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  inizio

 

 

- E mentre l’uomo stava là immobile, il cielo sulla casa si mise ad urlare. Montag fu tagliato in due . Si sentì il petto aperto, spaccato a colpi d’ascia. Erano i bombardieri a reazione che passavano, passavano sopra il suo capo, passavano via, uno due, uno due, sei bombardieri, nove bombardieri a reazione, dodici bombardieri, uno uno uno, un altro, un altro, un altro, urlavano tutti contro di lui. Egli aprì la bocca e lasciò che il loro urlo scendesse e gli passasse fra i denti nudi.
... Mildred diede un calcio a un volume. ”I libri non sono persone. Tu leggi, io mi guardo intorno, ma non c’è nessuno!” ... ”Mentre” riprese Mildred “La mia Famiglia è fatta di persone. Di persone che mi dicono tante cose; io rido, loro ridono! E i colori poi! ... “Si capisco”...Montag allungò un braccio entro la parete del salotto e girò la manopola principale. Le immagini si ischeletrirono, scomparvero come prosciugate, quasi che da un’immensa coppa di cristallo popolata di pesci isterici, fosse stata fatta defluire l’acqua.
(...)Le tre donne si voltarono lentamente a guardare con palese irritazione prima e poi con antipatia manifesta Guy Montag ...Le tre pareti spente della camera erano come pallide fronti di giganti addormentati, ora, deserte di sogni. Montag ebbe la sensazione che, toccando quelle fronti abbondante, si sarebbe ritrovato i polpastrelli ricoperti di un sottilissimo sudore salato. La traspirazione si accumulava col silenzio e col fremito sub-sonico che vibrava tutto intorno e dentro le donne bruciate dalla tensione e dall’impazienza. Da un momento all’altro, avrebbero potuto emettere un lungo sibilio lacerante ed esplodere.
Montag mosse le labbra.“Parliamo un poco.” ...Ridendo le donne misero in mostra le lingue agili. Mildred, dopo essere rimasta seduta per un istante in silenzio, vedendo che Montag era sempre ritto sulla soglia, battè le mani ...“Buona idea” disse la signora Browles. “Ho votato alle ultime elezioni, come ogni altra, naturalmente, a favore della linea politica del Presidente Noble. Per me è uno degli uomini più belli che siano mai diventati Presidenti.”. “Oh, ma quello che gli avevano dato come antagonista, allora?”. “Be, non direi che fosse poi una grande bellezza! Era piuttosto basso di statura, innanzi tutto, un tipo insignificante, direi, poi non si radeva bene e spesso era anche spettinato.”. “Cosa è saltato in mente ai Fuoricampo di portare candidato un tipo simile? Non si sostiene un mezzo nano contro un bell’uomo alto come il Presidente! E poi, non parlava, biascicava! Per quasi tutto il tempo non sono riuscita a intendere una sola parola di quello che diceva. E le parole che ho udito, non le ho capite!”. “E poi era grasso e vestito in modo da non nasconderlo. Non c’è da stupirsi che le elezioni le abbia vinte Winston Nobel. Perfino nei nomi la differenza era tutta a vantaggio del Presidente. Paragona Winston Nobel a Hubert Pork per un solo istante e non è difficile immaginare quali potevano essere i risultati.”. “Ma accidenti!” gridò Montag. “Che ne sapete voi di Pork e Nobel!” ...
Ray Bradbury nel 1955, con Fahrenheit 451 descrive un mondo, o meglio, un’ America nella quale i libri sono stati messi al bando e dove i vigili del fuoco fungono da squadristi incendiari nei confronti di quei pochi, pochissimi, dissidenti che ne possiedono qualcuno. La grande forza visionaria di Bradbury sta nell’aver sottolineato come il regime, da lui descritto, non detiene il potere in modo essenzialmente coercitivo e violento, ma si basa su un pressoché totale consenso democratico, legittimato da periodiche elezioni politiche. “Il nemico più pericoloso della verità e della libertà, la bovina mandria compatta ed inerte” è la maggioranza silenziosa che dei libri e dell’informazione non saprebbe proprio cosa farsene! Così l’America vive in costante guerra con il resto del mondo:”Guerre spicce” di cui nessuno ha mai conosciuto un soldato morto. Se ne ignorano i motivi, se ne ha una labile percezione (i bombardieri che partono). Rimane una società edonista, immersa nelle quattro pareti televisive dove fa breccia la “Famiglia” un noto programma interattivo, una società i cui ragazzi cercano di correre con le loro auto più veloci dei loro pensieri giocando a morire e devastando ciò che viene consentito loro di devastare. Non manca neppure la spettacolarizzazione della diretta televisiva delle azioni della polizia, con tanto di gioco a premi correlato! Sta in questo la superiorità della visione di Bradbury e di Fahrenheit rispetto ad Orwell e 1984 il libro che lo scrittore lasciò in eredità all’immaginario collettivo della sinistra tutta.
Il “Grande Fratello” orwelliano è espressione di un regime monopartitico che si propaganda con gigantografie e slogan marziali, dove la TV è un sistema video di controllo a circuito chiuso. La guerra è spaventosamente miserrima, succube del declino della scienza, le persone sono scorie subumane private delle libertà più elementari, come quella sessuale che viene consumata illegalmente, di nascosto.
L’atmosfera generale è di cupa disperazione tanto che la riduzione televisiva del 1954 destò le proteste del pubblico alla direzione della BBC e tanto da colpire ancora oggi chi volesse vedere il film di Radford: Orwell 1984.
Ma il fondamentale limite del Grande Fratello rimane nella sua “relativamente scarsa” capacità di controllo sui cittadini, nei suoi metodi grezzi basati sulla paura, la coercizione e la tortura:
- “Era quaranta!” disse O’Brien. “Puoi vedere che i numeri su questo quadrante arrivano a cento. Cerca di ricordarti, durante tutta la nostra conversazione, che è in mio potere comunicarti una sofferenza fisica, in qualsiasi momento io voglia, e a qualsiasi grado e intensità io creda opportuno. Se tu mi dirai bugie, o tenterai in qualsiasi altro modo di cambiare le carte in tavola, o anche di lasciarti andare al di sotto di quel che comporta la tua intelligenza normale, tu griderai all’istante per il dolore. Hai capito?”...
O’Brien sollevò la mano sinistra, rivolgendone il dorso a Winston, con il pollice nascosto e le altre quattro dita tese.
“Quante dita tengo su, Winston?”
“Quattro”.
“E se il Partito dice che non sono quattro, ma sono cinque ... be’ quante dita sono?”
“Quattro”.
La parola terminò in un urlo di dolore. L’ago del quadrante era arrivato a puntare sul cinquantacinque. Tutto il corpo di Winston fu inondato di sudore. L’aria entrava a forza nei polmoni e a forza, furiosamente, ne usciva, misti a certi profondi ruggiti che, anche col tener stretti i denti, egli non riusciva a fermare. O’Brien lo guardava con le quattro dita sempre tese. Trasse la leva un pò indietro. Questa volta il dolore fu soltanto alleviato.
Esiste, dunque il malcontento, una discrepanza fra quello che si pensa e quello che si dice . Le persone possono sognare in mondo migliore, una vita diversa. Certo, la tortura prevede una sorta di processo di “innamoramento”, di riconoscimento affettivo del proprio carnefice quindi, in definitiva, anche il controllo del pensiero ma, sostanzialmente, 1984 non può essere utilizzato come uno strumento di critica moderna. Orwell sembra descrivere un mondo ispirato all’Unione Sovietica e alle dittature nazifasciste degli anni ‘20-‘40 o tuttalpiù potrebbe descrivere qualche dittatura contemporanea nel terzo mondo, ma nulla di più.
Questi i presupposti dell’autore:
“Era possibile, senza dubbio, immaginare una società in cui la ricchezza, nel senso del possesso personale e del lusso, fosse equamente distribuita, mentre il potere restava appannaggio di una piccola casta privilegiata. Ma in pratica una società simile non avrebbe potuto durare stabilmente. Poiché se la tranquillità e la sicurezza fossero state godute da tutti nello stesso modo, la maggior parte degli esseri umani che sono di solito intorpiditi dalla povertà avrebbe appreso, invece, a leggere e a scrivere e, quel che è più importante, a pensare col proprio cervello; e una volta che fossero arrivati a questo, non avrebbe tardato, prima o poi, a capire che la minoranza privilegiata non aveva alcuna reale funzione e avrebbero fatto in modo di scalzarla. Alla lunga, una società organizzata su basi gerarchiche era possibile soltanto sul fondamento della povertà e dell’ignoranza.”
Ora non ci sembra che le cose stiano esattamente in questi termini. Nessun regime totalitario moderno che si rispetti, mantiene il controllo sociale con metodi coercitivi e polizieschi (ciò che è successo a Genova durante il G8, infatti trascende ogni logica e ci riporta in Cile negli anni '70) e la diffusione del benessere è fondamentale alla sua stessa sopravvivenza. In Italia, ad esempio, i celerini mandati da Scelba a massacrare gli operai in agitazione sono solo un opaco ricordo, sono passato!
Prendiamo la prima Guerra del Golfo. Vi è forse stata una repressione violenta del movimento studentesco e pacifista? No, niente di tutto questo. A massacrare il movimento non sono state la forza e la violenza della polizia, ma la forza e la violenza dei mass-media.
In breve tempo l’opinione pubblica è passata dalla condanna della guerra alla sua inevitabile accettazione. Ci si è dimenticati dell’embargo economico e i pacifisti sono stati accusati di essere filo Saddam Hussein e a volte identificati con i terroristi arabi (“La Repubblica”).
Si è favoleggiato di guerre chirurgiche, sono stati censurati i morti. Si è pubblicizzato un nuovo ordine mondiale e il ruolo degli USA quali garanti del diritto internazionale.
Oggi gli stessi mass media rivelano parte delle distorsioni e delle manipolazioni verificatesi, rivelano interessi e retroscena denunciati allora dai pacifisti ed allora tacciati quasi come propaganda del nemico.
Ma la guerra si è fatta! Il movimento pacifista spazzato via!
La storia si è poi ripetuta, con altre menzogne. A Bush padre è seguito il figlio. Ma l'opinione pubblica ha continuato a credere alle menzogne o a perdonare indulgentemente le violazioni. Sappiamo che in Spagna il governo Aznar, fortemente schierato nell'illegalità della guerra americana, avrebbe vinto le elezione le non ci fosse stata una strage terroristica subito prima ad insanguinarle. È la logica del terrore quella vincente. Il terrore che minaccia il benessere. Lo sanno i terroristi, e lo sanno i governi, ed i media la alimentano.

Andreas Perugini