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Apprendiamo oggi, dalla lettura del giornale, l'intenzione di Antonella
Biancofiore, consigliere comunale di An, di colpire il Cineforum Bolzano
reo di aver criticato la legge Bossi-Fini.
La nostra associazione culturale organizza, tra le altre, una rassegna
cinematografica contro l'Intolleranza, e lo fa, come sempre e giustamente,
con i contributi pubblici. Nella ragione sociale delle associazioni culturali
vi è la promozione della cultura. Questa, naturalmente, non può
prescindere dal presente e dalla sua eventuale critica. Il Cineforum Bolzano
ritiene la Bossi-Fini una legge essenzialmente ingiusta e riteniamo nostro
pieno diritto (Art. 21 Cost. Tutti hanno diritto di manifestare liberamente
il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.)
potere esprimere liberamente la nostra opinione e divulgarla attraverso
quella che è la nostra attività culturale, per altro non
finalizzata a scopi elettorali o propagandistici.
Risulta altresì paradossale che una rassegna contro l'intolleranza
ed il razzismo sia accusata di violare la L. 25/6/93 n.205 c.d. Legge
Mancino, nata per arginare, appunto, i fenomeni di intolleranza razziale,
religiosa, ecc.
Oltretutto, nelle 4 righe di introduzione alla rassegna, non si insultano
ministri (come erroneamente riportato dalla Biancofiore), bensì
ci si riferisce esclusivamente alla legge: non ci sembra la stessa cosa!
Questo tentativo di controllare politicamente le associazioni minacciandone
la sopravvivenza stessa, per il solo motivo che non risultano "allineate"
a questo o a quel partito politico, appare come un inquietante segnale
di un'assoluta mancanza di sensibilità democratica.
A proposito di democrazia, alle nostre proiezioni (con introduzione
e dibattito finale) possono partecipare da esattamente cinquant'anni tutti
coloro i quali abbiano interesse ad esprimere civilmente il proprio punto
di vista, indipendentemente dalle personali convinzioni ideologiche.
Il Direttivo del Cineforum Bolzano
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