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BOLZANO. «Mi chiedo se i funzionari provinciali e comunali che
hanno erogato i contributi si siano mai preoccupati di verificare l'attività
svolta dal Filmclub, che negli ultimi tempi è diventato un temibile
concorrente delle altre sale cinematografiche»: Massimo Dal Maso,
gestore del cinema Eden, torna all'attacco rispolverando la polemica legata
ai finanziamenti pubblici che hanno consentito al Filmclub di rilevare
e ristrutturare il cinema Capitol.
A un anno di distanza dalla riapertura, Dal Maso ricorda le parole di
Martin Kaufmann del Filmclub: «Aveva detto che la programmazione
dei film nelle tre sale non si sarebe discotata da quella precedente e
quindi le pellicole proposte sarebbero state sicuramente d'interesse culturale».
Un anno dopo, Dal Maso, scorre la lista dei film proiettati e la snocciola
per dimostrare che «sono gli stessi proietati nelle sale commerciali,
nelle multisale, nei multiplex di tutta Italia e non nelle sale d'éssai
o nei circoli culturali: Traffic, Vertical limit, Scoprendo Forrester,
Evolution, The Others, Moulin Rouge, Il diario di Bridget Jones, Spy Game,
Jack lo squartatore, Harry Potter, Il signore degli anelli, A beutiful
mind.
Dal Maso contesta anche che il suo «avversario, a fronte dei consistenti
contributi è in grado di promuovere una campagna di sconti a ebeneficio
degli studenti e degli anziani. Una lodevole iniziativa, alla quale noi
non riusciamo ad aderire per le elevate spese di gestione e la mancanza
di sostegno da parte di quelle istituzioni che invece hanno permesso la
ristrutturazione miliardaria di quell'immobile in cui si respira cultura
e s'incassano milioni con i film commerciali».
Solo alcune settimane fa, Dal Maso aveva presentato una proposta congiunta
dell'Eden e del Cineforum, per trasformare il cinematografo di via Leonardo
da Vinci in una sala d'éssai, scelta strategica anche in vista
dell'apertura di due nuove multisale (quella dei Podini in via Galilei
e quella del trentino Lazzeri in via Macello) che inaspriranno ancora
di più la concorrenza. Era stato, in buona sostanza, un appello
pubblico a quegli stessi enti pubblici che hanno a suo tempo finanziato
l'operazione Capitol. Appello caduto nel vuoto.
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