Takeshi
Kitano![]() http://www.impresa.com/kitano/ Data di nascita: 18/1/1948 Awards Takeshi Kitano è senza dubbio una delle figure più interessanti
del cinema giapponese degli ultimi anni. Nato a Tokio il 18 gennaio 1947.
Dopo un'infanzia non delle più felici, incontra nel 1972 Kiyuchi
Kaneko assieme al quale darà vita ad un duo comico chiamato The
two beats. Con lo pseudonimo di Beat Takeshi diventa ben presto un beniamino
del pubblico televisivo (qualcuno lo ricorderà nel programma "Mai
dire banzai" della Gialappas Band su Italia 1, sorta di Giochi senza
frontiere di stampo nipponica). Esordisce alla regia nel 1989 con Violent
cop, subentrando ad un altro regista in rotta con la produzione. Kitano
al suo primo film, firma uno poliziesco dove forte è l'influenza
dei modelli americani, in particolare quella della serie dell'ispettore
Callaghan, ritagliandosi il ruolo di un poliziotto dalle maniere spicce,
in continua lotta con i superiori per via dei suo modi bruschi. Violent
Cop, passa completamente inosservato, motivo che Kitano stesso attribuisce
alla difficoltà da parte degli spettatori a considerarlo nelle
nuove vesti di regista ed interprete. Nonostante l'insuccesso del film
Kitano continua a lavorare ed i suoi film iniziano a circolare nei festival
europei. Proprio a Taormina, nel 1993 che Kitano vince il primo premio
con Sonatine. Ottiene la consacrazione definitiva con Hana-bi, che vince
il Leone d'Oro alla 54 Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di
Venezia. Ancora una volta Kitano dà vita ad un ispettore di polizia
in rotta con i superiori che persegue un proprio ideale di giustizia privata,
coniugando come pochi, violenza e poesia in un miscuglio che a spinto
i redattori di Cahiers du Cinéma a parlare di "taoismo noir". Takeshi Kitano nasce il 18 Gennaio 1947 a Tokyo. Le fonti sono discordanti
sul nome del quartiere: alcuni indicano Adachi-ward, altri Senju, altri
ancora Shita-machi; personalmente propendo per Adachi-ward, indicato come
quartiere natale di Kitano da voci autorevoli. Si tratta in ogni caso
di una zona "difficile" e povera della metropoli ("nel
mio quartiere c'erano o artigiani o yakuza"). Il padre Kikujiro è
imbianchino ("mezzo imbianchino e mezzo yakuza"), la madre Saki
lavora come donna delle pulizie in una famiglia ricca. Nel 1965 Kitano
si iscrive alla Meiji University di Tokyo e frequenta i corsi della facoltà
di Ingegneria, studia poco e non è particolarmente brillante. Come
in Francia e in altri paesi, anche a Tokyo è il periodo delle agitazioni
studentesche. Kitano vi partecipa, senza alcuna coscienza politica: cerca
solo di divertirsi il più possibile. Dopo tre anni lascia l'università.
Inizia a lavorare prima come tassista, poi come facchino. Viene infine
assunto come ragazzo dell'ascensore in un cabaret di streape-tease ("di
tanto in tanto avrei potuto andare a vedere gli spettacoli"): il
France-za nel quartiere Asakusa di Tokyo. Mentre lavora al cabaret, gli
viene chiesto di sostituire uno dei comici delle attrazioni. Inizialmente
rifiuta, ma quando gli viene spiegato che deve semplicemente camminare
sul palco accetta. La sua gavetta di attore comico inizia così,
infatti Kitano non si limita a camminare, si inventa delle varianti, inciampa
sul tappeto, sbatte contro il muro; la gente lo apprezza e lo trova buffo.
Così Kitano impara la danza, il mimo ed il tip-tap. E' in questo
periodo che in Giappone, specialmente nei locali a Tokyo ed Osaka, prende
piede un nuovo stile comico, giovane, irriverente, brillante. Kitano si
inserisce in questa corrente, mantenendo però una spiccata originalità.
Nel 1973 Kiyoshi Kaneko (comico noto al pubblico col nome di Beat Kiyoshi)
chiede a Kitano di affiancarlo nei suoi spettacoli. Nasce così
il duo comico "The Two Beats". La loro comicità è
un'evoluzione del manzai, il tipico dialogo comico interpretato da un
protagonista e da una spalla, che con i Beats perde la connotazione bonaria:
il duo è irriverente, trasgressivo, a tratti volgare e ai limiti
della censura, finisce spesso per litigare con gli spettatori. Ma la loro
formula funziona e nel 1974 appaiono sul piccolo schermo per la prima
volta, e nei primi anni Ottanta saranno ospiti fissi di "Waratteru
baai desu yo!", un popolarissimo show televisivo. Il duo diventa
così uno dei principali protagonisti dell'età d'oro del
varietà televisivo giapponese. "The Two Beats" si sciogliono
nel 1983. Comincia la carriera di Kitano come vero e proprio tuttofare
dello spettacolo: attore e regista di commedie televisive, radiocronista
sportivo, conduttore di giochi a premi, di programmi educativi, di talk-show,
opinionista per quotidiani e settimanali. Per dieci anni, dal 1981 al
1990, partecipa a "All night Nippon", programma radiofonico
notturno. All'inizio degli anni Ottanta Kitano fa il suo debutto sul grande
schermo in veste di attore. Dopo un discreto numero di film come attore
secondario (collabora coi registi Ikuo Sekimoto, Youichi Azuma, Kawakami,
Kotani) è il momento di una interpretazione di rilievo, indimenticabile,
in "Furyo" di Nagia Oshima. Kitano interpreta il ruolo del sergente
O'Hara, un sadico torturatore di prigionieri inglesi in un campo di prigionia
giapponese della Seconda Guerra Mondiale. In questo film, che vede Kitano
recitare a fianco di David Bowie, inizia a delinearsi lo stile interpretativo
di Kitano: prende per la prima volta corpo la "buffoneria tragica"
che sarà la cifra delle sue interpretazioni successive. Kitano
deve indubitabilmente molto ad Oshima, non tanto per la maturazione del
suo stile cinematografico, quanto per la crescita della sua consapevolezza
artistica. E' infatti Oshima che consiglia a Kitano di interpretare il
personaggio dello yakuza. E Kitano sarà yakuza in diversi film
della seconda metà degli anni Ottanta (coi registi Yasuo Kouhata,
Youjiro Takida, Masaji Segawa) e in alcune serie televisive. Il film "Violent
Cop", del 1989, segna l'esordio di Kitano come regista sul grande
schermo, il film rimane nei cinema dellla capitale nipponica per una sola
settimana e la gente nemmeno si accorge del film. Nel decennio successivo
Kitano sembra perdere la sua vis comica nelle sempre frequentissime apparizioni
televisive, appare piuttosto come uomo di cultura, interessato più
al cinema che ad altro: "Fare televisione mi garantisce denaro e
notorietà sufficiente per fare il regista, perciò la televisione
ha i suoi punti favorevoli. Inoltre se facessi solo cinema non potrei
mangiare". Il 1990 è l'anno di "Boiling Point",
che non riscuote alcun successo in patria. Nel 1991 Kitano porta a termine
il suo terzo film, "A scene at the sea", mentre il Festival
di Rotterdam presenta Violent Cop e Boiling Point in retrospettiva nel
Gennaio del 1992. L'Europa e i suoi festivals (Rotterdam, Taormina, Londra)
danno a Kitano i più importanti riconoscimenti. Nel 1993 tocca
a "Sonatine" segnare la rottura con la Shochiku, major giapponese
e produttrice dei suoi primi film. L'anno seguente, dopo il folle "Getting
Any?", Kitano è vittima di un gravissimo incidente in motocicletta,
mentre percorre le vie di Shinjuku, nel centro di Tokyo. L'incidente gli
provoca la paralisi del lato destro del volto (la rieducazione gli permette
di recuperare solo parzialmente l'uso dei muscoli facciali) e lo costringe
ad un lungo periodo di convalescenza durante il quale inizia a dipingere.
Il ritorno alla regia avviene nel 1996 con "Kids return", che
Kitano distribuisce attraverso l'Office Kitano (la sua casa di produzione)
ottenendo il primo successo di critica e di pubblico in Giappone. Con
"Hana-bi" nel 1997 vince il Leone d'Oro alla Mostra del cinema
di Venezia. Negli Stati Uniti Kitano è approdato nel 1998, dove
oltre alla regolare distribuzione di Hana-Bi (col titolo Fireworks), la
Miramax fa uscire Sonatine nelle sale di Los Angeles e New York. "L'estate
di Kikujiro" è in concorso al festival di Cannes nel 1999
e "Brother" viene presentato fuori concorso alla Mostra del
cinema di Venezia nel 2000. Ora che si sono accorti di lui, i critici
giapponesi lo vorrebbero più serio, e gli chiedono una totale dedizione
alla regia cinematografica. Anche dopo l'affermazione come regista, Kitano
recita in una ventina di film diretti da altri registi (Komizu, Sudou,
Izumi, Uzaki, Wakamatsu, Tenma, Ishii, Oshima), ed in altrettanti spot
pubblicitari. Attualmente Kitano è personaggio estremamente popolare
in Giappone, amato e stimato dal grande pubblico e dalla critica: nel
sondaggio annuale promosso da NHK, è stato votato per cinque anni
di fila (dal 1990 al 1995) come il personaggio televisivo più amato
del Giappone; nel 1995, poi, un sondaggio del magazine "Spy"
lo ha eletto l'uomo più amato del Giappone; in un sondaggio del
1994 è stato addirittura scelto come l'uomo che il pubblico vedrebbe
più volentieri come Primo ministro. Le informazioni contenute in
questa pagina sono in gran parte tratte da: "Takeshi Kitano"
di Vincenzo Buccheri ed edito da Il Castoro Cinema e da "Takeshi
Kitano", di Donatello Fumarola, edito da Dino Audino Editore. Figura poliedrica della realtà giapponese, celebre mattatore televisivo
comico e provocatorio, scrittore, pittore, sceneggiatore regista ed attore...
Takeshi è molto probabilmente conosciuto dagli affezionati dei
notturni di Fuoriorario: il suo film più noto, Sonatine (mai distribuito
in Italia, come d'altra parte tutte le sue pellicole, cfr. Filmografia),
è stato proposto e riproposto dal catodico-guru Ghezzi in una sorta
di delirante omaggio ciclico, quasi un rito che talvolta viene proposto
in versione originale senza appiglio linguistico alcuno - e, private della
comprensibilità dei dialoghi, le immagini scorrono come un improbabile
"audiovisivo muto", silenziato, lirico; si manifestano in ogni
linea, svuotate e riempite al contempo - talvolta viene mandato in onda
nella versione sottotitolata - e la cruda bellezza delle immagini si ricompone
in un arco narrativo: assumono senso i dialoghi, tornando presenti, si
delinea nella sua completezza l'universo Takeshi... Storie di ordinaria
violenza, ma sopite in una calma piatta fatta di situazioni espanse, diluite,
immobilizzate: un ritmo rallentato, quasi esasperante, fatto di inquadrature
lunghe, statiche; di snodi narrativi che sembrano non verificarsi, negati;
di dialoghi brevi, secchi, veicolati più che dalla parola da sguardi
fissi su un liquido nulla mosso da dilemmi morali; di animi schiacciati
da macigni di destino. In questa quiete apparente, internamente lacerata
e agitata, si innesta come esplosione improvvisa la violenza, il precipitare
degli eventi: una sorta di trampolino per una caduta rapida in un nuovo/identico
stato di sonnolente immobilità. Lontano da prospettive di estetizzazione
della violenza, il cinema di Takeshi restituisce il male alla terribilità
che gli è propria, ma dipingendolo come un elemento inevitabile,
come un tratto distintivo dell'uomo e del suo mondo artificiale: l'amore,
l'onore, la bellezza, l'amicizia, se ne alimentano come i girasole che
ricorrono ossessivamente nelle sue pellicole - splendidamente vitali,
eppure dipendenti da un'energia cruda che solo un sole bruciante può
loro fornire. Personaggi che aspettano la morte, e che la morte attende
a sua volta: un sacrificio-duello cui non si sfugge, ma che si rimanda
attraverso la pausa silenziosa. Realtà criminale in ogni suo aspetto,
che si tratti di yakuza o di poliziotti: come una predestinazione dovuta
ad una colpa. La morte dietro l'angolo, un tono dolente: un mare di girasole
od un mare vero e proprio su cui si specchiano dei fiori-di-sole/fiori-di-fuoco/fuochi
d'artificio, hana-bi. 1. "Hyaku-nen no monogatari" (2000) TV Series[Actor] |
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