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THE SHINING (Gran Bretagna 1980) (SHINING)
Soggetto: dall'omonimo romanzo di Stephen King Regia: Stanley Kubrick Sceneggiatura: Stanley Kubrick, Diane Johnson Direttore della fotografia: John Alcott Art Director : Roy Walker Fotografia seconda troupe: Douglas Milsome Suono: Ivan Sharrock, Richard Daniel Musiche e canzoni: "The Shining", "Rocky Mountains" di Wendy Carlos e Rachel Elkind "Lontano" di György Ligeti " Musica per corde, percussioni a celesta" di Béla Bartok "Ultrenja: il risveglio di Jacob", "De Natura Sonoris n.2" di Krzysztof Penderecki "Home" di Henry Hall Montaggio: Ray Lovejoy Operatori: Kelvin Pike, James Devis, Garrett Brown (steadycam) Fotografia dall'elicottero: MacGillivray Freeman Films Costumi: Milena Canonero Trucco: Tom Smith Acconciature: Leonard di Londra Assistente alla regia: Brian Cook Assistente personale di Kubrick: Leon Vitali Interpreti: Jack Nicholson (Jack Torrance) Shelley Duvall (Wendy Torrance) Danny Lloyd (Danny Torrance) Scatman Crothers (Halloran) Barry Nelson (Stuart Ullman) Philip Stone (Delbert Grady) Joe Turkel (Lloyd) Anne Jackson (pediatra) Tony Burton (Larry Durkin) Lia Beldam (giovane donna nel bagno) Billie Gibson (vecchia nel bagno) Barry Dennen (Watson) David Baxt (prima guardia forestale) Manning Redwood (seconda guardia forestale) Lisa Burns e Louise Burns (le gemelle Grady) Robin Pappas (infermiera) Alison Coleridge (segretaria di Ullman), Burnel Tucker (poliziotto), Jana Sheldon (hostess), Kate Phelps (addetta alla reception dell'Overlook), Norman Gay (cliente ferito) Produttore: Stanley Kubrick Produttore esecutivo: Jan Harlan Direttore di produzione: Douglas Twiddy Produzione: Hawk Films/Peregrin per Worner Brothers Production Distribuzione: Warner Brothers Productions-P.I.C. Durata: originale 146 minuti, poi 144 minuti, attuale 120 minuti Colore ![]() TRAMA Jack Torrance, uno scrittore che ha accettato l'incarico di guardiano invernale dell'Overlook Hotel, parte per le Montagne Rocciose del Colorado insieme alla moglie Wendy e al figlioletto Danny. Avvertito delle precedenti tragedie prodotte dal lungo isolamento in quel luogo impervio, Torrance sembra essere interessato soltanto ad un posto tranquillo in cui scrivere il suo romanzo. Dotato di una percezione extra-sensoriale di cui è a conoscenza soltanto il capocuoco Hallorann, il piccolo Danny stabilisce un contatto con le figlie uccise da uno dei precedenti custodi. Incapace di scrivere il suo libro, Jack si identifica progressivamente con il guardiano omicida, terrorizza la moglie e il figlio, uccide con l'ascia Hallorann che è tornato per indagare. In preda alla follia assale Wendy e Danny: il bambino si rifugia nel labirinto antistante l'albergo, mentre infuria una bufera, e riesce a trovare l'uscita. Torrance vi muore assiderato. Madre e figlio si mettono in salvo grazie ad un gatto delle nevi. ![]() DIZIONARIO DEI FILM ( MORANDINI ) Più che un film dell'orrore e del terrore, è un thriller fantastico di parapsicologia che precisa, dopo ' 2001: odissea nello spazio ' e ' Arancia meccanica ', la filosofia di Stanley Kubrick. L'aneddotica di S. King diventa fiaba e rilettura di un mito, di molti miti, da quello di Saturno a quello di Teseo e del Minotauro, per non parlare del tema dell'Edipo. Il prodigioso brio tecnico - espressivo è al servizio di un discorso sul mondo, sulla società e sulla storia. Totalmente pessimista, Kubrick nega e fugge la storia, ma affronta l'utopia riaffermando che le radici del male sono nell'uomo, animale sociale, ma non negando, anzi esaltando, la possibilità di una riconciliazione futura, attraverso il bambino e il suo shining (luccicanza) e quella di una nuova e diversa concordia. Abbreviato di 4 minuti dallo stesso Kubrick. La durata di 120 minuti è quella di un'edizione italiana non approvata dal regista - produttore. ![]() DIZIONARIO DEI FILM ( MEREGHETTI ) Un thriller di grande effetto spettacolare, ma anche una nuova lucida riflessione sulle radici del Male nascoste dentro l'essere umano. Tratto da un mediocre romanzo di Stephen King (che non si dichiarò soddisfatto di come Kubrick l'aveva stravolto), il film rivisita i canoni del genere horror con una essenzialità narrativa straordinaria (prossima al rispetto della legge aristotelica delle tre unità) ma li riempie di suggestioni e ambiguità disturbanti, che l'uso della steadycam con le sue interminabili carrellate fluttuanti accentua e ingigantisce: la gelosia del padre Saturno verso il figlio Pollicino; l'impotenza dell'intellettuale di fronte alla vitalità infantile; lo scontro tra l'irrazionalità degli adulti e la ' nuova razionalità ' del bambino; la superiorità dell'occhio sulla lingua e della visione sulla scrittura; il gioco del doppio e delle simmetrie. Il doppiaggio è stato curato dallo stesso regista, che ha scelto di persona anche l'equivalente italiano del proverbio che Torrence continua a scrivere ("Il mattino ha l'oro in bocca", in originale "All work and no play makes Jack a dull boy", il lavoro senza svago rende Jack un triste figuro). Giancarlo Giannini dà la voce a Nicholson, istrionico come non mai. NUOVO DIZIONARIO UNIVERSALE DEL CINEMA ( DI GIAMMATTEO ) Horror film di ambizioni parafilosofiche, nello stile kubrickiano di visitazione dei generi. Il finale rilancia ' en abime ' l'angoscia e il mistero di una storia che non si conclude nelle sue apparenze: il ritratto di Torrance, sereno e sorridente, ricompare in una fotografia del 1929 che rappresenta vecchi ospiti dell'albergo. Film realizzato con estrema cura, dalle immagini alla scenografia, alle scelte musicali, ' The Shining ' è ampiamente celebrato per la sua rifinitezza formale. D'eccezione i mezzi linguistici di S. Kubrick: il lungo carrello aereo d'apertura (sulla colonna sonora, il tema del ' Dies Irae') e soprattutto l'innovativo steadicam (l'apparecchio che unisce i vantaggi di un dolly e quelli di una macchina a mano): il regista lo usa abbondantemente, con effetti eccellenti e a volte sorprendenti (le corse di Danny su un'automobilina per i corridoi dell'albergo, l'avanzare di Jack sullo scalone che sovrasta la hall, l'inseguimento notturno nel labirinto). L'incubo della solitudine e della follia si manifesta nel volto di Jack e di Wendy, ma anche nello sguardo calmo e ambiguo del bambino. La brutalità non può essere vinta, mai, in nessun luogo: Kubrick lo rende esplicito. ![]() DIZIONARIO DEI FILM ( GEORGE SADOUL ) "È la storia l'elemento più importante, oppure essa non è che il mezzo per produrre del piacere e per mantenere acceso l'interesse, mentre la vera preoccupazione dell'autore è nell'aspetto formale dell'opera? Non so rispondere a questa domanda " dice Kubrick. Questo film potrebbe essere un tentativo di rispondere a quella domanda. Un continuo alternarsi fra il reale e i fantasmi, fra la follia di un uomo e la follia degli elementi. Grande è qui in ogni caso la forza di Kubrick, che lancia la macchina da presa in corse folli, per dinamizzare un genere cinematografico spesso fiacco, quale il film di fantasmi. TEMPI MODERNI.COM Shining, undicesimo film diretto da Kubrick, è il risultato di una caparbia ossessione del regista nel voler trasporre su schermo una storia dell'orrore, utilizzando le più sofisticate tecniche cinematografiche che il cinema poteva offrire. Il film, infatti, fu uno dei primi ad usare la steady-cam, lasciando stupefatti gli spettatori più attenti per la fluidità e la perfezione d'alcune scene che, fino a quel momento, potevano essere riprese solo con una traballante macchina a mano. Dopo aver analizzato e brutalmente scartato decine di romanzi horror, Kubrick trovò nell'omonimo libro di Stephen King ciò che andava cercando. Tralasciando la dubbia originalità della trama, possiamo affermare che il regista fu attratto dalla capacità dello scrittore nel raccontare una storia, nel farla vivere pagina dopo pagina fino al totale e completo rapimento del lettore. I cambiamenti che Kubrick apportò alla trama originale, aspramente criticati da King, hanno infine trasformato completamente il senso di Shining; due in particolare sono da ritenersi fondamentali: il finale, tanto complesso e aperto a mille interpretazioni nel film quanto lineare e diegeticamente corretto nel libro, e il labirinto (assente dal romanzo) che fornisce una delle possibili chiavi di lettura dell'intera opera. Difficile, in ogni caso, dare un significato a un'opera in cui le singole sequenze che la compongono hanno, finanche nei loro minimi atti, l'autorità di cosa giudicata, ma raggruppate formano un insieme in cui i percorsi interpretativi si diramano come schegge impazzite nelle più disparate direzioni. Da tradizionalissimo racconto di fantasmi, Shining è divenuto nelle mani del regista una profonda riflessione sulla follia legata alla creatività e sulla capacità dell'arte di invadere, in modo malvagio e distruttivo, l'esistenza stessa dei protagonisti. Così lo "shining" (in italiano "luccicanza") che dà motore alla storia assume la funzione minimalista di oggetto prettamente funzionale allo svolgersi della narrazione, mentre gli allucina(n)ti incontri di Jack Torrance nelle desolate aree dell'albergo disegnano un inquietante profilo che scivola quasi immediatamente dal paranormale allo stato psicologico. Il labirinto che Jack osserva in una miniatura dell'albergo intravedendo, grazie ad un accorto gioco tecnico di ripresa, le figure della moglie e del figlio ormai irrimediabilmente sperduti fra curve e vicoli ciechi, è il corso stesso dei suoi pensieri in cui la logica vaga allo sbando alla ricerca di una possibile via d'uscita. Nel romanzo di King Jack Torrance ritrova infine la forza di sfuggire alla possessione diabolica suicidandosi, trovando quindi un tardivo ma provvidenziale percorso logico alle sue azioni. In Kubrick il protagonista è irrimediabilmente perso, dannato, sin dal momento in cui, con lucida follia, compone centinaia di pagine con l'ossessivo motto "il mattino ha l'oro in bocca" (in originale: "all work and no play makes Jack a dull boy", cioè "troppo lavoro e nessuno svago fanno di Jack un tipo sciocco"). Le esplosioni di orrore che investono i protagonisti, sospese tra realtà e visione, sono in quest'ottica un progressivo avvicinamento al baratro della follia. La moglie di Jack, ormai disperatamente coinvolta nel gioco omicida instaurato dal marito, varcherà infine la sottile linea che intercorre fra delirio e raziocinio quando, benché priva di poteri paranormali, osserverà come reali le inquietanti visioni di lussuriosi ospiti in maschera impegnati in una fellatio. Ma "Shining" è un labirinto in cui risulta fin troppo facile perdersi: meglio gustarlo, allora, come esemplare horror di fine millennio e lasciare che gli interrogativi, anche i più balzani, sgorghino copiosi dalla sinistra visione di quella foto d'epoca che chiude il film, in cui un Jack Torrance che non dovrebbe trovarsi lì, ci sorride sornione. RICONOSCIMENTI ACADEMY OF SCIENCE FICTION, HORROR AND FANTASY FILMS ( USA ) 2 nominations con 2 SATURN Award 1981 MIGLIOR FILM DELL'ORRORE miglior attore non protagonista : SCATMAN CROTHERS |
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