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<<E'
improponibile>>
BOLZANO. Il Cineforum propone una rassegna di film dove «il sesso
altro non è che un grande sogno della mente» ma Unitalia
protesta: «Niente porno con soldi pubblici». «Unitalia
si tranquillizzi», ribattono al Cineforum, «questa è
almeno la quarta rassegna che dedichiamo al cinema pornografico».
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BOLZANO. Loro propongono film dove «il sesso altro non è
che un grande sogno della mente» e Unitalia protesta. Al Cineforum
di Bolzano non si stupiscono che faccia scandalo la rassegna dedicata
a Michael Ninn, regista insigne e molto premiato di cinema porno. «Si
svegliano un po' tardi», smonta la polemica Andreas Perugini, presidente
del Cineforum, «Questa sarà almeno la quarta rassegna che
dedichiamo al cinema pornografico. In realtà Unitalia oggi con
questa evidente provocazione e più spesso An puntano a chiudere
la bocca alle associazioni culturali. Con noi non ce la faranno, perché
ci divertiamo, ma magari altri gruppi potrebbero autocensurarsi».
Il casus belli è la rassegna dedicata a Ninn che proseguirà
tutte le domeniche fino al 23 novembre. I titoli: «Latex»,
«Shock», «New Wave Hookers n.5. The Next generation»
e «2Funky4U». Film porno, senza tanti giri di parole, firmati
da un regista cult scelto dal Cineforum perché per Ninn «il
cinema è sballo da videoclip ipnotico, l'eros un cortocircuito
della fantasia, il sesso quasi sempre un viaggio fisico nel cuore di tenebra
di un labirinto disegnato dalla mente».
Ma Unitalia attraverso Luigi Schiatti va al sodo e scrive una interrogazione
a giunta e presidenza del consiglio comunale sottolineando che non «è
dato sapere quali siano le misure adottate per prevenire l'accesso di
minorenni». E' inaccettabile, secondo il gruppo consiliare, che
«con il denaro pubblico vengano promosse o sostenute iniziative
la cui connotazione culturale appare quantomeno dubbia». Nell'interrogazione
si chiede di sapere se il cineforum riceve contributi dal Comune e se
la sala delle proiezioni è per caso messa a disposizione dell'amministrazione.
«Anche in questo Unitalia arriva tardi», è la replica
di Perugini, «visto che An ha già chiesto che venga ridotto
il nostro finanziamento comunale. Quanto al pubblico, i consiglieri dovrebbero
essere informati che le nostre proiezioni sono aperte solo ai tesserati
e in questo rassegna è ovviamente rispettato il divieto ai minori
di 18 anni».
Perché il porno? «Da tempo le più importanti riviste
di critica cinematografica se ne occupano perché è un argomento
di confine e quindi ottimo per provocare belle discussioni».
Figura storica del Cineforum, anche Ferruccio Cumer difende la rassegna:
«Io non andrò alle proiezioni, ma non ci trovo nulla di sconveniente,
finché questi film vengono programmati per capire e discutere.
Il Cineforum propone un dibattito su un cinema che esiste». |