back Porno al Cineforum scoppia la polemica [da Alto Adige del 10/11/03]
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<<E' improponibile>>

BOLZANO. Il Cineforum propone una rassegna di film dove «il sesso altro non è che un grande sogno della mente» ma Unitalia protesta: «Niente porno con soldi pubblici». «Unitalia si tranquillizzi», ribattono al Cineforum, «questa è almeno la quarta rassegna che dedichiamo al cinema pornografico».

 

BOLZANO. Loro propongono film dove «il sesso altro non è che un grande sogno della mente» e Unitalia protesta. Al Cineforum di Bolzano non si stupiscono che faccia scandalo la rassegna dedicata a Michael Ninn, regista insigne e molto premiato di cinema porno. «Si svegliano un po' tardi», smonta la polemica Andreas Perugini, presidente del Cineforum, «Questa sarà almeno la quarta rassegna che dedichiamo al cinema pornografico. In realtà Unitalia oggi con questa evidente provocazione e più spesso An puntano a chiudere la bocca alle associazioni culturali. Con noi non ce la faranno, perché ci divertiamo, ma magari altri gruppi potrebbero autocensurarsi».
Il casus belli è la rassegna dedicata a Ninn che proseguirà tutte le domeniche fino al 23 novembre. I titoli: «Latex», «Shock», «New Wave Hookers n.5. The Next generation» e «2Funky4U». Film porno, senza tanti giri di parole, firmati da un regista cult scelto dal Cineforum perché per Ninn «il cinema è sballo da videoclip ipnotico, l'eros un cortocircuito della fantasia, il sesso quasi sempre un viaggio fisico nel cuore di tenebra di un labirinto disegnato dalla mente».
Ma Unitalia attraverso Luigi Schiatti va al sodo e scrive una interrogazione a giunta e presidenza del consiglio comunale sottolineando che non «è dato sapere quali siano le misure adottate per prevenire l'accesso di minorenni». E' inaccettabile, secondo il gruppo consiliare, che «con il denaro pubblico vengano promosse o sostenute iniziative la cui connotazione culturale appare quantomeno dubbia». Nell'interrogazione si chiede di sapere se il cineforum riceve contributi dal Comune e se la sala delle proiezioni è per caso messa a disposizione dell'amministrazione. «Anche in questo Unitalia arriva tardi», è la replica di Perugini, «visto che An ha già chiesto che venga ridotto il nostro finanziamento comunale. Quanto al pubblico, i consiglieri dovrebbero essere informati che le nostre proiezioni sono aperte solo ai tesserati e in questo rassegna è ovviamente rispettato il divieto ai minori di 18 anni».
Perché il porno? «Da tempo le più importanti riviste di critica cinematografica se ne occupano perché è un argomento di confine e quindi ottimo per provocare belle discussioni».
Figura storica del Cineforum, anche Ferruccio Cumer difende la rassegna: «Io non andrò alle proiezioni, ma non ci trovo nulla di sconveniente, finché questi film vengono programmati per capire e discutere. Il Cineforum propone un dibattito su un cinema che esiste».

    Vi ringrazio del servizio informativo e vi auguro che possiate continuare nel vostro lavoro ovviamente senza censure.
Con i miei migliori auguri,
Arch.Carlotta Polo