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Aprile 2001, ultimati i lavori di ristrutturazione, finanziati da un
cospicuo contributo stanziato dalla Provincia autonoma e dal Comune di
Bolzano, riapre il cinema Capitol.
Due le sale ricavate dalla struttura originale un bar, un ristorante,
un ampio foyer che funge anche da collegamento alla storica sala del Filmclub,
che ora gestisce questa mini-multisala.
Alla conferenza stampa, cui fui gentilmente invitato, i relatori illustrarono
al numeroso pubblico presente, gli interventi realizzati per portare a
termine questo progetto.
I dirigenti del Filmclub ripercorsero la storia dell´associazione
dall´anno di fondazione e descrissero gli ostacoli affrontati prima
di potere coronare quel sogno che si prefiggevano da alcuni anni.
Il sogno si era concretizzato, l´architetto espose il progetto,
le personalità politiche apprezzarono e lodarono l´operazione.
Quando parlò il direttore artistico del Filmclub, il signor Martin
Kaufmann, la mia attenzione fu catalizzata dalle sue dichiarazioni. Informava
i presenti che la programmazione dei film nelle tre sale non si sarebbe
discostata da quella precedente e quindi le pellicole proposte sarebbero
sicuramente state d´interesse culturale.
Ero rassicurato, il denaro erogato (3/4 miliardi di vecchie lire) era
stato utilizzato per sostenere gli ingenti costi di ristrutturazione di
un nuovo complesso cinematografico che avrebbe continuato a proporre film
culturali e non commerciali.
Aprile 2002, un anno è trascorso dall´inaugurazione delle
sale e dalle rassicuranti promesse dei dirigenti del Filmclub,
Altri contributi sono stati o saranno probabilmente devoluti all´associazione,
che guarda a caso da numerosi mesi alterna film «culturali»
a quelli commerciali.
Traffic, Vertical limit, Scoprendo Forrester, Evolution, The Others, Moulin
Rouge, il diario di Bridget Jones, Spy Game, Jack lo squartatore, Harry
Potter, Il signore degli anelli, A beatiful Mind sono alcune delle pellicole
programmate.
Gli stessi che sono stati proiettati nelle sale commerciali, nelle multisale,
nei multiplex di tutta Italia e non nelle sale d´essai o nei circoli
culturali.
Film che troviamo ai primi posti delle classifiche, che a fronte dei consistenti
incassi ottenuti, hanno consentito di sostenere gli enormi costi derivanti
dalla gestione di queste strutture in cui lavorano decine di dipendenti
e non gli obiettori di coscienza.
Esercizi commerciali che non godono sicuramente delle particolarissime
agevolazioni fiscali riservate ai Cineclub, almeno quelli altoatesini,
che percepiscono in continuazione contributi per le ristrutturazioni e
lo svolgimento dell´attività.
Mi chiedo se i funzionari che hanno erogato i contributi si siano mai
preoccupati di verificare l´attività svolta dal Filmclub
che negli ultimi tempi è diventato un terribile concorrente delle
altre sale cinematografiche.
Un «avversario» che a fronte dei consistenti contributi è
in grado di promuovere una campagna di sconti a beneficio degli studenti
e degli anziani. Una lodevole iniziativa, alla quale noi non riusciamo
ad aderire per le elevate spese di gestione e la mancanza di sostegno
da parte di quelle istituzioni che invece hanno permesso la ristrutturazione
miliardaria di quell´immobile in cui si respira cultura e si incassano
milioni con i film commerciali.
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