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euro 3
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DANIELA CATTIVELLI
Musicista (suona computer, campionatore, sassofono) e compositrice formatasi
attraverso esperienze musicali eterogenee: dalla musica industriale
a quella “colta” contemporanea, da quella improvvisata alla
musica di scena.
Tra il 1990 e il 2000 ha dato vita a diverse formazioni, tra cui Laboratorio
Musica & Immagine, Fastilio, Antenata. Il territorio d'indagine
sulla ricerca sonora si è in seguito allargato verso esperienze
artistiche interdisciplinari. Manipolatrice di dispositivi analogici
e digitali ha avviato negli ultimi anni una serie di nuove formazioni,
con altri artisti e/o musicisti come: Mylicon/en, CANE, Sigourney Weaver
e il duo con la cantante berlinese Margareth Kammerer. Ha composto svariata
musica per il teatro, danza, corto e lungometraggi, curato il suono
di spettacoli di compagnie di teatro/danza quali: Compagnia Giorgio
Barberio Corsetti, MK, Teatro della Valdoca, Compagnia Monica Francia,
Le Supplici, Laminarie, Le-gami, , Yoko Higashino e altre. Ha inoltre
collaborato e suonato sotto la direzione di noti musicisti della scena
musicale sperimentale: Fred Frith, Charles Hayward, Zeena Parkins, Buch
Morris, Jon Rose, John Oswald, Salvatore Sciarrino.
www.myliconen.it

Victor Sjöström (1879-1960)
Grande pioniere del cinema scandinavo e massima personalità della
cinematografia svedese prima di Ingmar Bergman, che nel 1958, per pagare
il suo tributo al maestro, lo volle a protagonista de Il posto delle
fragole. Sjöström si avvicinò al cinema nel 1912, dopo
una lunga carriera di attore teatrale, dedicandosi subito alla regia.
Dopo una serie di film di scarso rilievo, nel 1916 portò sullo
schermo il poema di Ibsen, Terje Vigen, dove si manifestò per
la prima volta il tratto tipico del cinema del grande autore svedese,
cioè la rappresentazione soverchiante della natura percorsa da
un senso panico, potente e penetrante.
I film di Sjöström contribuirono all'affermarsi del melodramma;
non erano ambientati nell'epoca moderna, non c'era traccia d’industrializzazione,
era una Svezia anacronistica, una Svezia mitica dipinta con i costumi
tradizionali, quella in cui si svolgevano le sue storie; il melodramma
di Sjöström, parallelo a quello di Griffith, si svolge nel
passato invece che nel presente, ed ha perciò il vantaggio di
far leva su sentimenti ormai connaturati all'animo dello spettatore.
L'idealizzazione della vita contadina e la celebrazione della natura
sono i temi di fondo comuni a tutte le sue opere. La prima si esplica
sia quando Sjöström esamina i costumi a volte crudeli della
vita di villaggio e quando fruga nell'intimità familiare, nella
baracca, nel rifugio sulle montagne, nella casa ai margini del deserto.
La seconda nasce dalla doppia scoperta che la natura è fotogenica
e che il clima può produrre suspence e pathos quanto un'azione
complicatissima. Insieme le due direttive del cinema di Sjöström
esplorano il rapporto inestricabile che lega l'uomo alla natura.
Tecnicamente le innovazioni apportate da Sjöström concernono
due aspetti della regìa: innanzitutto la dilatazione del tempo
filmico che, riducendo l'azione (la densità d’azione),
consente allo spettatore di percepire la scena nei minimi dettagli e
gli consente di capire i sentimenti che animano i protagonisti; in secondo
luogo la presa di coscienza che anche gli ambienti, sia interni sia
esterni, sono parte del film, e parlano allo spettatore in un particolare
linguaggio di codici.Terje Vigen (C'era un uomo, Svezia 1917) 53’.
Regia di Victor Sjöström. Con Victor Sjöström, Edith
Erastoff, August Falck, Bergliot Husberg.
Sinossi
Trasposizione per il grande schermo dell'omonimo poema di Henrik Ibsen
del 1862.
Il protagonista, Terje Vigen (interpretato dallo stesso Sjöström)
è un intrepido pescatore che durante le guerre Napoleoniche s'avventura
in acque proibite per procurare cibo per sfamare la moglie e la figlioletta.
Durante quest’impresa verrà però avvistato e catturato
da una nave Inglese e portato in prigione.
Solo molti anni dopo, alla fine della guerra, potrà fare ritorno
alla sua isola dove però dovrà affrontare la triste notizia
della morte della moglie e della figlia. Terje Vigen è assetato
di vendetta. Gli anni passano e un giorno, durante una terribile tempesta,
avvista in mare una nave in difficoltà. Con la sua barchetta
tenta di raggiungere l'imbarcazione per trarre in salvo l'equipaggio.
Una volta salito a bordo della nave inglese riconoscerà nel capitano
della stessa lo spietato ufficiale che lo aveva arrestato e imprigionato.
Potrebbe finalmente vendicarsi ma….