I 100 autori sembrano il PD: sempre la cosa sbagliata
al momento sbagliato.
Cosa c'entrano adesso i festival?
Cosa c'entrano?!
Sono l'unico momento di visibilità per i nostri film.
Inoltre io che sono regista e - diversamente da molti di loro, beceri
qualunquisti e individualisti - dirigo anche festival da 15 anni, praticamente
gratis, per permettere ai miei colleghi di farsi promozione, cosa dovrei
fare, per esempio?
Piuttosto, semmai, eliminiamo l'eccesso di festival inutili. Festival
che servono solo a fottere finanziamenti pubblici e se ne fregano dei
film che ospitano. Perché questa azione indiscriminata a danno
anche di festival molto molto utili? Pochi, ma ce ne sono.
Davvero, qualcuno mi spiega a cosa serve disertare i festival?
Il governo sta distruggendo il cinema e i 100 autori gli danno una mano.
Ecco a cosa serve. Non se ne accorgerà nessuno che i festival
sono disertati. Perché il cinema in Italia non esiste, e non
esiste neppure un vero pubblico festivaliero. Dunque disertare i festival
non servirà a muovere nessuna opinione pubblica.
Piuttosto prendete i vostri soldi, voi che li avete (se non foste milionari
a prescindere in Italia non potreste fare cinema), fate 1, 10, 100,
1000 film, corti, documentari, videoclip di denuncia della situazione
italiana e fateli girare su Internet. Mandateli ai festival, intasate
i sistemi di comunicazione.
Ma non, per piacere non, come quello spot promozionale inguardabile
che avete fatto.
Voi che li avete, i soldi, e voi che siete famosi, finitela di piangervi
addosso: cercate i soldi all'estero. Diventate imprenditori invece che
assistiti.
Possibile che nessuno ha capito che l'assistenzialismo pubblico, che
altrove è una manna dal cielo e fa andare avanti il sistema cinematografico,
qui da noi serve solo ad arricchire i soliti, a discapito del vero cinema?
Possibile che nessuno capisce che copiare i sistemi di altre cinematografie
qui in Italia non funziona perché l'Italia è un paese
anomalo?
Possibile che nesuno vuole ammettere che un film finanziato coi soldi
pubblici è destinato automaticamente, qui in Italia, a non avere
distribuzione? Ad essere invisibile?
Se in italia non ci fossero i 100 autori, le cose andrebbero molto meglio.
Il cinema italiano non può essere sostenuto dallo stato, perché
OGNUNO dei nostri produttori è incapace di non fregarsi gli aiuti
di stato. In qualunque altro paese tax shelter, tax credit, avance sur
recettes, CNC... hanno senso. Qui in italia sono altri incentivi, per
i nostri produttori magnaccia, per fottere i finanziamenti pubblici.
Ecco perché non capisco il senso della battaglia dei 100 autori:
è come se una vittima di ladri di appartamento, quali siamo noi
registi nei confronti dei nostri produttori, chiedesse allo stato di
riempire ancora di più le loro ville di valori lasciando però
le porte aperte.
I VERI autori (vedi Davide Manuli) che il cinema lo fanno come una cosa
necessaria, i film se li autoproducono, o cercano finanziamenti privati.
Il problema principale è che bisognerebbe chiuderle quelle porte.
Magari dietro le spalle di produttori, e a volte registi, con la casacca
a strisce.
federico greco