back lettera aperta [12/03/02]
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L'associazione Cineforum Bolzano compie cinquant'anni, cinquant'anni al servizio dei cultori bolzanini del Cinema, e sta tentando di uscire da una grave crisi. Il Cinema Eden ne compie poco meno di cento, e se nessuno si muove nel giro di un anno o due scomparirà.
A questo proposito il Direttivo del Cineforum sottopone alcune considerazioni ai cittadini, alle autorità comunali, a quelle provinciali e ai mass media.

1 - Costretto a svolgere la sua attività in una sede inadeguata (un'aula magna periferica e troppo grande per una vera programmazione culturale - che presuppone piccoli spazi raccolti - con una sola programmazione giornaliera, con orari inadeguati) e sotto la spietata concorrenza della multisala praticamente commerciale e privata, ma finanziata con abbondantissimi soldi pubblici, del Filmclub-Capitol, il Cineforum, nonostante la collaborazione col Circolo La Comune, riesce solo con grande difficoltà a reperire i film adatti alla sua programmazione (tolti dal mercato dal potente e ricco Filmclub);

2 - Se chi ha il potere di muoversi non si muoverà, nel 2002 il Cineforum Bolzano festeggerà sì il suo cinquantesimo compleanno, ma si tratterà probabilmente anche dell'ultimo, perché l'Associazione, in mancanza di una sua sala, non potrà sopravvivere. La morte del Cineforum sarebbe un evento scandaloso, considerando la sua storia definibile senza retorica "gloriosa" e l'odiosa disparità di trattamento col Filmclub, e crediamo che ne scaturirebbero (questa volta giustamente, dobbiamo dire, a nostro unanime parere) violentissime e comprensibili polemiche anche di carattere etnico;

3 - Il Cinema Eden, il più antico di Bolzano, attivo già nei primissimi anni del Novecento, passato attraverso il cinema muto e l'avvento del sonoro, collocato in un edificio di notevole valore storico-architettonico, sarebbe la sede ideale per il Cineforum, che vi svolgerebbe, a differenza di un'altra associazione di lingua tedesca pure affiliata alla Federazione Italiana Cineforum che pretende di monopolizzare anche il cinema culturale italiano, attività cinematografica a carattere veramente culturale: e questo consentirebbe di cogliere i tradizionali due piccioni con una fava;

4 - Infatti la nascita di una nuova multisala commerciale, che aprirà già nel corso del 2002 o al massimo nel 2003 e che ridurrà a zero gli spazi nel cinema commerciale per le piccole sale, ha indotto il proprietario dell'EDEN a cercare un accordo proprio con il Cineforum per trasformare la sua sala in un cinema d'essai e non essere costretto, come sarebbe, in caso contrario, quasi certo, a passare ad altra attività (Moda? Hot Dogs? Banca? Rosticceria?…), il che vorrebbe dire la scomparsa e la distruzione architettonica, dopo un secolo di vita, di una delle sale che hanno portato il cinema a Bolzano (già scomparse: Centrale, Corso, Roma, Augusteo, Astra, Boccaccio, Druso, Costellazione, vari cinema parrocchiali e minori…nessuna delle quali però poteva vantare il prestigio storico dell'EDEN);

5 - L'Assessorato alla cultura Italiana, per bocca del dott. Antonio Lampis, si dice disposto a intervenire purché non gli si proponga un'operazione simile a quella Filmclub-Capitol, considerata scorretta perché basata su consistentissimi esborsi di fondi pubblici per il restauro e la ristrutturazione di un edificio che resta comunque di proprietà privata e per l'uso del quale si pagherebbe oltretutto, a quanto risulta, un consistente affitto; l'Assessorato sarebbe quindi pronto a contribuire a spese di affitto e di gestione, ma non a ristrutturare a proprie spese proprietà private altrui. Per evitare simili contestazioni, il Cineforum sarebbe disposto a una collaborazione con l'attuale gestore con interventi che non prevedano alcun tipo di ristrutturazione fissa a spese di enti pubblici, ma eventualmente solo piccoli interventi di ammodernamento con strutture rimovibili che resterebbero di proprietà dell'Associazione, che si avvarrebbe per altro tipo di interventi di fondi provenienti da contributi privati;

6 - Il Comune di Bolzano non è stato finora contattato, ma sia il Cineforum Bolzano che il gestore della sala si augurano che gli amministratori cittadini non vogliano permettere la scomparsa della sala, in considerazione delle motivazioni già esposte al punto 4 e degli errori commessi in passato a Bolzano in questo campo, e vogliano concedere anch'essi il loro benestare e il loro contributo a quest'operazione a carattere urbanistico-cinematografico prima che, come sempre finora è successo, sia troppo tardi;

6 - Per portare a termine il salvataggio del Cinema Eden (sempre che, come vogliamo sperare, anche il proprietario, rappresentante di un'antica famiglia di "cinematografari" sudtirolesi, sia interessato alla sopravvivenza della propria sala, ormai parte essenziale del patrimonio culturale bolzanino), si rende quindi necessario l'intervento della Provincia (Assessorato alla Cultura Italiana e, perché no, anche quello alla Cultura Tedesca e magari anche di altri Assessorati provinciali) e del Comune.
I costi iniziali sarebbero di circa un decimo di quelli dell'operazione Capitol-Filmclub, pure sostenuti da due degli enti pubblici citati;


7- La sala poi, per quanto riguarda la gestione, almeno in parte si autofinanzierebbe, ma i gestori continuerebbero ad avere bisogno di finanziamenti pubblici: la cultura cinematografica vera e propria non coinvolge sempre masse di spettatori paganti. Tuttavia nemmeno i musei sono in attivo, eppure occorre farli sopravvivere. Crediamo che nel III millennio sia ormai chiaro a tutti che fra le arti da tutelare e finanziare magari anche in parte a fondo perduto c'è anche il cinema. Se dovessimo parlare di autosostentamento e di frequentazione da parte del pubblico il Museion, tanto per fare un puro esempio, dovrebbe essere già stato chiuso da anni, mentre, logicamente e giustamente, è ancora attivo. Perché non applicare gli stessi principi al cinema d'arte e d'essai?

8 - Graditissimi naturalmente sarebbero anche l'intervento e l'appoggio del Presidente della Giunta Provinciale, della Giunta stessa e anche magari dell'Assessore alla Cultura Tedesca, visto che l'EDEN è un bene storico-culturale prezioso che va salvato anche tramite fondi non destinati esclusivamente allo spettacolo

9 - Il Comune potrebbe istituire per la sala il vincolo storico-urbanistico-culturale, come si è fatto in molti altri casi: si tratta della sala che ha visto la proiezione dei film di Griffith, di Pastrone, di Lang, di Murnau, di Chaplin, di Trenker, di Keaton, di Rossellini…! Come si può pensare di perderla!


10 - La sala salvata dalla demolizione e ristrutturata sarebbe evidentemente anche SEMPRE a disposizione dell'Assessorato, del Centro Audiovisivi (che ha bisogno di una vera saletta cinematografica!), delle scuole e di altre associazioni accreditate, della Scuola di Cinema ZeLIG;

Il Cineforum chiede risposte chiare, certe, sicure nei tempi e nei dati.da parte degli enti pubblici chiamati in causa e l'appoggio dell'opinione pubblica, degli uomini politici sensibili ai vari aspetti della problematica e soprattutto dei suoi duemila soci attuali e delle migliaia, adulti e bambini, che hanno partecipato alle sue attività negli ultimi decenni.,
Facciamo partire un'operazione EDEN-CINEFORUM: se avrà successo, il Cineforum Bolzano garantisce fin d'ora nella sala dell'EDEN apertura, collaborazione, disponibilità a tutti gli amanti e i cultori del buon cinema e della cultura cinematografica, persone e associazioni, le stesse che da quest'anno usufruiscono delle migliaia di volumi e di documenti multimediali della rinnovata Biblioteca del cinema di Via Dante 12/c, che l'associazione gestisce solo nell'interesse della decima musa.

Il direttivo del Cineforum Bolzano