| |
 |

L'assessore provinciale alla cultura italiana Luigi Cigolla
non ha nessuna intenzione di bloccare i contributi al Cineforum
Caso Cineforum. Holzmann insiste: l'assessore sbaglia, fanno politica
col denaro pubblico
«Niente censure sulla cultura»
Cigolla contro An: rispettate la libertà di pensiero
di Luca Fregona
BOLZANO. «Niente censure, niente blocco dei contributi, io rispetto
la Costituzione che garantisce libertà di pensiero e opinione».
L'assessore provinciale alla cultura italiana Cigolla rispedisce ad An
la richiesta di ritirare i finanziamenti al Cineforum per un ciclo di
film sulla xenofobia.
Su manifesti e depliant, l'associazione definiva «razzista»
la legge Bossi-Fini sull'immigrazione. Levata di scudi di Alleanza nazionale,
che ha chiesto in consiglio comunale e in Provincia il «congelamento»
dei contributi. Richiesta a cui Cigolla risponde picche. Di più:
l'assessore in una lunga nota ricorda ad An l'articolo 21 della Costituzione
(libertà di pensiero): «Ho sempre posto l'imparzialità
ed il rispetto per il libero pensiero al centro della mia azione. Non
ho mai mischiato la gestione dei contributi a valutazioni politiche o
partitiche». Niente censure quindi "ad intellettuali, associazioni
ed artisti nel pieno rispetto dei principi democratici. L'unico parametro
è la qualità». In quanto alle accuse a Bossi e Fini,
Cigolla taglia corto: «Nulla di strano: la critica fa parte degli
oneri che affiancano l'impegno pubblico. Per tale ragione non sono stati
mai riconsiderati i contributi, neppure quando le critiche hanno riguardato
la giunta provinciale o il sottoscritto». Più chiaro di così.
Toni che non sono piaciuti per niente a Giorgio Holzmann: «Forse
l'assessore fa confusione tra associazioni e partiti politici. Noi non
siamo dei censori: abbiamo solamente rilevato come i contributi pubblici
non possano essere utilizzati per fare propaganda e attaccare due esponenti
del governo». A Holzmann non è andato giù l'accostamento
tra la parola "razzismo" e il nome di Fini: «E' un'illazione
pesante e scorretta. Il presidente del Cineforum Perugini ha tutto il
diritto di crederlo e dirlo, ma non di stamparlo su materiali finanziati
con il denaro della comunità». Per il leader di An la distinzione
deve rimanere netta: «I partiti facciano i partiti, le associazioni
le associazioni». Eppure, An ha un circolo, il "Giovanni Gentile",
che organizza serate sulla Repubblica sociale o di stampo revisionista
sulla Resistenza... «Calma - ribatte Holzmann -. Mai fatto revisionismo,
si tratta solo di appuntamenti culturali dove la Storia viene vista da
angolature diverse, senza comunque mai fare apologia e offendere nessuno».
An però continua a prendersela con appuntamenti culturali organizzati
da associazioni cittadine: due anni fa il concerto dei 99 Posse, poi la
rassegna di film a luci rosse del Masetti, adesso il Cineforum. Ma è
proprio necessario? «I 99 Posse - risponde Holzmann - incitano "a
sparare a poliziotti e fascisti", e la cosa, ovviamente, non ci va.
Le critiche al Masetti erano solo di buon gusto. Quanto al Cineforum,
liberissimi di dire quello che vogliono, ma non, ripeto, coi soldi pubblici,
che se permette sono anche quelli degli elettori di An». |
|