L'associazione Cineforum
Bolzano compie cinquant'anni, cinquant'anni al servizio dei cultori
bolzanini del Cinema, e sta tentando di uscire da una grave crisi. Il
Cinema Eden ne compie poco meno di cento, e se nessuno si muove nel
giro di un anno o due scomparirà.
A questo proposito il Direttivo del Cineforum sottopone alcune considerazioni
ai cittadini, alle autorità comunali, a quelle provinciali e
ai mass media.
1 - Costretto a
svolgere la sua attività in una sede inadeguata (un'aula magna
periferica e troppo grande per una vera programmazione culturale - che
presuppone piccoli spazi raccolti - con una sola programmazione giornaliera,
con orari inadeguati) e sotto la spietata concorrenza della multisala
praticamente commerciale e privata, ma finanziata con abbondantissimi
soldi pubblici, del Filmclub-Capitol, il Cineforum, nonostante la collaborazione
col Circolo La Comune, riesce solo con grande difficoltà a reperire
i film adatti alla sua programmazione (tolti dal mercato dal potente
e ricco Filmclub);
2 - Se chi ha il
potere di muoversi non si muoverà, nel 2002 il Cineforum Bolzano
festeggerà sì il suo cinquantesimo compleanno, ma si tratterà
probabilmente anche dell'ultimo, perché l'Associazione, in mancanza
di una sua sala, non potrà sopravvivere. La morte del Cineforum
sarebbe un evento scandaloso, considerando la sua storia definibile
senza retorica "gloriosa" e l'odiosa disparità di trattamento
col Filmclub, e crediamo che ne scaturirebbero (questa volta giustamente,
dobbiamo dire, a nostro unanime parere) violentissime e comprensibili
polemiche anche di carattere etnico;
3 - Il Cinema Eden,
il più antico di Bolzano, attivo già nei primissimi anni
del Novecento, passato attraverso il cinema muto e l'avvento del sonoro,
collocato in un edificio di notevole valore storico-architettonico,
sarebbe la sede ideale per il Cineforum, che vi svolgerebbe, a differenza
di un'altra associazione di lingua tedesca pure affiliata alla Federazione
Italiana Cineforum che pretende di monopolizzare anche il cinema culturale
italiano, attività cinematografica a carattere veramente culturale:
e questo consentirebbe di cogliere i tradizionali due piccioni con una
fava;
4 - Infatti la nascita
di una nuova multisala commerciale, che aprirà già nel
corso del 2002 o al massimo nel 2003 e che ridurrà a zero gli
spazi nel cinema commerciale per le piccole sale, ha indotto il proprietario
dell'EDEN a cercare un accordo proprio con il Cineforum per trasformare
la sua sala in un cinema d'essai e non essere costretto, come sarebbe,
in caso contrario, quasi certo, a passare ad altra attività (Moda?
Hot Dogs? Banca? Rosticceria?
), il che vorrebbe dire la scomparsa
e la distruzione architettonica, dopo un secolo di vita, di una delle
sale che hanno portato il cinema a Bolzano (già scomparse: Centrale,
Corso, Roma, Augusteo, Astra, Boccaccio, Druso, Costellazione, vari
cinema parrocchiali e minori
nessuna delle quali però poteva
vantare il prestigio storico dell'EDEN);
5 - L'Assessorato
alla cultura Italiana, per bocca del dott. Antonio Lampis, si dice disposto
a intervenire purché non gli si proponga un'operazione simile
a quella Filmclub-Capitol, considerata scorretta perché basata
su consistentissimi esborsi di fondi pubblici per il restauro e la ristrutturazione
di un edificio che resta comunque di proprietà privata e per
l'uso del quale si pagherebbe oltretutto, a quanto risulta, un consistente
affitto; l'Assessorato sarebbe quindi pronto a contribuire a spese di
affitto e di gestione, ma non a ristrutturare a proprie spese proprietà
private altrui. Per evitare simili contestazioni, il Cineforum sarebbe
disposto a una collaborazione con l'attuale gestore con interventi che
non prevedano alcun tipo di ristrutturazione fissa a spese di enti pubblici,
ma eventualmente solo piccoli interventi di ammodernamento con strutture
rimovibili che resterebbero di proprietà dell'Associazione, che
si avvarrebbe per altro tipo di interventi di fondi provenienti da contributi
privati;
6 - Il Comune di
Bolzano non è stato finora contattato, ma sia il Cineforum Bolzano
che il gestore della sala si augurano che gli amministratori cittadini
non vogliano permettere la scomparsa della sala, in considerazione delle
motivazioni già esposte al punto 4 e degli errori commessi in
passato a Bolzano in questo campo, e vogliano concedere anch'essi il
loro benestare e il loro contributo a quest'operazione a carattere urbanistico-cinematografico
prima che, come sempre finora è successo, sia troppo tardi;
6 - Per portare a termine il salvataggio del Cinema Eden (sempre che,
come vogliamo sperare, anche il proprietario, rappresentante di un'antica
famiglia di "cinematografari" sudtirolesi, sia interessato
alla sopravvivenza della propria sala, ormai parte essenziale del patrimonio
culturale bolzanino), si rende quindi necessario l'intervento della
Provincia (Assessorato alla Cultura Italiana e, perché no, anche
quello alla Cultura Tedesca e magari anche di altri Assessorati provinciali)
e del Comune.
I costi iniziali sarebbero di circa un decimo di quelli dell'operazione
Capitol-Filmclub, pure sostenuti da due degli enti pubblici citati;
7- La sala poi, per quanto riguarda la gestione, almeno in parte si
autofinanzierebbe, ma i gestori continuerebbero ad avere bisogno di
finanziamenti pubblici: la cultura cinematografica vera e propria non
coinvolge sempre masse di spettatori paganti. Tuttavia nemmeno i musei
sono in attivo, eppure occorre farli sopravvivere. Crediamo che nel
III millennio sia ormai chiaro a tutti che fra le arti da tutelare e
finanziare magari anche in parte a fondo perduto c'è anche il
cinema. Se dovessimo parlare di autosostentamento e di frequentazione
da parte del pubblico il Museion, tanto per fare un puro esempio, dovrebbe
essere già stato chiuso da anni, mentre, logicamente e giustamente,
è ancora attivo. Perché non applicare gli stessi principi
al cinema d'arte e d'essai?
8 - Graditissimi
naturalmente sarebbero anche l'intervento e l'appoggio del Presidente
della Giunta Provinciale, della Giunta stessa e anche magari dell'Assessore
alla Cultura Tedesca, visto che l'EDEN è un bene storico-culturale
prezioso che va salvato anche tramite fondi non destinati esclusivamente
allo spettacolo
9 - Il Comune potrebbe
istituire per la sala il vincolo storico-urbanistico-culturale, come
si è fatto in molti altri casi: si tratta della sala che ha visto
la proiezione dei film di Griffith, di Pastrone, di Lang, di Murnau,
di Chaplin, di Trenker, di Keaton, di Rossellini
! Come si può
pensare di perderla!
10 - La sala salvata dalla demolizione e ristrutturata sarebbe evidentemente
anche SEMPRE a disposizione dell'Assessorato, del Centro Audiovisivi
(che ha bisogno di una vera saletta cinematografica!), delle scuole
e di altre associazioni accreditate, della Scuola di Cinema ZeLIG;
Il Cineforum chiede
risposte chiare, certe, sicure nei tempi e nei dati.da parte degli enti
pubblici chiamati in causa e l'appoggio dell'opinione pubblica, degli
uomini politici sensibili ai vari aspetti della problematica e soprattutto
dei suoi duemila soci attuali e delle migliaia, adulti e bambini, che
hanno partecipato alle sue attività negli ultimi decenni.,
Facciamo partire un'operazione EDEN-CINEFORUM: se avrà successo,
il Cineforum Bolzano garantisce fin d'ora nella sala dell'EDEN apertura,
collaborazione, disponibilità a tutti gli amanti e i cultori
del buon cinema e della cultura cinematografica, persone e associazioni,
le stesse che da quest'anno usufruiscono delle migliaia di volumi e
di documenti multimediali della rinnovata Biblioteca del cinema di Via
Dante 12/c, che l'associazione gestisce solo nell'interesse della decima
musa.
Il
direttivo del Cineforum Bolzano