Ho saputo per caso, leggendo il giornale, della
morte di Fausto. Era da un po' che non ci frequentavamo più.
Non sapevo neppure della leucemia. Sono cascato completamente dalle
nuvole. Ad una malattia terribile, che lo costringeva su una sedia a
rotelle, tutto sommato negli anni "domata", viene a dare man
forte una ancora peggiore, inesorabile. Fausto non è stato fortunato.
Però ha vissuto al massimo: ha avuto una famiglia meravigliosa,
e tantissimi amici stupendi. Si era laureato, aveva ottenuto successi
con l'amata politica, scriveva, aveva una ragazza. Amicizia, amore,
cultura, passione, ironia, intelligenza, successo in quel che faceva.
Si potrebbe invidiare quello che aveva. Non aveva un carattere sempre
perfetto. Naturalmente ho passato parecchio tempo a litigarci amabilmente.
Ogni volta che lo incontravo alle feste che puntualmente frequentava
mi rallegravo. Adesso so che non lo incontrerò più. Avrebbe
potuto ancora fare molto e dare molto agli amici ed alla sua città.
So però che ha fatto e dato tantissimo. Il massimo!
Andreas Perugini