Sono passati quasi
due anni da quando il Cineforum Bolzano propose al Comune di Bolzano
di modificare la ragione sociale del Teatro Stabile di Gries, per la
sua riconversione in cinema. A due anni da questa proposta vorrei trarre
alcune considerazioni
Il teatro stabile di Gries è stato sottoutilizzato, più
di una volta snobbato da quelle associazioni di teatro amatoriale che
si erano erette a suo difensore (forse non considerandolo abbastanza
prestigioso rispetto al nuovo teatro di Piazza Verdi?). Le problematiche
di alcuni mesi fa sull'ipotetico monopolio del Nuovo Teatro, sono la
riprova di quanto affermo. Oggi il teatro di Gries è abbandonato.
Non voglio riaprire una polemica che risulterebbe arida sotto l'aspetto
culturale in quanto già sviluppata e conclusa.
Ribadisco, comunque, che si era prodotto un abbaglio nei riguardi della
nostra iniziativa, tesa a riportare in auge una struttura così
nobile come quella di Gries che era logico pensare sarebbe rimasta "scoperta"
con la costituzione di un nuovo teatro. La mancanza cronica di sale
cinematografiche disponibili per una corretta visione di film è
un bisogno impellente per la nostra città.
Al nuovo Assessore alla cultura del Comune di Bolzano, cortesemente
e ingenuamente domando se il Cineforum Bolzano a 50 anni dalla sua nascita
riuscirà in un prossimo futuro a trovare una collocazione dignitosa,
per lo sviluppo della sua politica culturale. Una domanda ingenua che
potrebbe trovare una risposta semplice ed esauriente con la proposta
da parte sua, Assessore Repetto, di creare una "casa comune"
del cinema in una struttura di prossima costruzione nella città.
Mi rendo conto che le pressioni politiche perché questo non accada
sono molte e rilevanti, ma da parte sua sarebbe una presa di posizione
importante. L'assessorato alla cultura tedesca della provincia di Bolzano
ha finanziato con un miliardo e trecento milioni una sua associazione
cinematografica, il Comune ha supportato l'operazione con 500 milioni.
Il Cineforum Bolzano se non fosse per l'Assessorato Provinciale Italiano
avrebbe da tempo chiuso i battenti. La logica proporzionale provinciale
non fa una piega. Ma il fatto che il Comune di Bolzano ha un solo Assessorato
alla cultura, mi spinge a chiedere perché un'associazione come
la nostra sia stata discriminata in questa maniera rispetto ad una associazione
tedesca. Questa discriminazione si è sviluppata anche in altri
settori. Nel 1999 il Cineforum Bolzano ha ideato e condotto la collaborazione
con il Giffoni Film Festival (io stesso ho assunto la responsabilità
di accompagnare 6 ragazzi bolzanini nella città di Giffoni, per
permettere loro di assistere a questo evento dal grande impatto emotivo
e significato, che sicuramente ha lasciato un segno indelebile nella
memoria di quei ragazzi. Nel 2000 al Cineforum è stata tolta
l'organizzazione del Giffoni e affidata a quella stessa associazione
cinematografica tedesca che oggi ha ricevuto 500 milioni di finanziamento
dal Comune. Veda, Assessore Repetto, che il Cineforum Bolzano ha sempre
dimostrato nella sua storia grande rispetto e sensibilità per
la questione etnica sudtirolese, cercando di promuovere una politica
della distensione e, nel nostro piccolo, abbiamo fatto di tutto per
acquisire una sensibilità particolare (questo lo potrà
constatare verificando i nomi delle persone che costituiscono il direttivo
della nostra associazione e dei nostri 2000 soci)
Questo comportamento non è corretto, in primo luogo perché
è sempre stato privo di una spiegazione chiara, in secondo luogo
perché assente di una politica culturale.
Il Comune di Bolzano dovrebbe essere promotore di una politica della
convivenza soprattutto in campo culturale. Discriminando la nostra realtà
si è avvalorato maggiormente una logica perversa che vede la
sua esecuzione nella separazione.
Ferruccio Cumer
per il Direttivo Cineforum Bolzano