back Democrazia e tristezza
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Sono uno dei membri del Direttivo Artistico del Cineforum Bolzano, e vorrei esprimere attraverso queste righe alcune riflessioni riguardanti l'attacco da parte della signora Biancofiore nei nostri confronti.
Ho preferito non scrivere una lettera a caldo per due semplici motivi: il primo è che spesso si rischia di farsi prendere dall'emozione del momento senza guardare le cose con un certo distacco e la giusta obiettività
necessaria, e secondariamente perché inizialmente la cosa non mi sembrava così importante per darle un reale peso.
Quando ho letto per la prima volta le dichiarazioni della signora Biancofiore, ho pensato immediatamente ad una sparata fatta sul momento senza riflettere realmente sulle parole espresse, e sulle conseguenze che una simile dichiarazione porta in sè.
Non ci ho più pensato fino a quando altri esponenti politici sono intervenuti, e la cosa ha assunto connotati diversi.
E' strano pensare che una rassegna contro il razzismo venga definita "un'iniziativa di estrema gravità". Nella forma nella quale la signora Biancofiore ha espresso il suo disappunto sembra che più che attaccarci per la critica alla legge Bossi-Fini, ci attacchi per la rassegna in sè.
Questa almeno è l'interpretazione che una persona che mantiene una certa analisi critica può dare. Posso capire la critica nei confronti di un'opinione, come quella presente sul nostro volantino è, ma penso che non sia accettabile che questa opinione venga criminalizzata.
Non c'è una singola parola che delegittima la legge, ma bensì un punto di vista negativo sulla legge stessa.
Personalmente non credo che essere ministri o vicepremier esima una persona da commettere errori, o di allontanarla da critiche se ritenute meritate.
Per ora non esiste "il reato d'opinione", e questa libertà di parola viene garantita dall'articolo 21 della costituzione italiana.
Del resto sappiamo tutti come il signor Bossi, legittimamente eletto in modo democratico, ha in passato definito il nostro beneamato presidente del consiglio.
Una legge legittima fatta da parlamentari legittimamente eletti alla quale è stata data una legittima opinione negativa.
Questa è la democrazia.
C'è libertà di parola e pensiero.
Quindi non attacchiamo i diritti che appartengono a tutti.
Voglio fare un'ultima riflessione:
Parlando con membri di altre associazioni è venuta fuori la possibilità di un rischio che potrebbe emergere. Il rischio dell' "autocensura" da parte di associazioni che hanno paura di poter svanire nel nulla a causa dei mancati contributi.
Per opinioni che non piacciono a qualche politico.
Ed in un paese democratico che ha un governo democratico democraticamente eletto la cosa sarebbe molto, ma molto triste.

Marco Lazzara, del Direttivo Artistico Cineforum Bolzano