedisce di chiudere gli occhi, si alternano fiacche
variazioni polemiche sulla società repressiva).

DIZIONARIO DI TUTTI I FILM ( FARINOTTI )
Ambientato nel futuro, ormai alle porte, e tratto da ' Arancia ad orologeria
' di Anthony Burgess. Geniale traversata di generi (fantascienza, storico,
drammatico, comico, grottesco, orrore), un film che mostrando la violenza
vuole esserne un contro - manifesto. Accolto da polemiche e ovazioni
al suo apparire ha avuto un sequestro di molti anni in Francia mentre
in Gran Bretagna non può essere ancora proposto né al
cinema né in videocassetta. L'ambiguità del personaggio
era necessaria per mostrare le diverse violenze insite, a vari livelli,
nella medicina, nella polizia, nella politica e nella gente comune.
Quando Alex viene guarito, non può gestire le proprie scelte.
Diventa docile non per volontà ma per allergia (sente nausea
quando cerca di usare violenza, anche se cerca di difendersi). La più
grande prova al cinema di Malcolm McDowell che ha ideato alcune scene
storiche, tra cui quella dello stupro a tempo di I'm singing in the
rain. Le musiche di Beethoven e Rossini rielaborate da Walter Carlos
e le immagini grandangolo di John Alcott accrescono l'immersione nell'incubo.
Doppiaggio italiano all'altezza dell'originale.

DIZIONARIO DEI FILM ( GEORGE SADOUL )
Film quasi profetico nella raffigurazione della violenza quotidiana
nelle metropoli con la brutalità e i suoi simboli da cui sembra
impossibile liberarsi. Tra le scene più impressionanti il ' lavaggio
del cervello ' a cui viene sottoposto Alex, costretto a guardare fisso
un filmato sul nazismo con l'accompagnamento musicale, sempre più
assordante del coro della Nona Sinfonia di Beethoven. Kubrick dà
ancora molta importanza alla funzione della musica e all'uso del colore:
forte e brillante durante le allucinanti violenze di Alex, più
naturalistico quando Alex pare recuperato.

TEMPI MODERNI.COM
Nel 1962, lo scrittore britannico Anthony Burgess diede alle stampe
il romanzo Arancia Meccanica, concependolo "come una forma d'esorcismo
di mie esperienze personali". Infatti, durante un bombardamento
notturno della Luftwaffe, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, tre
disertori americani derubarono, violentarono e picchiarono selvaggiamente
sua moglie; ella perse la creatura che portava in grembo e soffrì
d'una emorragia interna che contribuì alla sua precoce dipartita,
all'età di soli quarant'anni. Suggestionato dalle contemporanee
gesta dei teddy-boys, Burgess strutturò il suo lavoro in guisa
d'un mistero medievale: autore di scaturigine cristiana, egli forgiò
una specie di parabola all'insegna dell'umano-spoglia-rinnova tipico
delle sacre rappresentazioni, con il malvagio protagonista Alex capace
di redimersi e ritrovare la retta via. Nel '64, Mick Jagger voleva interpretare
il ruolo di cui sopra, ma nessun produttore se la sentì di rischiare
nell'adattamento di un testo così fortemente connotato sui versanti
di sesso e violenza, per paura di possibili ritorsioni censorie. Così,
il progetto rimase incompiuto sino a che Stanley Kubrick decise che
ne avrebbe tratto un film, quasi un addentellato del suo celebratissimo
2001: Odissea nello spazio (1968): poiché gli eventi che si svolgono
nella pellicola, pur collocabili nel futuro, non posseggono datazione
alcuna, è possibile che il regista avesse l'intenzione di mostrarci
cosa accadeva sulla terra mentre Poole, Bowman ed H.A.L. si trovavano
nelle galassie. Mentre il pur controverso 2001 venne accolto da un entusiasmo
senza riserve e collocato nell'ambito dei capi d'opera dalla critica,
essa finì invece per spaccarsi nel giudizio su Arancia meccanica
(1971): mentre Vincent Canby scrisse sul New York Times che il film
costituiva un serio tentativo di "analizzare il significato del
clima sociale capace di tollerare simili comportamenti", Fred M.
Hechinger sulle colonne del Times parlò di un pessimismo sulle
sorti dell'uomo di marca decisamente fascista, Pauline Kael (New Yorker)
accusò il film di "fornir motivo di divertimento alla parte
delinquenziale delle platee" e Roger Ebert (Chicago Sun-Times)
lo definì "una paranoide fantasticheria destrorsa mascherata
da ammonimento orwelliano". Rispetto alla pagina scritta, le modifiche
apportate da Kubrick sono di non poca entità, pur senza troppo
variare le linee essenziali del racconto, che vede Alex - giovane capobanda
d'un agguerrito manipolo di teppisti - tradito dai suoi e catturato
dalla polizia dopo una serie di efferate scorribande notturne incentrate
su pestaggi, stupri, omicidi. Tradotto in carcere, egli accetta di sottoporsi
ad un trattamento sperimentale d'ispirazione pavloviana, denominato
tecnica di Ludovico, capace d'inibire al soggetto curato ogni reazione
violenta: liberato dalla cattività, Alex ripercorre alla rovescia
l'itinerario che egli aveva costellato di scelleratezze subendo l'ira
vendicatrice di coloro cui aveva fatto torto e giungendo fino a tentare
il suicidio. Laddove l'opposizione politica sta per impadronirsi della
vicenda del giovane per farne una caso esemplare, il potere interviene
riconsegnando al Nostro la volontà di decidere liberamente: che
nel libro verrà adoperata per rientrare nella norma, con tanto
di moglie e famiglia, nel film costituirà l'occasione per tornare
ai vecchi vizi, magari con indosso una divisa di tutore dell'ordine.
Qui sta uno dei punti dolenti del film, foriero di roventi polemiche
ed interminabili discussioni: Kubrick sembra voler affermare che non
esiste una terza via fra violenza di Stato e violenza autogestita, che
la riabilitazione dei criminali è pura utopia, che l'uomo non
è un nobile selvaggio, è invece ignobile. Egli è
irrazionale, brutale, debole, sciocco, incapace di essere obiettivo
su qualunque cosa vada a toccare il proprio interesse. L'adulta, radicale,
antirousseauiana negatività dell'autore viene dai più
scambiata per propensione reazionaria: in questa sorta di Candide-anti-Candide
dove l'id sembra aver vinto definitivamente la partita con il super-ego,
ci si permette di affermare che nessuna forma di ribellismo è
praticabile perché non vi sono istanze di classe (la famiglia
di Alex è proletaria, egli stesso è un lumpen, ma - barboni
a parte - non esistono reietti: il sistema funziona, limitando al massimo
le sacche di miseria e quindi il brodo di coltura delle rivoluzioni)
da far trionfare ed in ogni caso il sistema provvederebbe a tutto inglobare,
tutto normalizzare. Siamo assai al di là della gramsciana convivenza
dinamica tra pessimismo della ragione ed ottimismo della volontà:
l'universo buio descritto in Arancia meccanica appartiene ad una orribilità
acronotopica, dalla quale non vi è, non vi è stato ne
mai vi sarà scampo. Si aggiunga a ciò - e qui veniamo
al secondo motivo di scandalo per benpensanti d'ogni colore - la rappresentazione
delle gesta dei Drughi capitanati da Alex, inscenate con un occhio gelido
e non partecipante epperciò accusato di una sorta di cinismo,
di volontaria assenza di giudizio: pareri espressi malgrado l'evidente
intenzione registica di rendere la ferocia di detti atti in termini
più stilizzati che realistici, più chiaroscurati che sanguinari.
Certo, Kubrick ha corso i propri rischi nell'adoperare Singing in the
rain a commento delle atrocità perpetrate nei confronti dei coniugi
Alexander, molto azzardando in una rappresentazione della violenza comunque
esposta al rischio di fraintendimenti o peggio (e le scalmane talvolta
seguite alla proiezione del film o le gesta di sciagurati a loro dire
ispiratosi ad esso hanno una loro innegabile eloquenza); su questo versante
ha forse perso ai punti, per quanto di inevitabilmente ambiguo - in
termini di fascinazione subita, o provocata - c'è nel mettere
in scena determinati atti: ma è innegabile che Arancia meccanica
resti - per dirla con Goffredo Fofi - uno dei film più illuminanti
sulla mediocre dialettica sociale dei nostri anni. Se qualcosa di debole
v'è nel film, semmai, è riscontrabile nella seconda parte,
dal momento in cui Alex entra in prigione: vi si affaccia un sentore
di sermoneggiante e ritualistico che risulta a tratti irritante, la
via crucis all'incontrario patita dal protagonista ha del fastidiosamente
dimostrativo e del prevedibilmente programmatico, solo l'ironico scatto
di regia finale - che ripristina il sorriso sardonico dell'Alex vecchia
maniera - fa nuovamente decollare le sorti della pellicola. Ciò
detto, Arancia meccanica resta nel complesso uno dei film più
importanti della sua epoca e forse il maggiormente rivelatore dell'ideologia
kubrickiana: quella di un cineasta che, pur muovendosi nell'ambito del
sistema, ha rivolto nei confronti dell'universo capitalista e borghese
una critica puntuale, feroce, motivata quant'altri mai; non essendo
egli un rivoluzionario, ha tuttavia svolto un lavoro di metodica distruzione
di usi, costumi, istituzioni dell'Occidente (segnatamente degli Usa)
che non ha l'uguale. Ciò che più conta, lo ha fatto dando
vita ad opere straordinarie, forse quelle che meglio hanno espresso
la specificità del cinematografo come arte autonoma ed indipendente:
di ciò, chiunque ami la decima musa mai gli sarà sufficientemente
grato.
RICONOSCIMENTI
ACADEMY AWARDS ( USA )
4 nominations 1972
miglior film
miglior regia : Stanley Kubrick
miglior sceneggiatura non originale : Stanley Kubrick
miglior montaggio : William Butler
GOLDEN GLOBES ( USA )
3 nominations 1972
miglior film drammatico
miglior regia : Stanley Kubrick
miglior attore protagonista per un film drammatico : Malcolm McDowell
BRITISH ACADEMY AWARDS ( GB )
7 nominations 1973
miglior film
miglior regia : Stanley Kubrick
miglior sceneggiatura non originale : Stanley Kubrick
miglior montaggio : William Butler
miglior direzione artistica : John Barry
miglior fotografia : John Alcott
miglior sonoro : Brian Blamey, John Jordan, Bill Rowe
NEW YORK FILM CRITICS CIRCLE AWARDS ( USA )
2 nominations con 2 NYFCC Award 1971
MIGLIOR FILM
miglior regia : STANLEY KUBRICK