Ha ragione Campostrini a denunciare l'assordante democratico
silenzio di associazioni ed istituzioni culturali relativamente al caso
della rana al Museion. Il mondo della cultura in generale teme il potere
partitico che ha invaso ed occupato ogni spazio pubblico e pretende
il monopolio della politica sottraendo spazi alla società civile.
Per questo pochissime voci dal mondo della cultura si sono levate a
difesa della libertà di espressione ed opinione.
Il Cineforum Bolzano, però, non fa parte di quel calderone silenzioso.
Nostra è stata una delle poche voci in difesa dell'opera di Kippenberger
peraltro pubblicata sulla prima pagina dell'Alto Adige. Ma è
da almeno 15 anni, se non da più di 50, anche quando era d'impronta
chiaramente cattolica, che il Cineforum dedica grande attenzione a tutto
il cinema (e gli argomenti da questo trattati) che si vuole censurato
dal potere politico o dal mercato. Tra gli altri, ultimamente abbiamo
mostrato sia i documentari antiberlusconiani, sia il film di Theo Van
Gogh nonostante la generalizzata minaccia di morte; abbiamo proposto
rassegne sulla pornografia e film politici (citiamo il recente Nazirock
o il vecchio Panthers): tutte opere che qualcuno pretendeva di condannare
all'oblio. Spiace che questo merito non ci venga riconosciuto anche
perché i suoi singoli membri e l'associazione nel suo insieme
questa libertà la pagano al potere che ci relega ai margini non
appoggiandoci come crediamo meriteremmo e costringendoci ad arrancare.
Troppo spesso l'attenzione dei media si spreca intorno ad iniziative
pompate di denari pubblici snobbando invece chi a causa della propria
autonomia si vede sottratte risorse e possibilità di sviluppo.
Ribadiamo quindi che il Cineforum Bolzano difende la rana del Museion
e ritiene un clamoroso autogol la richiesta di rimozione avanzata oggi
da chi voleva mostrare al mondo che la nostra regione non è rappresentata
solo dal Bauernbund o dalla festa dello Speck piuttosto che da quella
del geranio, ma che con questa censura dimostra solo lo strapotere imperversante
di certa sottocultura falso-moralista ed antidemocratica. Senza contare
il definitivo tramonto di quelle velleità che vorrebbero fare
di Bolzano la capitale della cultura europea nel 2019!
In occasione del 4FilmFestival, ad ottobre, in collaborazione con l'associazione
Harlock, stiamo preparando anche una piccola, ironica iniziativa legata
alla libertà di espressione artistica e culturale. Speriamo che
i media se ne accorgano.
il direttivo del
CINEFORUM BOLZANO
