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SPARTACUS (USA 1960)

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Soggetto: dal romanzo omonimo di Howard Fast
Regia: Stanley Kubrick (che sostitui Anthony Mann)
Coregista: Anthony Mann
Sceneggiatura: Dalton Trumbo
Direttore della fotografia: Russel Metty, Clifford Stine ( Super Technirama 70mm Technicolor)
Production Designer: Alexander Golitzen, Roger Furse (assistente)
Art Director: Eric Orbom
Scenografia: Russel A. Gausman, Julia Heron
Suono: Waldon O. Watson, Joe Lapis, Murray Spivack, Ronald Pierce
Musica: Alex North
Direttore d'orchestra: Alex North, Joseph Gershenson
Montaggio: Robert Lawrence, Robert Schultz, Fred Chulack
Consulenza tecnica: Vittorio Nino Novarese
Titoli e consulenza grafica: Saul Bass
Costumi: Bill Thomas, Peruzzi, Valles
Regista seconda unita': Irving Lerner
Interpreti:
Kirk Douglas (Spartaco)
Laurence Olivier (Marco Crasso)
Jean Simmons (Varinia)
Charles Laughton (Gracco)
Peter Ustinov (Lentulo Batiato)
Tony Curtis (Antonino)
John Gavin (Giulio Cesare)
Nina Foch (Elena)
Herbert Lom (Tigrane)
John Ireland (Crisso)
John Dall (Glabro)
Charles McGraw (Marcello)
Joanna Barnes (Claudia)
Harold J. Stone (David)
Woody Strode (Draba)
Peter Brocco (Ramon)
Paul Lambert (Giannico)
Robert J. Wilke (capitano della Guardia)
Nicholas Dennis (Dionysio)
John Hoyt (ufficiale romano)
Fred Worlock (Lelio)
Dayton Lummis (Simmaco)
Jill Jarmin (Giulia)
Jo Summers (schiava), Lily Valenti (vecchio Crono), James Griffith (Ottone), Joe Haworth (Mario), Dale Van Syckel (allenatore), Vinton Haywort (Metallio), Carleton Young (araldo), Herlene Hill (mendicante); Leo Penn (ufficiale della guarnigione); Harry Harvey Jr, Eddie Parker, Harold Goodwin, Chuck Robertson (schiavi); Saul Gorss, Charles Horvath, Gil Perkins (capi degli schiavi); Bob Morgan, Reg Parton, Tom Steele (gladiatori); Dick Crockett, Harvey Parry, Carey Loftin (guardie); Bob Burns, Seaman Glass, George Robotham, Stubby Kruger (pirati); Chuck Courtney, Russ Saunders, Valley Keene, Tap Canutt, Joe Canutt, Chuck Hayward, Buff Brady, Vliff Lyons, Rube Schaffer (soldati); Ted de Corsia, Artur Bathanides, Robert Stevenson (legionari); Terence de Marney (servitore capo)
Produttore: Edward Lewis
Produttore esecutivo: Kirk Douglas per Bryna Productions
Distribuzione: Universal-C.I.C.
Durata: durata originale196minuti, durata attuale 183 minuti
Versione ristrutturata a colori

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TRAMA
Lo schiavo trace Spartaco, condannato a morte per avere picchiato un romano, viene salvato da Lentulo Batiato, un uomo senza scrupoli, che possiede una scuderia di gladiatori destinati a combattere in pubblico. Portato nella palestra di Batiato, Spartaco impara l'arte del gladiatore, diventando uno dei combattenti migliori. Per intrattenere Marco Crasso e le sue donne Spartaco è obbligato a combattere e uccidere Draba, un guerriero etiope suo amico. In preda alla rabbia per la crudeltà dei romani Spartaco incita alla rivolta tutti i gladiatori di Batiato che riescono a fuggire. Ben presto la notizia si sparge in tutto l'impero e Spartaco si ritrova così alla guida di 60.000 schiavi fuggiti per riconquistare la libertà. Dopo avere travolto in battaglia la guarnigione di Glabro, protetto di Marco Crasso, Spartaco viene raggiunto in montagna da Varinia, una volta schiava di Batiato, e da Antonino, a sua volta servo di Crasso. Spartaco decide di uscire dall'Italia con gli altri schiavi e assolda un pirata, Tigrane, affinché gli fornisca le navi. Nel frattempo a Roma Crasso attende l'occasione per prendere il potere. Gli si oppongono Gracco, capo dei plebei, e il suo alleato Giulio Cesare. Arrivato con la sua armata sulla costa Spartaco scopre di essere stato tradito da Tigrane. Roma, infatti, ha pagato i pirati che perciò non gli daranno più le navi. Gli schiavi sono sterminati, Antonino e Spartaco sono condotti a Roma. Crasso trova Varinia, moglie di Spartaco, con il suo bambino appena nato. Tenta di sedurla ma non vi riesce. Per vendetta Crasso ordina ad Antonino e Spartaco di combattere tra di loro. Il sopravvissuto dovrà essere crocifisso. Spartaco uccide Antonino e viene messo in croce. Poco prima di morire Varinia gli mostra il figlio, nato libero in seguito all'intervento di Gracco.

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DIZIONARIO DEI FILM ( MORANDINI )
Come film di Stanley Kubrick è un ibrido: troppe paternità (lo sceneggiatore Dalton Trumbo e soprattutto il produttore - attore Kirk Douglas, che in un primo tempo aveva ingaggiato il regista Anthony Mann) e una certa eterogeneità stilistica. È poco kubrickiano il richiamo a una nozione di progresso di cui la vicenda del 'primo rivoluzionario della storia' è simbolica portatrice. Gli appartiene per le scene di battaglia e di violenza (cui collaborò il grafico Saul Bass), la mescolanza di ragione e passione nei personaggi principali, la splendida direzione degli attori tra cui spiccano L. Olivier e C. Laughton. È, comunque, il migliore - e il più adulto - dei colossi storici di Hollywood. Ridistribuito nel 1991 in un'edizione restaurata con l'aggiunta di una quindicina di minuti.

DIZIONARIO DEI FILM ( MEREGHETTI )
Tratto da un romanzo di Howard Fast, sceneggiato da Dalton Trumbo, Kubrick è subentrato alla regia dopo che Anthony Mann aveva litigato col produttore Douglas, ma non si è mai riconosciuto nel risultato. Certo, 'Spartacus' è un gradino al di sopra dei kolossal hollywoodiani, c'è del talento visivo nelle scene di massa (pensate graficamente da Saul Bass) e i personaggi non sono di cartapesta; ma il progetto di girare il primo kolossal rivoluzionario della storia del cinema rimane a metà per i contrasti in fase di sceneggiatura tra Trumbo e Douglas. Esagerata, come sempre in questi casi, la durata. Nella versione restaurata di 196', uscita nel 1991, Anthony Hopkins ha doppiato Laurence Olivier (che interpreta Marco Crasso) nelle scene nuove in cui mancava il sonoro e nelle quali è esplicitata la sua relazione omosessuale con Antonino (Curtis).

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NUOVO DIZIONARIO UNIVERSALE DEL CINEMA ( DI GIAMMATTEO )
A 31 anni, dopo quattro film di genere diametralmente opposto (re noir e un film di guerra), Stanley Kubrick accetta l'invito di Kirk Douglas e mette la sua sapienza registica al servizio di un kolossal ambientato nell'antica Roma. Se nulla 'Spartacus' ha in comune con i tre noir, qualche contatto può esserci, almeno sul piano tematico (o, se si vuole, ideologico), con ' Orizzonti di gloria ', giacché alla base di entrambi i film, pur così differenti, v'è 'la ideologia democratica, con una particolare connotazione socialista nel secondo caso.' Spartacus' nasce dall'omonimo romanzo scritto nel 1952 da Howard Fast (tre milioni di copie vendute, traduzioni in trentacinque lingue). Douglas ne affida la riduzione a Dalton Trumbo, uno dei 'dieci di Hollywood' che subirono la persecuzione maccartista e che qui per la prima volta si può presentare, dopo un decennio di clandestinità e di pseudonimi, con il suo vero nome. È una storia esemplare di lotta per la libertà, strutturata in maniera eccellente, con il ricorso puntuale a tutti gli ingredienti melodrammatici che si addicono ai meccanismi epici della tradizione occidentale (Bibbia, ovviamente, compresa). Kubrick non ha bisogno di ambientarsi, perché i sopratoni della materia storica e gli allestimenti scenografici di ampie dimensioni ha già mostrato di saperli padroneggiare con polso fermissimo. ' Grande ' film in tutti i sensi, 'Spartacus' introduce il regista nel regno del colore (la fotografia rutilante è di Russell Metty, premiato con l'Oscar). È un ingresso clamoroso, funzionale allo spettacolo, ma non pertinente sul terreno dell'espressione, e dei suoi significati, come poi saranno ad esempio 'Arancia meccanica', 'Shining', 'Full metal jacket'. Che Kubrick sia uomo di spettacolo, nessun dubbio. Ma che sia soltanto uomo di spettacolo, o preoccupato essenzialmente dello spettacolo, il suo successivo, e più autentico, percorso di autore lo esclude. In 'Spartacus' - costato 4 milioni di dollari e girato fra Hollywood e Madrid ( qui hanno luogo le riprese della battaglia fra le legioni di Crasso e le schiere dei ribelli, in cui sono impiegati 8 mila soldati dell'esercito spagnolo ) - si afferma una concezione dello spettacolo non molto diversa da quella di De Mille, purchè si tenga conto che al formale spiritualismo del maestro de 'I dieci comandamenti' si sostituisce l'ideologia socialista e democratica di un laico in dura polemica con il proprio tempo. Ma non si esce dal terreno demilliano. Neppure per quanto riguarda la recitazione, pregio indiscutibile e raffinato di 'Spartacus '. Poiché, se formidabili appaiono le prestazioni di Laurence Olivier, di Charles Laughton, di Peter Ustinov, di Woody Strode (Draba) e dello stesso Kirk Douglas nelle vesti del protagonista, nulla di veramente nuovo Kubrick introduce nel tessuto del gesto e della parola che si addicono all'epos cinematografico. La novità è evidente, invece, nella psicologia del rapporto Spartaco - Antonino, dove amicizia e attrazione sessuale, pietà e amore, si confondono sino ad annullarsi reciprocamente per dar vita ad una elegante (e perfino dolorosa) esaltazione dell'ambiguità. Il resto (compresa la Varinia di Jean Simmons, accompagnata verso la libertà dall'ultimo sguardo del morente) è puro, tradizionale (e farraginoso) De Mille.


DIZIONARIO DI TUTTI I FILM ( FARINOTTI )
Il film, tratto da un romanzo di Howard Fast e sceneggiato da Dalton Trumbo, che era stato in prigione durante il maccartismo, è nettamente superiore ai soliti kolossal. Ottimo il cast.


TEMPI MODERNI.COM
Spartacus è un film di Kirk Douglas e non di Stanley Kubrick, che venne chiamato a sostituire il regista Anthony Mann in contrasto con il produttore-star della pellicola dopo pochi giorni di riprese. Il soggetto, ispirato al romanzo del radicale socialista Howard Fast e scritto da Dalton Trumbo (all'epoca ancora nella lista nera degli sceneggiatori comunisti), risente di un'impronta "politica" (è fin troppo evidente la lettura metaforica del film, vale a dire la rivolta del proletariato) fortemente datata. Pur essendo notevolmente spettacolare e pur contando su un cast strepitoso in Spartacus l'impronta kubrickiana si avverte solo in alcuni elementi, per esempio, nella fotografia in super Technicolor (il regista è alla sua prima esperienza con il colore) e nelle battaglie in campo aperto tra i romani e gli schiavi. La spettacolarità di tali sequenze (a cui peraltro collaborò anche Saul Bass, autore anche dei titoli di testa) sorprende ancora oggi per la messa in scena geometrica ed asciutta. Del mondo pessimista di Kubrick, popolato di antieroi e venato di humor nero non v'è traccia. Spartacus, al contrario, presenta un universo fatto di eroi e di villain a tutto tondo, dove non vi è mai dubbio su chi stia dalla parte giusta e chi no. Per il regista americano dirigere un film di cui non supervisionò la sceneggiatura fu un fatto imperdonabile che "dimezzò" le sue capacità di controllo dell'opera. Tale esperienza dunque, considerata negativa da Kubrick, porterà l'autore alla piena consapevolezza di lavorare d'ora in avanti soltanto a condizione di garantirsi un piena autonomia dagli studios hollywoodiani.


RICONOSCIMENTI
ACADEMY AWARDS ( USA )
6 nominations con 4 Oscar 1961
miglior montaggio : Robert Lawrence
miglior scenografia e arredamento per film a colori : RUSSELL A. GAUSMAN, ALEXANDER GOLITZEN, JULIA HERON, ERIC ORBOM
miglior fotografia a colori : RUSSELL METTY
migliori costumi per film a colori : BILL THOMAS
miglior attore non protagonista : PETER USTINOV
miglior colonna sonora per un film drammatico o una commedia : Alex North
GOLDEN GLOBES ( USA )
1 nomination con 1 GOLDEN GLOBE 1961
MIGLIOR FILM DRAMMATICO
BRITISH ACADEMY AWARDS ( GB )
1 nomination 1961
miglior film