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  Takeshi Kitano




http://www.impresa.com/kitano/

Data di nascita: 18/1/1948
Luogo di nascita: Tokyo (Giappone)
Professione: Regista, Attore
La popolarità raggiunta da Kitano Takeshi in Giappone non ha eguali in Occidente: nessun artista nel proprio paese ha una fama paragonabile alla sua. Attore, regista, scrittore, sostiene di non avere mai letto un libro o visto un film fino al periodo universitario. Iscritto alla facoltà di ingegneria, abbandona l'università per dedicarsi alla carriera di attore. Inizia a recitare in alcuni night club, diventa presentatore di show, autore di sceneggiature, saggi, articoli e romanzi, fino ad approdare al suo primo film d'autore. Artista poliedrico, grazie al suo stile inedito e travolgente, con i suoi film ha ottenuto premi e riconoscimenti nei più importanti Festival cinematografici.
(Film&Chips/http://www.iann.it/film/default.htm)

Awards
Cognac Festival du Film Policier 1995 Critics Award for: Sonatine (1993)
European Film Awards 1997 Five Continents Award for: Hana-bi (1997)
French Syndicate of Cinema Critics 1998 Critics Award Best Foreign Film for: Hana-bi (1997)
Russian Guild of Film Critics 1999 Critics Award Best Foreign Actor for: Hana-bi (1997)
São Paulo International Film Festival 1997 Critics Award for: Hana-bi (1997)
Valladolid International Film Festival 1999 Best Actor for: Kikujiro no natsu (1999)
FIPRESCI Award for: Kikujiro no natsu (1999)
Venice Film Festival 1997 Golden Lion for: Hana-bi (1997)
(The Internet Movie Database/http://us.imdb.com)

Takeshi Kitano è senza dubbio una delle figure più interessanti del cinema giapponese degli ultimi anni. Nato a Tokio il 18 gennaio 1947. Dopo un'infanzia non delle più felici, incontra nel 1972 Kiyuchi Kaneko assieme al quale darà vita ad un duo comico chiamato The two beats. Con lo pseudonimo di Beat Takeshi diventa ben presto un beniamino del pubblico televisivo (qualcuno lo ricorderà nel programma "Mai dire banzai" della Gialappas Band su Italia 1, sorta di Giochi senza frontiere di stampo nipponica). Esordisce alla regia nel 1989 con Violent cop, subentrando ad un altro regista in rotta con la produzione. Kitano al suo primo film, firma uno poliziesco dove forte è l'influenza dei modelli americani, in particolare quella della serie dell'ispettore Callaghan, ritagliandosi il ruolo di un poliziotto dalle maniere spicce, in continua lotta con i superiori per via dei suo modi bruschi. Violent Cop, passa completamente inosservato, motivo che Kitano stesso attribuisce alla difficoltà da parte degli spettatori a considerarlo nelle nuove vesti di regista ed interprete. Nonostante l'insuccesso del film Kitano continua a lavorare ed i suoi film iniziano a circolare nei festival europei. Proprio a Taormina, nel 1993 che Kitano vince il primo premio con Sonatine. Ottiene la consacrazione definitiva con Hana-bi, che vince il Leone d'Oro alla 54 Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Ancora una volta Kitano dà vita ad un ispettore di polizia in rotta con i superiori che persegue un proprio ideale di giustizia privata, coniugando come pochi, violenza e poesia in un miscuglio che a spinto i redattori di Cahiers du Cinéma a parlare di "taoismo noir".
(Sergio Gualandi/www.fenyce.net)

Takeshi Kitano nasce il 18 Gennaio 1947 a Tokyo. Le fonti sono discordanti sul nome del quartiere: alcuni indicano Adachi-ward, altri Senju, altri ancora Shita-machi; personalmente propendo per Adachi-ward, indicato come quartiere natale di Kitano da voci autorevoli. Si tratta in ogni caso di una zona "difficile" e povera della metropoli ("nel mio quartiere c'erano o artigiani o yakuza"). Il padre Kikujiro è imbianchino ("mezzo imbianchino e mezzo yakuza"), la madre Saki lavora come donna delle pulizie in una famiglia ricca. Nel 1965 Kitano si iscrive alla Meiji University di Tokyo e frequenta i corsi della facoltà di Ingegneria, studia poco e non è particolarmente brillante. Come in Francia e in altri paesi, anche a Tokyo è il periodo delle agitazioni studentesche. Kitano vi partecipa, senza alcuna coscienza politica: cerca solo di divertirsi il più possibile. Dopo tre anni lascia l'università. Inizia a lavorare prima come tassista, poi come facchino. Viene infine assunto come ragazzo dell'ascensore in un cabaret di streape-tease ("di tanto in tanto avrei potuto andare a vedere gli spettacoli"): il France-za nel quartiere Asakusa di Tokyo. Mentre lavora al cabaret, gli viene chiesto di sostituire uno dei comici delle attrazioni. Inizialmente rifiuta, ma quando gli viene spiegato che deve semplicemente camminare sul palco accetta. La sua gavetta di attore comico inizia così, infatti Kitano non si limita a camminare, si inventa delle varianti, inciampa sul tappeto, sbatte contro il muro; la gente lo apprezza e lo trova buffo. Così Kitano impara la danza, il mimo ed il tip-tap. E' in questo periodo che in Giappone, specialmente nei locali a Tokyo ed Osaka, prende piede un nuovo stile comico, giovane, irriverente, brillante. Kitano si inserisce in questa corrente, mantenendo però una spiccata originalità. Nel 1973 Kiyoshi Kaneko (comico noto al pubblico col nome di Beat Kiyoshi) chiede a Kitano di affiancarlo nei suoi spettacoli. Nasce così il duo comico "The Two Beats". La loro comicità è un'evoluzione del manzai, il tipico dialogo comico interpretato da un protagonista e da una spalla, che con i Beats perde la connotazione bonaria: il duo è irriverente, trasgressivo, a tratti volgare e ai limiti della censura, finisce spesso per litigare con gli spettatori. Ma la loro formula funziona e nel 1974 appaiono sul piccolo schermo per la prima volta, e nei primi anni Ottanta saranno ospiti fissi di "Waratteru baai desu yo!", un popolarissimo show televisivo. Il duo diventa così uno dei principali protagonisti dell'età d'oro del varietà televisivo giapponese. "The Two Beats" si sciogliono nel 1983. Comincia la carriera di Kitano come vero e proprio tuttofare dello spettacolo: attore e regista di commedie televisive, radiocronista sportivo, conduttore di giochi a premi, di programmi educativi, di talk-show, opinionista per quotidiani e settimanali. Per dieci anni, dal 1981 al 1990, partecipa a "All night Nippon", programma radiofonico notturno. All'inizio degli anni Ottanta Kitano fa il suo debutto sul grande schermo in veste di attore. Dopo un discreto numero di film come attore secondario (collabora coi registi Ikuo Sekimoto, Youichi Azuma, Kawakami, Kotani) è il momento di una interpretazione di rilievo, indimenticabile, in "Furyo" di Nagia Oshima. Kitano interpreta il ruolo del sergente O'Hara, un sadico torturatore di prigionieri inglesi in un campo di prigionia giapponese della Seconda Guerra Mondiale. In questo film, che vede Kitano recitare a fianco di David Bowie, inizia a delinearsi lo stile interpretativo di Kitano: prende per la prima volta corpo la "buffoneria tragica" che sarà la cifra delle sue interpretazioni successive. Kitano deve indubitabilmente molto ad Oshima, non tanto per la maturazione del suo stile cinematografico, quanto per la crescita della sua consapevolezza artistica. E' infatti Oshima che consiglia a Kitano di interpretare il personaggio dello yakuza. E Kitano sarà yakuza in diversi film della seconda metà degli anni Ottanta (coi registi Yasuo Kouhata, Youjiro Takida, Masaji Segawa) e in alcune serie televisive. Il film "Violent Cop", del 1989, segna l'esordio di Kitano come regista sul grande schermo, il film rimane nei cinema dellla capitale nipponica per una sola settimana e la gente nemmeno si accorge del film. Nel decennio successivo Kitano sembra perdere la sua vis comica nelle sempre frequentissime apparizioni televisive, appare piuttosto come uomo di cultura, interessato più al cinema che ad altro: "Fare televisione mi garantisce denaro e notorietà sufficiente per fare il regista, perciò la televisione ha i suoi punti favorevoli. Inoltre se facessi solo cinema non potrei mangiare". Il 1990 è l'anno di "Boiling Point", che non riscuote alcun successo in patria. Nel 1991 Kitano porta a termine il suo terzo film, "A scene at the sea", mentre il Festival di Rotterdam presenta Violent Cop e Boiling Point in retrospettiva nel Gennaio del 1992. L'Europa e i suoi festivals (Rotterdam, Taormina, Londra) danno a Kitano i più importanti riconoscimenti. Nel 1993 tocca a "Sonatine" segnare la rottura con la Shochiku, major giapponese e produttrice dei suoi primi film. L'anno seguente, dopo il folle "Getting Any?", Kitano è vittima di un gravissimo incidente in motocicletta, mentre percorre le vie di Shinjuku, nel centro di Tokyo. L'incidente gli provoca la paralisi del lato destro del volto (la rieducazione gli permette di recuperare solo parzialmente l'uso dei muscoli facciali) e lo costringe ad un lungo periodo di convalescenza durante il quale inizia a dipingere. Il ritorno alla regia avviene nel 1996 con "Kids return", che Kitano distribuisce attraverso l'Office Kitano (la sua casa di produzione) ottenendo il primo successo di critica e di pubblico in Giappone. Con "Hana-bi" nel 1997 vince il Leone d'Oro alla Mostra del cinema di Venezia. Negli Stati Uniti Kitano è approdato nel 1998, dove oltre alla regolare distribuzione di Hana-Bi (col titolo Fireworks), la Miramax fa uscire Sonatine nelle sale di Los Angeles e New York. "L'estate di Kikujiro" è in concorso al festival di Cannes nel 1999 e "Brother" viene presentato fuori concorso alla Mostra del cinema di Venezia nel 2000. Ora che si sono accorti di lui, i critici giapponesi lo vorrebbero più serio, e gli chiedono una totale dedizione alla regia cinematografica. Anche dopo l'affermazione come regista, Kitano recita in una ventina di film diretti da altri registi (Komizu, Sudou, Izumi, Uzaki, Wakamatsu, Tenma, Ishii, Oshima), ed in altrettanti spot pubblicitari. Attualmente Kitano è personaggio estremamente popolare in Giappone, amato e stimato dal grande pubblico e dalla critica: nel sondaggio annuale promosso da NHK, è stato votato per cinque anni di fila (dal 1990 al 1995) come il personaggio televisivo più amato del Giappone; nel 1995, poi, un sondaggio del magazine "Spy" lo ha eletto l'uomo più amato del Giappone; in un sondaggio del 1994 è stato addirittura scelto come l'uomo che il pubblico vedrebbe più volentieri come Primo ministro. Le informazioni contenute in questa pagina sono in gran parte tratte da: "Takeshi Kitano" di Vincenzo Buccheri ed edito da Il Castoro Cinema e da "Takeshi Kitano", di Donatello Fumarola, edito da Dino Audino Editore.
(http://web.quipo.it/kitano/bioita.html)

Figura poliedrica della realtà giapponese, celebre mattatore televisivo comico e provocatorio, scrittore, pittore, sceneggiatore regista ed attore... Takeshi è molto probabilmente conosciuto dagli affezionati dei notturni di Fuoriorario: il suo film più noto, Sonatine (mai distribuito in Italia, come d'altra parte tutte le sue pellicole, cfr. Filmografia), è stato proposto e riproposto dal catodico-guru Ghezzi in una sorta di delirante omaggio ciclico, quasi un rito che talvolta viene proposto in versione originale senza appiglio linguistico alcuno - e, private della comprensibilità dei dialoghi, le immagini scorrono come un improbabile "audiovisivo muto", silenziato, lirico; si manifestano in ogni linea, svuotate e riempite al contempo - talvolta viene mandato in onda nella versione sottotitolata - e la cruda bellezza delle immagini si ricompone in un arco narrativo: assumono senso i dialoghi, tornando presenti, si delinea nella sua completezza l'universo Takeshi... Storie di ordinaria violenza, ma sopite in una calma piatta fatta di situazioni espanse, diluite, immobilizzate: un ritmo rallentato, quasi esasperante, fatto di inquadrature lunghe, statiche; di snodi narrativi che sembrano non verificarsi, negati; di dialoghi brevi, secchi, veicolati più che dalla parola da sguardi fissi su un liquido nulla mosso da dilemmi morali; di animi schiacciati da macigni di destino. In questa quiete apparente, internamente lacerata e agitata, si innesta come esplosione improvvisa la violenza, il precipitare degli eventi: una sorta di trampolino per una caduta rapida in un nuovo/identico stato di sonnolente immobilità. Lontano da prospettive di estetizzazione della violenza, il cinema di Takeshi restituisce il male alla terribilità che gli è propria, ma dipingendolo come un elemento inevitabile, come un tratto distintivo dell'uomo e del suo mondo artificiale: l'amore, l'onore, la bellezza, l'amicizia, se ne alimentano come i girasole che ricorrono ossessivamente nelle sue pellicole - splendidamente vitali, eppure dipendenti da un'energia cruda che solo un sole bruciante può loro fornire. Personaggi che aspettano la morte, e che la morte attende a sua volta: un sacrificio-duello cui non si sfugge, ma che si rimanda attraverso la pausa silenziosa. Realtà criminale in ogni suo aspetto, che si tratti di yakuza o di poliziotti: come una predestinazione dovuta ad una colpa. La morte dietro l'angolo, un tono dolente: un mare di girasole od un mare vero e proprio su cui si specchiano dei fiori-di-sole/fiori-di-fuoco/fuochi d'artificio, hana-bi.
(l.a./NearDark/www.cinemah.com)

Filmografia

1. "Hyaku-nen no monogatari" (2000) TV Series[Actor]
2. Battle Royale (2000)[Actor]
3. Brother (2000)[Actor] [Director] [Writer] [Editor]
4. Takeshi Kitano, l'imprévisible (1999)[Actor]
5. Gohatto (1999)[Actor]
6. Jam session - Kikujiro no natsu koshiki kaizokuban (1999)[Actor]
7. Kikujiro no natsu (1999)[Actor] [Director] [Writer] [Editor]
8. Tokyo Eyes (1998)[Actor]
9. Hana-bi (1997)[Actor] [Director] [Writer] [Editor]
10. Kidzu ritan (1996)[Director] [Writer] [Editor]
11. Gonin (1995)[Actor]
12. Johnny Mnemonic (1995)[Actor]
13. Minna yatteruka (1994)[Actor] [Director] [Writer] [Editor]
14. Kyoso tanjo (1993)[Actor] [Writer]
15. Sonatine (1993)[Actor] [Director] [Writer] [Editor]
16. Ano natsu, ichiban shizukana umi (1992)[Director] [Writer] [Editor]
17. Erotikkuna kankei (1992)[Actor]
18. Sakana kara daiokishin!! (1992)[Actor]
19. 3-4x jugatsu (1990)[Actor] [Director]
20. Hoshi o tsugumono (1990)[Actor] [Producer]
21. Sono otoko, kyobo ni tsuki (1989)[Actor] [Director]
22. Anego (1988)[Actor]
23. Komikku zasshi nanka iranai! (1986)[Actor]
24. Yasha (1985)[Actor]
25. Merry Christmas, Mr. Lawrence (1983)[Actor]
26. Danpu Wataridori (1981)[Actor]
27. Manon (1981)[Actor]
28. Makoto-chan (1980)[Actor]