back corti e cartoni
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Quando il pubblico entra in una sala cinematografica la prima cosa che si aspetta è un quarto d'ora di pubblicità. In una sala commerciale anche se d'essei, è chiaro che la pubblicità può risultare un elemento essenziale ed irrinunciabile per gli introiti e per la stessa sopravvivenza dell'esercizio. Così non è per le altre realtà. Chi opera al di fuori del mercato non deve seguirne le regole. Dunque, perché non utilizzare quel quarto d'ora per programmare dei cortometraggi? Il corto è un formato cinematografico certamente atipico e per questo di notevole interesse. In pochi minuti è concentrato una narrazione compiuta, molto spesso di carattere avanguardistico, quasi sempre, piuttosto innovativo anche se povero. Tutti i registi affermati hanno iniziato ad esprimersi in questa forma, una vera palestra di talento. In un paese come la Francia questo è stato capito da tempo e per il corto esiste un discreto mercato che da noi, purtroppo, ancora è lungi dal realizzarsi. Ne possono approfittare tutti coloro che credono nell'altro cinema, credono nell'arte, e nelle buone idee.
Parallelamente al discorso fatto per i cortometraggi si può fare altrettanto per i cartoni animati. Anche questi andrebbero apprezzati maggiormente e "sottratti ai bambini" per essere concepiti in misura sempre maggiore alla stregua del classico cinema e, anzi, quasi come il futuro stesso del cinema.