back Niente censure sulla cultura [Alto Adige 11/10/02]
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L'assessore provinciale alla cultura italiana Luigi Cigolla non ha nessuna intenzione di bloccare i contributi al Cineforum
Caso Cineforum. Holzmann insiste: l'assessore sbaglia, fanno politica col denaro pubblico

«Niente censure sulla cultura»

Cigolla contro An: rispettate la libertà di pensiero

di Luca Fregona

BOLZANO. «Niente censure, niente blocco dei contributi, io rispetto la Costituzione che garantisce libertà di pensiero e opinione». L'assessore provinciale alla cultura italiana Cigolla rispedisce ad An la richiesta di ritirare i finanziamenti al Cineforum per un ciclo di film sulla xenofobia.
Su manifesti e depliant, l'associazione definiva «razzista» la legge Bossi-Fini sull'immigrazione. Levata di scudi di Alleanza nazionale, che ha chiesto in consiglio comunale e in Provincia il «congelamento» dei contributi. Richiesta a cui Cigolla risponde picche. Di più: l'assessore in una lunga nota ricorda ad An l'articolo 21 della Costituzione (libertà di pensiero): «Ho sempre posto l'imparzialità ed il rispetto per il libero pensiero al centro della mia azione. Non ho mai mischiato la gestione dei contributi a valutazioni politiche o partitiche». Niente censure quindi "ad intellettuali, associazioni ed artisti nel pieno rispetto dei principi democratici. L'unico parametro è la qualità». In quanto alle accuse a Bossi e Fini, Cigolla taglia corto: «Nulla di strano: la critica fa parte degli oneri che affiancano l'impegno pubblico. Per tale ragione non sono stati mai riconsiderati i contributi, neppure quando le critiche hanno riguardato la giunta provinciale o il sottoscritto». Più chiaro di così.
Toni che non sono piaciuti per niente a Giorgio Holzmann: «Forse l'assessore fa confusione tra associazioni e partiti politici. Noi non siamo dei censori: abbiamo solamente rilevato come i contributi pubblici non possano essere utilizzati per fare propaganda e attaccare due esponenti del governo». A Holzmann non è andato giù l'accostamento tra la parola "razzismo" e il nome di Fini: «E' un'illazione pesante e scorretta. Il presidente del Cineforum Perugini ha tutto il diritto di crederlo e dirlo, ma non di stamparlo su materiali finanziati con il denaro della comunità». Per il leader di An la distinzione deve rimanere netta: «I partiti facciano i partiti, le associazioni le associazioni». Eppure, An ha un circolo, il "Giovanni Gentile", che organizza serate sulla Repubblica sociale o di stampo revisionista sulla Resistenza... «Calma - ribatte Holzmann -. Mai fatto revisionismo, si tratta solo di appuntamenti culturali dove la Storia viene vista da angolature diverse, senza comunque mai fare apologia e offendere nessuno».
An però continua a prendersela con appuntamenti culturali organizzati da associazioni cittadine: due anni fa il concerto dei 99 Posse, poi la rassegna di film a luci rosse del Masetti, adesso il Cineforum. Ma è proprio necessario? «I 99 Posse - risponde Holzmann - incitano "a sparare a poliziotti e fascisti", e la cosa, ovviamente, non ci va. Le critiche al Masetti erano solo di buon gusto. Quanto al Cineforum, liberissimi di dire quello che vogliono, ma non, ripeto, coi soldi pubblici, che se permette sono anche quelli degli elettori di An».